Alcune notizie in positivo arrivano dal mondo del mercato immobiliare, perché nell'ultimo periodo le vendite di immobili sono aumentate notevolmente, un segnale di ripresa positivo per il settore. Con l'estate infatti molti settori lavorativi che erano entrati in forte crisi a causa della pandemia hanno dato segnali positivi di ripresa: si tratta del turismo, del settore edile e del settore immobiliare.

Con lo stop delle attività, anche in ambito vendita immobiliare tutto era rimasto fermo per lunghi mesi, e questo aveva decretato una crisi anche del mercato dell'immobile. Tuttavia il settore si sta riprendendo, e le conferme arrivano dai dati degli ultimi mesi, che vedono in sostanziale crescita le operazioni di compravendita di immobili in tutta Italia.

Un segnale positivo quindi per chi lavora nel settore, come spiega anche un articolo recente di Idealista.it che conferma che il trend positivo non coinvolge solamente l'Italia, ma tutta l'Europa:

"Le previsioni per la fine dell’anno, in merito agli investimenti immobiliari nell’area Emea, si collocano nella fascia fra i 250 e i 260 miliardi di euro con un aumento rispetto al 2020 fra l’otto e il dieci per cento."

Il mercato dell'immobile è sulla linea di partenza quindi, e si presume che per i prossimi mesi il trend continuerà ad andare in questa direzione. Più immobili venduti e comprati significa che l'economia intorno a questo settore ricomincia a muoversi in modo positivo. Da un lato questo trend in Italia viene portato avanti anche da alcune iniziative dello stato come i nuovi sostegni a favore dei giovani, under 36, che decidono di acquistare un immobile per renderlo residenza stabile.

Vediamo in questo articolo come si sta muovendo il mercato immobiliare, facendo anche un riferimento all'andamento che ha coinvolto questo settore nell'ultimo periodo, in special modo dall'arrivo dell'emergenza sanitaria.

Mercato dell'immobile: la crisi del 2020

Con l'arrivo della pandemia, anche il settore immobiliare ne ha risentito, in particolare nel 2020. Lo scorso anno infatti le compravendite erano diminuite notevolmente, soprattutto nei mesi in cui la crisi si è fatta sentire di più, e quando era in vigore il lockdown.

Anche se il mercato dell'immobile non ha subito la stessa crisi di altri settori (pensiamo ad esempio al turismo invernale in molte regioni italiane) dal 2020 i prezzi hanno subito diverse variazioni, e in linea generale le persone hanno deciso di comprare o vendere molto meno rispetto agli anni precedenti. 

Un'informazione esaustiva a questo proposito viene fornita da un articolo di Repubblica.it:

"L'emergenza Covd-19 ha creato nel 2020 un rallentamento delle operazioni e un calo delle transazioni, tali che l'annata chiusa ha segnato, secondo i dati citati nello studio, un calo a 510 mila compravendite (-19,5%), malgrado la leggera ripresa nel terzo trimestre, in sincrono con la riapertura delle attività, e un quarto trimestre nel complesso positivo."

Il 2020 quindi ha segnato una crisi profonda non solamente in settori come il commercio, il turismo o lo scambio di beni o servizi, ma anche per il mercato dell'immobile. Tuttavia bisogna anche riflettere su un dato importante: il settore edile, collegato direttamente con il settore immobiliare, ha avuto comunque una buona ripresa, trainata anche da diversi bonus proposti dallo stato per chi ha deciso di ristrutturare casa in questo periodo.

Dal 2020 però la ripresa maggiore del mercato dell'immobile sta arrivando proprio adesso, dopo i mesi estivi. Attualmente il trend va nella direzione sempre maggiore dell'acquisto di nuovi immobili da adibire a prima abitazione. Il mercato dell'immobile quindi si sta riprendendo e per i prossimi anni si prospetta una buona crescita, capace di eguagliare i dati del 2019.

Riparte la compravendita di immobili nel 2021

Nel 2021 sta ripartendo la compravendita degli immobili: sempre più italiani decidono di acquistare, e molti sono giovanissimi, attirati dalla possibilità di risparmiare grazie alla particolare agevolazione che lo stato ha proposto per gli under 36 che decidono di aprire un mutuo.

Un articolo di Affaritaliani.it spiega che sono cambiate le necessità degli italiani, anche sugli spazi abitativi, proprio a seguito delle ultime evoluzioni sociali e dalle conseguenze portate dalla pandemia:

"Ciò che ha differenziato la domanda del 2020 e 2021, e che caratterizzerà il medio periodo, rispetto a quella espressa fino alla fine del 2019, è l’ambito di appagamento del bisogno con un deciso impatto sul modo di vivere gli spazi abitativi."

