Sono in arrivo alcune novità sull’indennità di disoccupazione, ovvero la NASpI 2021: il decreto Sostegni bis, in particolare, ha congelato il decalage fino al 1° gennaio 2022. Ma cosa cambia dal prossimo anno e come funziona la riduzione mensile dell’indennità di disoccupazione NASpI? A chiarire alcune questioni e a fornire le prime informazioni a tale riguardo è il messaggio dell’Inps del 16 giugno 2021 (il numero 2309).

Il decreto legislativo numero 22 del 2015, prevede all’articolo 4 il cosiddetto decalage, ovvero:

l’indennità di disoccupazione NASpI è ridotta in misura pari al tre per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Tuttavia, il decreto Sostegni bis ha previsto la sospensione di questa disposizione almeno fino alla fine del 2021, ovvero il meccanismo riparte – salvo nuove proroghe – dal 1° gennaio 2022. Ulteriori novità sono in arrivo grazie all’ultimo decreto economico del Governo Draghi.

Vediamo, quindi, quali sono le novità per i percettori dell’assegno di disoccupazione NASpI 2021, a chi spetta l’indennità, come si calcola il decalage e come si richiede l’ammortizzatore sociale per tutti i soggetti che hanno perso il lavoro. Ecco una guida completa al beneficio.

NASpI 2021: cos’è e come funziona

Come conferma e spiega il sito dell’Inps nell’apposita sezione dedicata:

La NASpI – acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego – è un’indennità mensile di disoccupazione che spetta a tutti i soggetti in possesso di determinati requisiti che presentano la domanda per ricevere il beneficio.

Istituita dal decreto legislativo del 4 marzo 2015, la NASpI va a sostituire i precedenti aiuti per i disoccupati, ovvero ASpI e MiniASpI. Si rivolge, in particolare, ai lavoratori subordinati che abbiano cessato (non per propria volontà) il proprio contratto di lavoro. Questo sostegno economico al reddito viene corrisposto mensilmente.

I requisiti per poter richiedere la NASpI sono stati modificati dal decreto Sostegni, mentre il decreto Sostegni bis ne ha confermato e modificato ulteriori aspetti, andando a semplificare i requisiti di accesso all’indennità, oltre a congelare la riduzione mensile della NASpI (il cosiddetto decalage).

NASpI 2021, novità nel decreto Sostegni e decreto Sostegni bis

Il decreto Sostegni bis va a modificare o confermare le disposizioni contenute nel precedente provvedimento, rendendo più facile l’accesso al sostegno e favorendo i lavoratori disoccupati che non percepiscono altri redditi.

Infatti, fino al 31 dicembre 2021 è possibile richiedere la NASpI 2021 sfruttando i requisiti semplificati. Le disposizioni del decreto legge numero 41 del 2021, confermate dal Sostegni bis, eliminano il requisito di effettuazione di almeno trenta giorni di lavoro nell’anno precedente la richiesta. 

Inoltre, il decreto legge numero 73 del 2021 (Sostegni bis) ha eliminato – a decorrere dal 26 maggio 2021, ovvero dal 1° giugno 2021, e fino alla fine del 2021 – il decalage, cioè la riduzione progressiva mensile del sostegno economico a partire dal quarto mese di fruizione della NASpI. Questa riduzione avverrà d’ufficio, senza quindi presentare alcuna domanda all’Inps, per i pagamenti a partire dal 1° giugno 2021.  Per le nuove domande, presentate a partire dal 1° giugno 2021 al 31 settembre 2021, invece, l’importo della NASpI rimane invariato fino alla fine dell’anno.

Sempre il decreto Sostegni aveva previsto la possibilità, per i titolati dell’indennità di disoccupazione scaduta tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, di richiedere il reddito di emergenza (sfruttando requisiti semplificati), rispettando però il limite massimo di reddito pari a 30 mila euro.

NASpI 2021: a chi spetta e beneficiari

Come abbiamo ricordato nei paragrafi precedenti, per capire quali lavoratori possono richiedere l’indennità di disoccupazione NASpI è necessario comprendere i requisiti da soddisfare per poter richiedere il beneficio.

L’ammortizzatore sociale – così lo possiamo chiamare – spetta ai lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo determinato, ma anche ai soci di cooperativa assunti come lavoratori subordinati, al personale artistico con un contratto di tipo subordinato, che abbiamo perso involontariamente il proprio lavoro.

Per quanto riguarda, invece, i collaboratori coordinati e continuativi, il riferimento al Dis-Coll, che altro non è che il sussidio economico per la perdita del lavoro riservato ai titolari di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Gli esclusi dalla NASpI

Non tutti possono richiedere l’assegno di disoccupazione: esistono dei lavoratori esclusi dalla NASpI 2021. 

Si tratta, nel dettaglio, di:

  • lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato presso le Pubbliche Amministrazioni;
  • gli operai agricoli con contratto a tempo determinato o indeterminato;
  • i lavoratori extracomunitari assunti con contratto di lavoro stagionale e in possesso del permesso di soggiorno regolare (per i quali è prevista un’apposita norma di riferimento).

