La NASpI cambia nel 2022, ma prima di affrontare tutte le novità che accompagneranno i lavoratori che potranno accedere alla nuova assicurazione sociale per l'impiego, per chi già usufruisce dell'ammortizzatore sociale, dovrà fare i conti con il pagamento di gennaio 2022, che sarà più basso.

L'Inps aveva dato indicazioni delle modalità di trattamento delle novità NASpI introdotte con il Decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 che prevedeva per tutti i titolari del pagamento dell'ammortizzatore sociale la non applicazione della riduzione del 3% a partire dal quarto mese.

Per dare linfa ai percettori di NASpI, da giugno a dicembre 2021, il decalage del 3%, se dovuto, non è stato applicato. Ma nello stesso tempo, in applicazione al decreto legge di maggio, l'Inps aveva anche chiarito con la circolare 122 del 6 agosto 2021 che la mancata applicazione della riduzione mensile del 3%, sarebbe stata "ripresa" con il pagamento della mensilità di gennaio 2022.

Ed eccoci a gennaio 2022, e l'Inps effettuerà un taglio all'importo del pagamento del mese di gennaio, che non solo riprenderà il 3% concesso ogni mese a partire da giugno 2021, ma applicherà anche il decalage dovuto nel mese di gennaio 2022.

Venendo invece alle novità per chi potrà contare sulla NASpI, come nuova erogazione, nel 2022, ci saranno nuove regole proprie sulla riduzione del 3%. Inoltre sarà ampliata la platea dei beneficiari che, nel 2022, includerà anche i lavoratori agricoli a tempo indeterminato.

NASpI: Inps taglia il pagamento di gennaio 2022

Il Decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 aveva introdotto in via temporanea una novità in merito al pagamento della NASpI a partire dal mese di giugno 2021 e fino a dicembre 2021. Per sei mesi, la riduzione del 3% che l'Inps applica a partire dal quarto mese di erogazione, non si è più applicata, consentendo quindi ai beneficiari dell'ammortizzatore sociale di beneficiare di un importo maggiore.

Ma questo incremento mensile dovrà essere restituito di fatto nel mese di gennaio 2022 in un'unica soluzione. 

Nei prossimi giorni partiranno i pagamenti della NASpI, e quindi chi ha beneficiato della non applicazione della riduzione mensile del 3%, dovrà ricordasi che l'importo di gennaio sarà inferiore e di molto perchè l'Inps recupera il 12% oltre alla riduzione del 3% di gennaio stesso.

Va però ricordato che il beneficio della non applicazione del decalage del 3% spettava solo a chi percepiva la NASpI al mese di giugno 2021 ed era già entrato nel quarto mese di pagamento o oltre. Per i nuovi beneficiari, quel vantaggio era concesso solo a coloro che potevano contare sui primi pagamenti fino a settembre. Infatti chi ha percepito il primo pagamento a settembre 2021, fino a dicembre non avrebbe comunque subito il decalage del 3% in quanto non si sarebbe superato il quarto mese.

NASpI e decalage: come funzione e come funzionerà

La nuova assicurazione sociale per l'impiego, che ha preso il posto dell'indennità di disoccupazione, è concessa a chi ha perso involontariamente il lavoro. Similmente, per i collaboratori esiste la DIS-Coll che opera con le medesime caratteristiche della NASpI.

A partire dal quarto mese, ma per essere precisi dopo i primi 91 giorni di pagamento della NASpI, l'Inps applica sul primo pagamento successivo, la riduzione del 3% al mese fino al termine del pagamento dell'ammortizzatore sociale. 

La riduzione del 3% è sull'imponibile lordo della NASpI ma calcolato sull'effettivo importo mensile che varia in base al numero dei giorni, al netto della malattia. 

Nel 2022 però l'effetto riduzione del 3% cambia. A spiegarlo la circolare n. 2 del 4 gennaio 2022 emanata dall'Inps. 

La data spartiacque è il 31 dicembre 2021.

Per chiunque abbia perso il lavoro, in modo involontario, oppure abbia aderito ad un licenziamento collettivo, entro il 31 dicembre 2021, vedrà applicarsi ancora le vecchie regole.

Per tutti gli eventi avvenuti a partire dal 1 gennaio 2022, invece la riduzione del 3% si differenzierà in base all'età:

  • per gli over 55 anni il decalage del 3% scatta al settimo mese, ossia a partire dal 211mo giorno dall'erogazione della NASpI;
  • per gli under 55 anni, il decalage scatta dal quinto mese, e cioè dal 151mo giorno.

Quindi nel 2022, si potrà, a seconda dell'età anagrafica raggiunta, godere di 2 o 4 mesi in più di NASpI a pieno importo.

Per saperne di più, un utile video di Speedy News Italia. 

