Siamo ormai quasi due settimane nell'anno nuovo eppure onestamente non sembra cambiato molto. Il 2022, francamente parlando, sembra molto più simile al 2021 di quanto questo sembrasse simile al 2020.

Quando il 2021 iniziò, il mondo sembrava un pochino più speranzoso. I primi vaccini avevano già iniziato ad essere inoculati, e tutti speravamo che la tremenda pandemia di Covid-19 si sarebbe esaurita o perlomeno si sarebbe calmata entro un anno. 

E invece, due (spesso tre) dosi di vaccino dopo, siamo punto e a capo. Il 2022 è iniziato con i record di casi di Covid-19 registrati in Italia e in tanti altri paesi europei. 

La nuova variante, Omicronsembra essere più contagiosa, sebbene fortunatamente meno letale, sia della precedente Variante Delta sia del Covid-19 "originale". 

Magra consolazione, tuttavia, poiché le terapie intensive stanno lentamente ricominciando a riempirsi e, cosa più triste di tutte, le morti sono ancora molto alte.

Omicron, inoltre, ha avuto ripercussioni anche sul mondo del lavoro. Se l'economia sembrava in forte ripresa, con un aumento del PIL del 6.3% nel 2021, la nuova variante rischia di farci richiudere nuovamente a casa, con conseguente collasso economico come fu nel 2020. 

Il 2021, comunque, aveva visto anche un aumento dei posti di lavoro rispetto alla tragedia del 2020, quando milioni di individui si sono trovati disoccupati o in cassa integrazione. Secondo La Repubblica, infatti:

L'ultimo report trimestrale dell'Istat conferma le recenti tendenze dell'occupazione: nel terzo trimestre 2021 si registra un aumento di 121 mila occupati (+0,5%) rispetto al trimestre precedente, e un aumento di 505 mila unità (+2,2%) rispetto al terzo trimestre del 2020. Il tasso di occupazione sale al 58,4%  mentre il tasso di disoccupazione scende al 9,2%.

Bisogna, tuttavia, prendere queste misurazioni con le pinze. Per quanto possano essere accurate per il terzo trimestre del 2021, non tengono in conto della ripresa della pandemia nell'ultima parte dell'anno

Ergo, il numero finale di occupati del 2021 potrebbe essere stato più basso di quello per ora riportato

Il governo, che è intenzionato a far ripartire l'economia, ha già concesso moltissimi benefici alle famiglie più colpite dalla pandemia. Reddito di Emergenza ed Assegno Unico sono due esempi di misure che vorrebbero risollevare le sorti dei nuclei (ed individui) più fragili.

Tutti questi supporti economici rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l'enorme progetto di ricrescita socio-economica figlio del governo Draghi

Il PNRR, infatti, contiene moltissime misure ad hoc per contrastare la crisi pandemica. Ma non sono le uniche misure statali presenti per aiutare chi ha bisogno. Esistono, infatti, altre misure già esistenti a favore dei disoccupati e delle famiglie più povere.

Esempio lampante è il Reddito di Cittadinanza, che prevede la concessione di un assegno mensile ai nuclei familiari più in difficoltà.

Altro esempio è la NASPI, ovvero un assegno a cadenza mensile per i disoccupati

La NASPI è l'oggetto del nostro articolo, poiché viene erogata mensilmente ma le date non sono mai fisse. Vorremmo dunque fare chiarezza su quando sarà disponibile l'assegno NASPI di gennaio e come fare ad accedere a questa misura. 

Iniziamo proprio da quest'ultimo punto, per capire esattamente come funziona la NASPI.

Cos'è la NASPI e come funziona

La Nuova Assicurazione Social per l'Impiego (NASPI) è nata nel 2015 ed è un sussidio di disoccupazione. Va a sostituire due precedenti sussidi simili ovvero l'ASPI e la MiniASPI.

La NASPI è rivolta ad una categoria di persone ben precisa ed elencata precisamente sul suo sito INPS. Di seguito, comunque, riportiamo queste categorie passo passo come scritte sul sito. Possono, dunque, richiedere la NASPI lavoratori con contratto che hanno perduto la loro occupazione, compresi:

  • Apprendisti;
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • Dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Una delle novità della NASPI 2022 è l'introduzione, nelle categorie che possono richiedere il sussidio, degli operai agricoli a tempo indeterminato

Vi è, inoltre, una serie di categorie che non possono richiedere la NASPI. Il motivo non è meglio specificato dal sito INPS, tuttavia vi è riportata proprio questa lista di categorie, ossia:

  • Dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • Operai agricoli a tempo determinato;
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • Lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASPI.

Ora che sappiamo chi può e chi non può accedere alla NASPI, vediamo esattamente come fare per accedere e quali sono gli esatti requisiti che servono per fare domanda.

Si perché far parte di queste categorie non è il solo requisito necessario per ricevere il sussidio. Vediamo cos'altro serve.

