Hai mai ricevuto una lettera di richiamo sul lavoro? Oppure hai sempre avuto paura di riceverne una? Oggi vediamo nel dettaglio cosa questo comporta. 

Insomma, come ogni lavoratore sa sicuramente, ogni impiego comporta sia dei diritti che dei doveri che devono essere rispettati da entrambe le parti coinvolte. 

Con questo intendiamo che sia il lavoratore dipendente, sia il suo datore di lavoro hanno dei diritti e dei doveri che dovranno rispettare. 

Oggi ovviamente andiamo a parlare più nel dettaglio di quelli che sono i doveri del lavoratore dipendente e quali sono le conseguenze quando questi non vengono rispettati. 

Dunque, devi sapere che ogni lavoratore è tenuto a rispettare alcune norme che sono previste dalla Legge, ma anche dal suo contratto collettivo nazionale e dalle direttive predisposte dall’azienda. 

Questo comporta che, nel caso di violazione di una di queste norme, il lavoratore possa ricevere una lettera di richiamo. 

Ebbene, si tratta di una tutela del datore di lavoro contro il lavoratore che non rispetta determinate norme specifiche. 

Ma non è tutto! Infatti, in Italia il Governo prevede anche la possibilità del dipendente di rispondere a tale lettera di richiamo. 

Infatti, alcune volte può capitare che questa venga inviata ingiustamente, creando un vero e proprio sopruso nei confronti del lavoratore. 

Ma vediamo cosa comporta la lettera di richiamo e quali sono le azioni che un lavoratore dipendente può intraprendere dopo averne ricevuta una!

Ecco come funziona una lettera di richiamo: scopri come gestirla al meglio!

Quindi, avrai compreso cos’è nel dettaglio una lettera di richiamo. 

Insomma, si tratta di un documento che ammonisce il lavoratore dipendente nel caso in cui non vengano rispettate alcune norme. Tutto questo potrebbe andare a minare quello che è un rapporto di fiducia tra il lavoratore ed il datore di lavoro. 

Attenzione: si tratta di una comunicazione ufficiale!

Ma come funziona una lettera di richiamo e in quali situazioni questa viene inviata al lavoratore dipendente? Andiamo a scoprirlo insieme. 

Dunque, se hai commesso un’azione che viola quelle che sono le policy stabilite dall’azienda, dovrai passare il seguente iter:

Prima di tutto ci sarà la consegna ufficiale della contestazione da parte dell’azienda. In questo caso si tratta di una comunicazione scritta (ed è per questo che viene definita lettera) e deve essere consegnata al lavoratore dipendente il prima possibile, in modo da farlo venire a conoscenza della sua violazione.

Attenzione: colui che prepara una lettera di richiamo deve essere estremamente preciso nell’esporre quelle che sono le motivazioni che hanno portato a tale comunicazione. 

Insomma, bisogna chiarire in modo inequivocabile qual è stato il comportamento sbagliato tenuto dal lavoratore. 

Questo è il primo passaggio, andiamo a vedere gli altri due. 

Il secondo step relativo alla consegna della lettera di richiamo riguarda la verifica di una possibile risposta alla segnalazione che viene effettuata.

Questo vuol dire che il lavoratore, come abbiamo sottolineato anche in precedenza, non deve accettare passivamente la lettera, ma può spiegare il suo punto di vista oppure, nel caso in cui riconosca l’errore, scusarsi con il datore di lavoro. 

Infine, l’ultima passaggio riguarda la scelta del provvedimento disciplinare da attuare contro il lavoratore che viene determinato in base alla gravità delle sue azioni.

Quali conseguenze comporta la consegna di una lettera di richiamo? Ecco la risposta!

Come abbiamo sottolineato in precedenza, l’ultimo step coinvolto nel processo di consegna di una lettera di richiamo è caratterizzato dalla scelta del provvedimento disciplinare da adottare. 

Dunque, andiamo a scoprire tutti quelli che possono essere i provvedimenti adottati in questi casi

Attenzione: chiariamo subito che andremo a vedere sia i provvedimenti più blandi, fino a quelli maggiormente incisivi. 