NASpI: anticipazione e decalage

Al fine di favorire la ricerca di lavoro e quindi permettere al beneficiario della NASpI di avviare un'attività in proprio, l'Inps consente di poter richiedere l'anticipazione della NASpI ancora spettante, in un'unica soluzione. Questa possibilità è offerta per avviare un'attività autonoma, immettere dal capitale proprio in una società di capitali, oppure partecipare ad una cooperativa.

La richiesta di anticipazione deve essere fatta su domanda sempre all'Inps. Per poter essere certi di ricevere l'anticipazione in un'unica soluzione, è utile allegare ogni documentazione che dimostri l'avvio dell'attività o la partecipazione al capitale di una società. Ad esempio l'apertura della partita IVA non è sufficiente se non seguita dalla dichiarazione di inizio attività, oppure allegando le prime fatture.

L'Inps ricevuta la richiesta, procede all'istruttoria e procede alla liquidazione dell'importo ancora spettante applicando la ritenuta fiscale del 23%. L'anticipazione però sarà soggetta alla riduzione del 3% mensile per i mesi che ancora mancano al termine del pagamento della NASpI. 

I chiarimenti in materia di anticipazione Naspi sono riportati nel messaggio Inps n. 4658 del 13 dicembre 2019.

NASpI 2022: i nuovi requisiti Inps

Per poter accedere alla NASpi, anche nel 2022 si confermano i requisiti previsti nel 2021, tranne una variazione sul numero di giorni di lavoro da far valere prima della richiesta della domanda. Ma ecco i requisiti richiesti per poter fare domanda nel 2022.

Si conferma il requisito della disoccupazione, che deve verificarsi per effetto di una perdita involontaria del lavoro. A seguito dei disoccupazione, chi fa domanda della NASpI dovrà prima rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità da rilasciare al centro per l'impiego, al fine di partecipare a misure di politiche attive del lavoro. Le modalità di rilascio DID possono essere due: l'invio della domanda NASpI corrisponde allla dichiarazione di immediata disponibilità, e quindi il richiedente dovrà recarsi al centro per l'impiego entro 15 giorni dalla data di presentazione.

L'altra condizione richiesta è quella di avere maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nell'arco temporale di 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

C'è però una novità per la NASpI 2022. Non sono più richieste le trenta (30) giornate di lavoro effettivo effettuate nei 12 mesi precedenti l'inizio della disoccupazione. 

NASpI 2022: chi sono i beneficiari

La platea dei beneficiari della NASpI per il 2022 è stata ampliata perchè in essa rientrano anche i lavoratori dipendenti del settore agricolo, assunti a tempo indeterminato delle cooperativi e consorzi che attraverso tecniche di manipolazione trasformano prodotti agricoli e zootecnici per la commercializzazione.

Restano invece confermate le altre categorie di lavoratori quali:

  • i lavoratori dipendenti, inclusi gli apprendisti e i dipendenti pubblici assunti a tempo determinato,
  • i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato che hanno aderito ad un licenziamento collettivo;
  • i lavoratori che hanno interrotto volontariamente il rapporto di lavoro con dimissioni o risoluzione consensuale purché la procedura seguita sia stata quella in tutela davanti la direzione territoriale del lavoro  (procedura di conciliazione presso la DTL ex art.7, L. n.604/66);
  • le lavoratrici dimissionarie durante il periodo di tutela della maternità;
  • i soci lavoratori di cooperativa con un rapporto di lavoro in forma subordinata,
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Dal 1° gennaio 2022, inoltre, è estesa anche agli operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci.

Non possono invece accedere alla NASpI, i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni,i  lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, i lavoratori che possono far valere i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, chi percepisce l'assegno ordinario di invalidità.

Importo NASpI 2022: manca comunicazione Inps

Ogni anno l'Inps comunica l'importo della NASpI che è rivalutata in base all'indice dei prezzi al consumo comunicato dall'ISTAT. Al momento, sul sito dell'Inps non è ancora apparso il comunicato con i nuovi importi della NASpI. Ma se si mutuano gli incrementi delle pensioni assistenziali, come quella di invalidità civile, l'incremento potrebbe essere dell'1,7%.

L'importo complessivo della NASpI non può superare una soglia massima che per il 2021 era stato fissato a 1.335.40 euro. 

L'importo della NASpI dipende dalla retribuzione media degli ultimi quattro anni, che il beneficiario ha ottenuto durante i sui rapporti di lavoro. Il calcolo della NASpI, infatti parte da quel dato e si applica un algoritmo.

Se il 75% della retribuzione mensile media è inferiore a 1.227,55 euro, l'importo della NASpI sarà proprio il 75% dell'importo medio mensile della retribuzione complessiva degli ultimi 4 anni.

Se invece quel 75% supera la soglia di 1.227, 55 euro, l'importo della NASpI sarà pari alla somma di 1.227,55 euro e del 25% della differenza tra la media mensile retributiva degli ultimi quattro anni e 1.227,55 euro. 

In ogni caso la NASpI non può superare 1.335,40 euro (importo massimo del 2021).