Il licenziamento per malattia è possibile: quando scatta e quali sono le condizioni

Brutta notizia per molti dipendenti: esiste il licenziamento per malattia. Scopriamo quando scatta e come evitarlo.

Un datore di lavoro può ricorrere al licenziamento per malattia? La risposta a questa domanda spaventa un gran numero di dipendenti che potrebbero dire addio al proprio posto di lavoro proprio a causa di un eccessivo periodo di comporto. Ecco quali sono i casi.

Il licenziamento per malattia è possibile: quando scatta e quali sono le condizioni

Il periodo di comporto, comunemente noto come malattia, è previsto in qualsiasi contratto a tempo determinato e indeterminato, part-time e full time. Le ore di malattie sono specificate nei singoli contratti e possono durare dai 3 mesi ai 6 mesi a seconda dell’anzianità di un dipendente.

Dunque, i giorni di malattia hanno un limite previsto dal contratto di lavoro e se si sfora, quindi, il datore di lavoro può tranquillamente recedere dal contratto e licenziare il suo dipendente. In questo caso, il datore di lavoro, non è tenuto nemmeno a dimostrate la giusta causa o il giustificato motivo, gli basterà solo dare un preavviso. Il mancato rispetto dei vincoli contrattuali costituisce di per sé un valido motivo per mettere fine al rapporto di lavoro.

A disciplinare questa materia è il secondo comma dell’articolo 2110 del codice civile:

L’imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a norma dell’art. 2118, decorso il periodo stabilito dalla legge, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità.

Come evitare il licenziamento

Perdere il proprio lavoro a causa della fine dei giorni di malattia è l’eccezione e non la regola, ma comunque si possono ottenere più giorni rispetto a quelli del periodo di comporto con una piccola strategia.

Coloro che necessitano di stare a casa per più giorni possono godere delle ferie, qualora dovessero averne ancora a disposizione. A differenza della malattia, i giorni di ferie devono però essere concordati tra il dipendente e il datore di lavoro e non è detto che in un determinato giorno, il datore, conceda le ferie al proprio dipendente.

Ad ogni modo, nel caso in cui si dovesse riuscire a godere delle ferie, difficilmente il datore di lavoro potrebbe licenziare i suoi dipendenti per aver prolungato il proprio periodo fuori dall’ufficio in quanto si starebbe usufruendo di diritti previsti dal contratto di lavoro.

L’eccezione

Esiste un’altra eccezione in cui il datore di lavoro non può licenziare un dipendente che ha superato i giorni di malattia di cui è a disposizione, ossia quando una determinata malattia è stata causata da un ambiente di lavoro insalubre, sia dal punto di vita fisico che psicologico.

Qualora il dipendente dovesse dimostrare il nesso tra malattia e lavoro, il datore di lavoro, in parte responsabile di una determinata condizione, non può licenziare il proprio dipendente.

Leggi anche: Quando non è dovuto il ticket licenziamento e cosa comporta a dipendente e datore

Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Redattore, classe 1994. Sono nato a Napoli ma ho vissuto un po’ in Toscana dove mi sono laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e un po’ a Milano dove mi sono specializzato in Cooperazione Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono appassionato di politica, attualità, sport (grande tifoso del Napoli), cinema e libri. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura di racconti e quando ho tempo viaggio.
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