Sono tantissime le novità in tema Naspi, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

Oltre ad indentificarsi come una misura di sostegno per coloro che hanno perso involontariamente il proprio lavoro, si identifica anche come mezzo di liquidazione anticipata.

Sebbene le previsioni degli esperti vedano un rialzo nel panorama economico italiano, le persone prive di occupazione rimangono ancora moltissime.

Trovare lavoro sembra una sfida invincibile.

Aspettando di reinserirsi nel mercato occupazionale, i lavoratori possono contare su un’indennità mensile di sostegno per due anni ma dopo di questi, occorre rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

Andiamo a vedere cosa potrebbe succedere in caso di sospensione e decadenza e come si comporta con il Reddito di Cittadinanza e l’Indennità di maternità.

Naspi 2021: che cos'è e chi ne ha diritto?

La Naspi, ovvero Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego venne introdotta dal governo Renzi nella riforma del Jobs Act, un provvedimento volto a flessibilizzare il mercato del lavoro e ridurre la disoccupazione.

Si tratta di un’indennità mensile che viene corrisposta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente il proprio lavoro.

Individui che, a tutti gli effetti sono, quindi, disoccupati.

Oltre a questa categoria, la platea di beneficiari si espande comprendendo:

  • gli apprendisti
  • i dipendenti a tempo determinato
  • i soci lavoratori di cooperative
  • il personale artistico
  • i lavoratori che si sono dimessi per giusta causa

Tutte queste categorie sono tenute a rispettare i requisiti di stato di disoccupazione involontario accertato e requisito contributivo.

I soggetti che non ne hanno diritto sono:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle PA
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
  • gli operai agricoli a tempo determinato/indeterminato

Vi lascio un video molto interessante sull'argomento, capace di farvi capire quali sono i diritti del soggetto disoccupato e quanto è importante farli valere in questo senso.

L'autore Angelo Greco offre molte delucidazioni:

Naspi 2021: perché è importante presentare la DID?

Sebbene figuri come un sostegno economico a favore dei disoccupati, la Naspi non è da considerare solo come una misura di assistenza, bensì come un accordo fra le parti.

Il disoccupato infatti, per poterla ricevere deve presentare una Dichiarazione di Immediata Disponibilità con la quale si impegna a rendersi disponibile a lavorare.

La volontà di volersi ricollocare nel mercato del lavoro e di rendersi partecipe alle misure di politica attiva sono condizioni obbligatorie pena l’esclusione dal reale godimento dell'indennità.

Poiché si tratta di adempimenti prioritari, un rifiuto di queste condizioni può portare alla sospensione, addirittura alla decadenza dell’intero sostegno economico.

Naspi 2021: come richiederla e come avviene il calcolo dell'importo finale?

L’erogazione di tale prestazione avviene a partire dall’ottavo giorno dopo la data di fine rapporto di lavoro.

Arriva nelle “tasche” del beneficiario per metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni e il periodo di fruizione è coperto da contribuzione figurativa.

La durata del godimento dipende dalla durata dei rapporti di lavoro ma arriva sempre al massimo di due anni.

Per richiedere la Naspi è necessario compilare il modulo pdf disponibile nel sito ufficiale dell’Inps e inviarlo entro 68 giorni.

È possibile affidarsi a servizi di altro tipo per l’invio del materiale, come ad esempio:

  • l’applicazione del cittadino ( log in con credenziali di identità digitale)
  • il servizio di patronato
  • il Contact Center Multicanale

L’importo che verrà accreditato è la somma di un calcolo basato sul totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali (inerenti agli ultimi 4 anni ) diviso per il numero di settimane di contribuzione.

Il totale viene moltiplicato per 4,33.

Il risultato sarà la cifra spettante e non supererà mai i 1.328,76 euro.

A partire dal 91esimo giorno di fruizione dell’indennità, verrà automaticamente scalato il 3% e l’importo delle disoccupazione andrà a ridursi progressivamente ogni mese.

Naspi 2021, Reddito di Cittadinanza e Maternità: cosa succede?

Cosa succede se si percepisce contemporaneamente anche il Reddito di Cittadinanza?

La norma non prevede alcun annullamento, la Naspi è compatibile con quest’altra misura di sostegno sebbene non pienamente cumulabile.

È possibile, infatti, che il Reddito di Cittadinanza sia soggetto a diminuzione.

Spiega money.it:

“se all’intero del nucleo familiare uno dei disoccupati percepisce la Naspi si terrà conto dell’importo percepito ai fini del calcolo del reddito familiare, e di conseguenza l’integrazione prevista con il RdC sarà più bassa”

Viceversa, se all’interno di una famiglia vi sono disoccupati senza altre fonti di reddito, l’importo del Reddito di Cittadinanza non subisce variazioni di alcun tipo.

È giusto considerare anche che, la Naspi percepita costituisce un valore importante ai fini dell’ISEE e va ad aumentarlo a tal punto da poter rischiare di compromettere il beneficio del Reddito di Cittadinanza stesso.

Per quanto riguarda le future madri, è possibile interrompere l’indennità Naspi e accedere all’Indennità di maternità.