I requisiti per accedere alla NASPI

Essendo un requisito di disoccupazione, criterio principale per accedere alla NASPI è, appunto, essere disoccupato

Ma la perdita di lavoro non è il solo requisito necessario. Tale perdita deve essere stata involontaria e non a seguito di dimissioni risoluzione consensuale tra datore di lavoro e dipendente. 

Vi sono, comunque, delle eccezioni. In alcuni casi, infatti, la NASPI si può richiedere anche se la perdita di lavoro è stata a seguito di dimissioni personali. I casi nello specifico sono elencati sul sito INPS linkato più sopra, ma in breve le eccezioni consistono in:

  • Dimissioni per giusta causa;
  • Dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità;
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell'ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro;
  • Risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;
  • Licenziamento con accettazione dell'offerta di conciliazione;
  • Licenziamento disciplinare.

Per fare chiarezza, dunque, se avete perso il lavoro in una di queste circostanze avete il diritto alla NASPI. Per fare domanda, comunque, avrete 68 giorni dalla perdita del lavoro o dalla cessazione del rapporto secondo i vari casi specifici che, di nuovo, trovate sul sito. 

Per fare domanda esistono sostanzialmente tre modi:

  • Quello più usato, ovvero farla online tramite il servizio dedicato, per cui vi dovrete munire di SPID, CIE o CNS;
  • Farla per telefono chiamando il call center al 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • Farla di persona presso gli enti di patronato autorizzati dall'INPS

Ora che abbiamo spiegato a grandi linee come funziona e come accedere al servizio, cerchiamo di vedere che fine hanno fatto i pagamenti NASPI di gennaio e quali sono le novità del 2022

NASPI 2022: gennaio quando verrà pagato?

L'importo del sussidio NASPI è un po' particolare. Innanzitutto il suo importo corrisponde al 75% della prestazione guadagnata durante il periodo lavorativo, con un importo minimo che varia ogni anno e viene appunto erogato mensilmente. 

Tuttavia, questa erogazione non ha una data fissa e anzi varia da mese a mese. Alcuni, infatti, rischiano di star ancora aspettando la rata di dicembre, sebbene a questo punto dovrebbero essere arrivate tutte. 

Insomma, le date della NASPI a gennaio 2022 quali sono? 

Il sussidio dovrebbe essere erogato sui conti dei richiedenti fra il 10 ed il 21 gennaio. Le date cambiano a seconda di quanto tempo fa avete richiesto la NASPI

In ogni caso, le date di pagamento specifiche dovrebbero essere pubblicate sul sito dell'INPS fra il 3 ed il 14 gennaio

Per controllare se il vostro pagamento è stato già effettuato potete andare sul vostro portale INPS, accedendovi con SPID, CIE o CNS e cliccando su "Prestazioni e servizi" ed in seguito su "Pagamenti". A quel punto dovrete selezionare "Disoccupazione non agricola" e, infine, su "Prestazioni".

Su quella pagina potrete ispezionare se e quando è stato effettuato il pagamento NASPI gennaio oppure quando verrà effettuato.  

Nel 2022, in ogni caso, la NASPI ha leggermente cambiato forma. Vediamo insieme dunque le novità di questo sussidio di disoccupazione. 

NASPI 2022: gennaio inizio di novità

Come sapevamo già da qualche mese, ci sarà qualche novità riguardo la NASPI 2022 da gennaio

Oltre alla già citata aggiunta degli operai agricoli a tempo non indeterminato nella lista dei soggetti che possono richiedere il sussidio, infatti, vi saranno anche delle novità riguardo l'erogazione

Prima però, facciamo anche chiarezza su quanto sarà l'importo minimo della NASPI 2022. Come abbiamo detto, infatti, tale valore cambia di anno in anno a seconda di alcuni parametri INPS. A partire da gennaio 2022, la NASPI avrà un importo minimo di 1.227,55 euro

Se il 75% della precedente prestazione lavorativa risulta essere minore di questa cifra, allora l'assegno sarà uguale al 75% sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo minimo.

Oltre a questo, inoltre, dal 2022 l'assegno NASPI sarà ridotto del 3% al mese a partire dal sesto mese di ricezione della prestazione. In precedenza, tale opzione si applicava a partire dal quarto mese, quindi significa che dal 2022 i richiedenti NASPI avranno più soldi nell'assegno mensile

Se il beneficiario ha compiuto i 55 anni di età al momento della domanda, inoltre, tale opzione si verificherà a partire dall'ottavo mese dall'inizio della prestazione statale. 

In precedenza, inoltre, era previsto un ulteriore requisito per accedere alla NASPIaver lavorato almeno 30 giorni nei 12 mesi che precedevano lo stato di disoccupazione

Nel 2022, tale requisito è stato rimosso tra quelli necessari per la richiesta della NASPI.