Non è possibile richiedere il sussidio nemmeno in presenza della maturazione dei requisiti necessari ai fini del pensionamento, oppure per i titolari di assegno ordinario di invalidità.

Un dubbio ricorrente tra coloro che richiedono la NASpI è la compatibilità con il reddito di cittadinanza. Risposta affermativa: l’assegno di disoccupazione è compatibile con il reddito di cittadinanza.

I requisiti per richiedere la NASpI

Passiamo, quindi, alla definizione dei requisiti utili per richiedere la NASpI, che sono elencati dettagliatamente sul sito dell’Inps nell’apposita sezione dedicata.

I lavoratori sopra elencati che hanno perso involontariamente il proprio lavoro e intendono richiedere l’indennità di disoccupazione devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione derivante dalla perdita del lavoro involontaria e della ricezione della Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) al lavoro;
  • aver realizzato almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro mesi precedenti la perdita del lavoro;
  • aver eseguito almeno 30 giorni di lavoro effettivi (a prescindere dall’ammontare di ore lavorate) nell’ultimo anno precedente la richiesta dell’indennità di disoccupazione. *Questo requisito è stato temporaneamente sospeso dal decreto Sostegni bis fino al 31 dicembre 2021, per favorire la richiesta del sussidio economico da parte del maggior numero di persone.

NASpI 2021: come calcolare gli importi

Come specifica il sito dell’Inps:

l’assegno per la disoccupazione viene erogato ogni mese per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. 

L’importo dell’assegno di disoccupazione, infatti, si calcola a partire dalla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, che va divisa per il numero di settimane di contribuzione. Il risultato di tale operazione viene poi moltiplicato per 4,33.

Sulla base del risultato ottenuto si possono percepire due importi diversi:

  • l’assegno mensile NASpI è pari al 75% della retribuzione stessa, se il risultato dell’operazione di cui sopra è inferiore al trattamento minimo previsto dalla circolare Inps numero 7 del 21-01-2021, ovvero 1.221,44 euro mensili;
  • l’assegno mensile NASpI è pari al 75% della retribuzione degli ultimi quattro anni sommata al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo, se invece il risultato dell’operazione di cui sopra è superiore al massimale previsto dall’Inps. A partire dal quarto mese di percezione, in questo secondo caso, si applica il decalage (attualmente sospeso fino alla fine del 2021).

L’assegno massimo dell’indennità di disoccupazione previsto dall’Inps, a decorrere dal 1° gennaio 2021, è pari a 1.335,40 euro.

La durata massima di percezione del beneficio, secondo le disposizioni normative, è pari a 24 mesi, ovvero due anni. L’assegno viene erogato direttamente sul conto corrente bancario o postale, oppure tramite libretto postale.

NASpI, dal 1° gennaio 2022 torna il decalage: cos’è e come funziona

L’Inps ha fornito alcune istruzioni e delucidazioni in merito al ritorno del decalage, ovvero della riduzione del 3% ogni mese che si applica a partire dal quarto mese di fruizione del sussidio economico. Il meccanismo torna in vigore dal 1° gennaio 2022, in seguito alla sospensione prevista dal decreto Sostegni bis.

Come ha specificato l’Inps nel messaggio numero 2093, il decalage rimane sospeso dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2021. Dal 1° gennaio 2022, invece, la riduzione riprende in automatico senza presentare alcuna domanda all’Inps.

NASpI 2021: come (e quando) fare domanda per il sussidio di disoccupazione

Se per il decalage non sarà necessario presentare alcuna domanda, in quanto il meccanismo è automatico; per i nuovi percettori dell’assegno di disoccupazione è invece richiesta la presentazione della richiesta all’Inps. La NASpI, infatti, non viene erogata d’ufficio, ma previa richiesta degli interessati. Questi ultimi devono debitamente compilare i moduli reperibili sul sito dell’Inps.

Per effettuare la richiesta dell’indennità di disoccupazione di possono sfruttare diversi canali:

  • il sito dell’Inps direttamente, oppure l’apposita applicazione dedicata, selezionando la sezione NASpI ed effettuando l’accesso con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS;
  • rivolgendosi gratuitamente ai servizi offerti dai Patronati;
  • sfruttando il Contact Center Multicanale INPS INAIL, reperibile al numero gratuito da rete fissa 803164, oppure a pagamento da telefono mobile il numero 06164164.

Esiste, però, un termine entro il quale presentare la domanda per poter percepire l’assegno di disoccupazione. I lavoratori che hanno perso involontariamente il proprio lavoro possono presentare la richiesta all’Inps, esclusivamente in via telematica, entro i 68 giorni successivi a tali situazioni:

  • in seguito al licenziamento involontario;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità o malattia/infortunio indennizzato;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale;
  • al termine del periodo di indennità di mancato preavviso.

È possibile anche richiedere l’indennità di disoccupazione a partire dal trentesimo giorno a decorrere dall’avvenuto licenziamento per giusta causa.