Qualora il periodo di congedo obbligatorio ricada all’intero del periodo di fruizione della disoccupazione, spiega orizzontescuola.it:

“l’indennità di maternità spetta per 5 mesi da 2 mesi prima del parto a 3 mesi dopo il parto [...] vengono prese in considerazione, per il calcolo dell’80% spettante, le ultime 4 settimane di paga ricevute”

Perciò, va richiesta prima della nascita del bambino scegliendo la voce apposita sul sito dell’Inps.

La Naspi riprenderà terminati i 5 mesi di congedo obbligatorio di maternità.

Naspi 2021: quando scattano sospensione, riduzione e decadenza?

Molti di voi si chiederanno in quali casi scatta la sospensione e la decadenza dell’indennità Naspi.

Il più delle volte queste situazioni hanno a che vedere con l’identificarsi di una nuova occupazione.

La sospensione del beneficio è compito inderogabile dell’Istituto Previdenziale e avviene se il lavoratore percepisce più di 8.000 euro con contratto superiore a 6 mesi.

Spiega money.it:

“In caso di ripresa del pagamento della Naspi dopo un periodo di sospensione non vi è il ricalcolo dell’importo.”

Nel caso in cui il lavoratore percepisca di meno ( cifra pari o minore di 4.800 euro l’anno), la Naspi viene ridotta all’80% del reddito previsto.

La riduzione opera soltanto se la comunicazione di nuova occupazione avviene entro i 30 giorni previsti e la prestazione avviene per un datore di lavoro diverso dal precedente.

Se il contratto di lavoro è intermittente ma a chiamata, vi è sospensione solo per le giornate di lavoro effettivamente prestate.

Se, invece, il lavoratore decide di iniziare un’attività in proprio, la Naspi viene ridotta soltanto se l’intestatario dichiara un reddito presunto inferiore a 4.800 euro.

La decadenza di tale indennità avviene se il reddito di una nuova attività supera gli 8.145 euro e se il periodo di occupazione supera i 6 mesi.

L’interessato ne perde quindi, ogni diritto.

La comunicazione dell’avvio di una nuova attività di lavoro subordinato è consigliabile ma non obbligatoria.

Le uniche categorie di lavoratori che sono tenuti per forza a farla all’Inps sono:

  • i soggetti che vengono assunti tramite un’ agenzia di somministrazione
  • i soggetti che trovano impiego nel settore agricolo
  • i soggetti che trovano impiego all’estero
  • i soggetti assunti nel pubblico impiego non privatizzato

Naspi 2021: liquidazione in anticipo ed esenzione IRPEF

Anche se la Naspi è un’indennità che viene corrisposta mensilmente, è possibile richiederne la liquidazione in via anticipata con esenzione IRPEF.

Spiega informazionefiscale.it:

“I disoccupati possono presentare domanda di anticipo Naspi qualora intendano avviare un’attività di lavoro autonomo con apertura di partita Iva.”

Ma non solo.

Si può richiedere l’anticipo qualora si voglia dare il via ad un’attività in forma societaria, purché il socio, oltre a conferire capitale svolga attività di lavoro autonomo o d’impresa.

In ogni caso, a chi intende optare per l’anticipo non spetta alcuna contribuzione figurativa.

Nel provvedimento n°155130/E/2021, l’Agenzia delle Entrate chiarisce in maniera esaustiva i criteri e le modalità che consentono l’esenzione della Naspi quando vi è l’anticipo in un’unica soluzione.

A questa particolare condizione vi è l’aggiunta di una nota a margine che interessa il capitale sociale delle cooperative e le prestazioni lavorative da parte del socio.

Più in dettaglio, possono chiedere l’esenzione Naspi coloro che vogliono ricevere la liquidazione:

  • in un’unica soluzione dell’importo complessivo non ancora erogato
  • a titolo incentivo per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale con prestazione di attività lavorative da parte del socio

L’importo complessivo sarà pari al trattamento che spetta loro e non vi saranno applicate le ritenute su quanto erogato.

I soggetti interessati ad ottenere l’esenzione della Naspi sono tenuti ad allegare alla richiesta anche:

  • attestato di iscrizione della cooperativa nel Registro delle Imprese e all’Albo Nazionale delle società cooperative
  • l’elenco dei soci con dichiarazione del presidente della cooperativa
  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà

In presenza di questi requisiti a Naspi non è imponibile ai fini Irpef come evince dall’art 1 comma 12 della legge 160 del 27 dicembre 2019.

L’Istituto che erogherà l’importo spettante dovrà provvedere a certificare il trattamento disposto utilizzando i campi del modello di Certificazione Unica.

Naspi 2021: via ai pagamenti

I pagamenti delle Naspi dovrebbero essere ripartiti fino al 16 luglio di quest’anno.

L'assegno mensile che viene erogato dall'Inps al fine di tutelarvi contro la disoccupazione involontaria dovrebbe arrivare entro pochi giorni.

Può esservi erogato tramite conto corrente bancario o postale ma per chi non utilizza questi strumenti, vi sono altri metodi di accredito alternativi come il famoso bonifico domiciliato.

In ogni caso, tenete d'occhio il vostro fascicolo previdenziale tramite il sito web dedicato e non andate nel panico se vi sono ritardi. 

Tutte le procedure che hanno a che vedere con i soldi sono lente e complicate di natura.