Quando il lavoratore cessa il rapporto di lavoro con il proprio datore di lavoro ha diritto al trattamento di fine rapporto (TFR). La liquidazione TFR o bonus di uscita è una somma che ammonta al 6,91% del compenso imponibile recepito da un lavoratore durante ogni anno di lavoro. Il trattamento di fine rapporto è una somma accantonata dal datore di lavoro, che viene corrisposta al lavoratore dipendente nel momento in cui il rapporto di lavoro cessa per qualsiasi motivo. Cosa fare se il datore di lavoro non paga il TFR al lavoratore? È possibile adire le vie legali? Scopriamolo in questa guida di Trend Online.

TFR: disciplina codicistica

Il TFR è una quantità di denaro che il datore di lavoro accantona mensilmente e verrà corrisposta al lavoratore alla conclusione del rapporto di lavoro. La disciplina del TFR è regolata dall’art. 2120 c.c. Al momento della cessazione del rapporto di lavoro per qualsiasi motivo viene differito il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto. Liquidare il TFR implica il momento dell’effettivo pagamento del trattamento di fine rapporto da parte del datore di lavoro al verificarsi di determinate condizioni. Inoltre, liquidare il TFR implica quantificare l’importo del Trattamento di Fine Rapporto dovuto. Tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro del settore privato e i lavoratori del settore pubblico sono assoggettati alla disciplina del TFR. In caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Il trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. Come previsto dalla normativa vigente il TFR è incrementato al 31 dicembre di ogni anno, con applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’incremento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente. Per procedere al calcolo, il datore di lavoro deve determinare la base imponibile, sommando i TFR accantonati nel corso degli anni e rivalutati. Si determina il reddito di riferimento e l’aliquota media di tassazione risultante dalle dichiarazioni fiscali degli ultimi 5 anni e si procede al calcolo dell’IRPEF.

Liquidazione TFR: quanto tempo ha il datore di lavoro?

In genere, il Trattamento di Fine Rapporto viene erogato al dipendente entro il quindicesimo giorno del mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. In ogni caso ogni lavoratore dipendente ha 5 anni di tempo per esigere dal datore di lavoro l’erogazione del TFR. È necessario inoltrare una diffida ad adempiere al datore di lavoro.

TFR in busta paga: si può ottenere?

L'INPS ha ufficialmente confermato che non è più possibile ottenere il TFR in busta paga. Il lavoratore assunto da almeno sei mesi può richiedere il TFR in busta paga e deve presentare al datore di lavoro il modulo QU.I.R. (Quota maturanda del trattamento di fine rapporto come integrazione della retribuzione). Sono esclusi dalla possibilità di richiedere il TFR in busta paga i lavoratori agricoli, i lavoratori di aziende sottoposte a procedure concorsuali, i lavoratori domestici e i lavoratori in cassa integrazione straordinaria o in deroga.

Liquidazione TFR: cosa fare se il datore non paga?

Il lavoratore ha sempre diritto ad inviare al datore di lavoro una lettera di messa in mora. Nella comunicazione inviata il dipendente deve chiedere espressamente il pagamento del quantum debeatur e specificare che provvederà per vie legali con rivalsa delle spese sostenute e degli interessi dovuti nel caso di suo mancato versamento entro un determinato numero di giorni. Nel caso in cui il datore di lavoro non proceda ad adempiere alla liquidazione del TFR, si potrà procedere ad azioni legali dirette ad ottenere un titolo esecutivo, come un decreto ingiuntivo nei confronti del datore di lavoro inadempiente. In mancanza di adempimento spontaneo, il lavoratore può agire con un pignoramento o con il deposito di un’istanza di fallimento. Nei casi in cui il lavoratore non riesca a soddisfarsi può chiedere l’intervento del Fondo di Garanzia dell’INPS per ottenere il pagamento del TFR.