Sembrerebbe che prima della pandemia si preferissero soluzioni immobiliari basate sull'affitto, mentre per il 2021 la scelta maggiore è quella dell'acquisto dell'immobile da stabilire come prima abitazione. Questa scelta è anche influenzata dai prezzi vantaggiosi che in molti casi favoriscono un costo più basso nell'acquisto di un nuovo immobile, proprio in questo periodo.

Per alcuni comprare casa è sinonimo di passaggio da situazioni di affitto ad un acquisto che garantisce la proprietà dell'immobile, mentre per altri si tratta di un vero e proprio investimento per il futuro. L'arrivo della pandemia ha messo in luce per molti nuove necessità, dovute per esempio ad una condizione abitativa coniugata con il lavoro in smart working.

Per questo motivo moltissimi italiani hanno deciso di sfruttare questo periodo incerto per ristrutturare immobili già di proprietà, o cercare un'abitazione nuova da acquistare per poter stabilire una nuova residenza, spesso valutando gli spazi da adibire ad un possibile lavoro in smart working.

Bonus per le ristrutturazioni sull'immobile: come funzionano

Da qualche anno è possibile svolgere determinati lavori di ristrutturazione su immobili di proprietà in modo agevolato, ovvero chiedendo determinate esenzioni fiscali sulle spese dei lavori. Questa possibilità ha garantito per molti cittadini l'accesso agevolato a lavori di ristrutturazione volti a migliorare la qualità degli stessi.

In particolare con il Superbonus 110% lo stato propone ai cittadini che decidono di ristrutturare casa un'esenzione fiscale totale, purché vengano svolti lavori che portino ad un miglioramento energetico, e ad un abbassamento dei consumi, all'interno dell'immobile. In questo caso l'agevolazione è totale, arriva infatti al 110%.

Ma questo non è l'unico bonus introdotto per chi decide di ristrutturare casa, perché ne esistono altri, più specifici, che sostengono le spese per altri tipi di lavori: il sisma bonus, oppure il bonus facciate, o ancora il bonus rubinetti. Si tratta di bonus specifici per le spese per rifare diverse parti dell'immobile, bonus che seguono anche un criterio di sostenibilità ambientale e risparmio economico.

Tuttavia l'introduzione di questo tipo di agevolazioni ha aiutato anche la ripartenza del settore edile, perché sono state moltissime le richieste di lavori da parte dei cittadini che si sono rivolti a imprese specializzate nelle ristrutturazioni. I dati a questo proposito sono riportati da Angaisa.it:

"I nuovi dati testimoniano il consolidamento del trend positivo relativo agli investimenti nel rinnovo del patrimonio immobiliare esistente (previsioni: +3% nel 2019, +1,8 nel 2020 e +1,7% nel 2021), con una brusca e in parte inattesa accelerazione anche per quanto riguarda gli investimenti in nuove costruzioni."

Trend in positivo per il settore edile, ma che di conseguenza porta ad un vantaggio anche nel settore immobiliare. Case ristrutturate vengono mediamente vendute più facilmente rispetto a quelle non ristrutturate, in cui i consumi rimangono elevati a causa di vecchi impianti di riscaldamento o climatizzazione.

Crescono gli acquisti di immobili nei piccoli comuni

Un trend interessante riguarda la tipologia di immobili che più di tutte viene venduta: in questo periodo mediamente i cittadini preferiscono acquistare un immobile situato in un piccolo comune piuttosto che rivolgersi alle grandi città. Come conferma un articolo di Immobiliare.it alla luce di un aumento complessivo dei volumi di compravendita immobiliare, si prediligono gli immobili situati nei piccoli comuni:

"Inoltre continua il trend che ha già caratterizzato la chiusura del 2020: la crescita è più evidente soprattutto nei comuni minori, con un +43,3% rispetto al primo trimestre 2020; nei capoluoghi i volumi aumentano invece del 30% circa."

Analizzando i dati dal punto di vista sociale, si può dire che l'arrivo della pandemia ha sviluppato una nuova esigenza di connessione con gli spazi verdi, con luoghi ampi e aperti, che difficilmente vengono garantiti dalle grandi città italiane.

Molti hanno trovato come soluzione alla crisi sanitaria proprio lo spostamento in campagna, altri ancora prediligono l'acquisto di un immobile in un piccolo comune favoriti dal lavoro svolto in smart working. Allo stesso tempo si sceglie sempre più spesso di acquistare un immobile che offre spazi ampi, con metratura maggiore, rispetto ai piccoli appartamenti.

Nonostante queste preferenze, comunque il settore immobiliare si sta riprendendo anche nelle città italiane, dove aveva subito un brusco calo anche a causa del rallentamento generale del mondo del lavoro, e da cui moltissimi studenti fuori sede erano tornati alla casa di residenza.