Tuttavia, devi tenere a mente che i licenziamenti a seguito di una sola lettera di richiamo sono estremamente rari. 

Dunque, la prima conseguenza che si può avere è un richiamo verbale dalla dirigenza. Questo possiamo definirlo come un vero e proprio confronto dove sia l’azienda, sia il lavorare spiegano quelle che sono le loro ragioni. 

Ebbene, si tratta di una procedura ancora più blanda rispetto alla già citata lettera di richiamo che, come abbiamo visto, è una comunicazione scritta ed ufficiale. 

Eppure, si può avere anche il caso di comportamenti che violino in modo grave la policy aziendale e quindi possono esserci altre conseguenze. 

La prima è determinata dalla multa, ossia una sanzione pecuniaria contro il lavoratore che ha tenuto un comportamento scorretto. 

Attenzione: questa si applica in particolare nel caso in cui siano stati apportati danni alle cose e non può superare la somma di 4 ore lavorative. 

Eppure, le conseguenze non si fermano alla multa, ma possono essere decisamente più drastiche. 

È il caso della sospensione professionale, della durata massima di 10 giorni o del licenziamento. 

Nel secondo caso dobbiamo operare una distinzione tra due tipologie di licenziamento, anche se tale soluzione drastica viene presa raramente. 

Abbiamo il licenziamento con preavviso, dove il tempo di preavviso è determinato dal proprio contratto oppure il licenziamento immediato per giusta causa

Un lavoratore può rispondere alla lettera di richiamo: ecco come fare!

Come abbiamo sottolineato anche in precedenza, un lavoratore non deve necessariamente rimanere inerme quando riceve una lettera di richiamo, ma ha la possibilità data dalla Legge di rispondere. 

Attenzione: il lavoratore ha un tempo di 5 giorni dal momento in cui riceve la lettera di richiamo per poter rispondere all’azienda.

Quindi il lavoratore potrà giustificarsi sia in maniera scritta che orale e spiegare quelle che sono state le motivazioni alla base del suo comportamento che ha volato le policy aziendali. 

Attenzione: la Legge prevede che il lavoratore possa essere supportato in questa fase da un rappresentante legale. 

Ovviamente, nel caso in cui il lavoratore dovesse riconoscere il suo errore, sarà possibile che questo vada a scusarsi direttamente con l’azienda. 

Cosa accade dopo la risposta di un lavoratore ad una lettera di richiamo!

Ebbene, fino ad ora abbiamo approfondito nel dettaglio quelle che sono le conseguenze, dalle più blande a quelle drastiche, che un comportamento sbagliato che violi le policy aziendali sul lavoro può portare. 

Tuttavia, la risposta del lavoratore può essere molto utile al fine di trovare un punto di incontro con l’azienda. 

Come abbiamo sottolineato anche in precedenza, devi tenere a mente che i casi di licenziamento dopo la consegna di una lettera di richiamo sono davvero pochi. 

Eppure, qualora venisse davvero minato in modo irreparabile il rapporto di fiducia tra lavoratore dipendente e azienda è possibile che questo accada.  

Tuttavia, come abbiamo appena visto, il lavoratore ha la possibilità di rispondere alla lettera di richiamo nei 5 giorni successivi alla sua ricezione. 

In questo modo il lavoratore può spiegare ai vertici aziendali le sue ragioni e spesso l’azienda decide di accogliere le sue motivazioni, specie quando queste sono caratterizzati da delle scuse. 

Diverso il caso in cui il lavoratore decide di contestare la lettera di richiamo quando ritiene che questa sia stata inviata ingiustamente. Come abbiamo visto potrà anche contare sull’ausilio di un rappresentante legale. 

Attenzione però: quella che abbiamo visto si tratta di una possibilità che la Legge concede al lavoratore, non di un obbligo. 

Insomma, qualora il lavoratore dicesse di non rispondere alla lettera di richiamo o di non scusarsi con l’azienda non starà violando alcuna legge. 

Semplicemente, conclusi i 5 giorni per rispondere, il datore di lavoro sceglierà se applicare ed in che misura altre sanzioni disciplinari.