Sono arrivate delle ottime notizie da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, per alcuni lavoratori che potranno finalmente richiedere l’anticipo dei pagamenti INPS per quanto riguarda l’erogazione dell’indennità di disoccupazione NASpI.

Si tratta del riconoscimento di una nuova esenzione ai fini fiscali che potrà essere corrisposta in maniera anticipata nei confronti di quei cittadini che riceveranno le somme liquidate dell’indennità NASpI, in seguito al conseguimento di specifiche condizioni e requisiti essenziali. Ma in cosa consiste l’anticipo dei pagamenti INPS per l’indennità NASpI? E soprattutto, chi potrà accedere a tale opportunità?

Dunque, all’interno del seguente articolo saranno trattati nel dettaglio tutti gli approfondimenti legati alla nuova circolare INPS numero 178 pubblicata lo scorso 26 novembre sul portale telematico, attraverso cui l’Istituto ha deciso di comunicare l’approvazione degli anticipazione per quanto riguarda i pagamenti INPS per l’indennità di disoccupazione della NASpI. 

In tal senso, nei corso dei prossimi paragrafi, saranno anche approfonditi ed indicati una serie di aspetti legati più in generale a tale sostegno economico, rispondendo alle domande dei contribuenti in merito a chi ha diritto alla NASpI, chi può richiederla, come richiedere la NASpI, come si calcola la NASpI e quando  e quale giorno del mese arrivano i pagamenti della NASpI.

NASpI ultimissime notizie: confermati gli anticipi dei pagamenti INPS

Dunque, sulla base del nuovo messaggio comunicato e reso noto da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale in merito ai pagamenti INPS relativi all’indennità di disoccupazione NASpI, i cittadini ora si domandano chi potrà effettivamente accedere all’anticipazione dei pagamenti NASpI e chi ha diritto all’esenzione per l’anticipazione.

In tal senso, l’Istituto previdenziale ha sottolineato che il lavoro che ha effettivamente diritto ad accedere alla cosiddetta NASpI potrà richiedere la liquidazione anticipata della parte di prestazione che non è stata ancora erogata. 

Tuttavia, è necessario precisare che l’opportunità di accedere in anticipo ai pagamenti INPS relativi all'erogazione dell’indennità di disoccupazione della NASpI viene concessa in un’unica soluzione esclusivamente nei confronti di coloro i quali hanno deciso di avviare un’attività di lavoro di tipo autonomo oppure di avviare un’impresa individuale

Rientrano in questi obbiettivi anche quei cittadini che decideranno di sottoscrivere ad una quota di capitale sociale per l’avvio di una cooperativa, che avrà come oggetto del rapporto mutualistico anche la stessa prestazione lavorativa da parte del socio che intende richiedere l’accesso all’anticipazione dei pagamenti INPS relativi alla NASpI.

Anticipo dei pagamenti INPS per la NASpI: il quadro normativo 

Per poter comprendere al meglio l’entità e la portata che caratterizzano gli anticipi dei pagamenti INPS in relazione all'erogazione dell’indennità di disoccupazione della NASpI, è necessario anche approfondire il panorama normativo e il quadro generale entro cui si pone tale opportunità.

A questo proposito, occorre sottolineare che l’articolo 8, comma 1, relativo al decreto legislativo numero 22 del 4 marzo 2015, ha previsto che il lavoratore che ha diritto a ricevere la NASpI, potrà richiedere la sua liquidazione anticipata, attraverso un’unica soluzione, degli importi spettanti che non sono stati ancora erogati, qualora il cittadino in questione dovesse rientrare in specifiche condizioni.

Inoltre, lo stesso articolo, nello specifico al comma 4, ha previsto che il lavoratore che effettivamente instaura un rapporto di lavoro di tipo subordinato nella data precedente alla scadenza per cui è stata fissata l’erogazione e la liquidazione della NASpI, dovrà necessariamente restituire interamente l’anticipazione che ha ottenuto, fatta eccezione di alcuni casi specifici.

Occorre poi sottolineare che l’articolo 1, comma 12, della legge pubblicata il 27 dicembre 2019, numero 160 ha poi previsto che la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’indennità di disoccupazione NASpI non dovrà essere considerata imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, quando destinata alla sottoscrizione di una quota di capitale sociale relativo ad una cooperativa in cui viene instaurato un rapporto mutualistico con oggetto della prestazione dell’attività lavorativa del socio stesso. 

È necessario poi sottolineare che tale normativa ha disposto che venga emanato e firmato un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, in cui dovranno essere stabilite le modalità ed i criteri di attuazione della normativa, nonché le indicazioni operative per poter accedere alla stessa anticipazione dei pagamenti INPS per la NASpI.

Pagamenti INPS per la NASpI: quali sono le esenzioni ai fini fiscali 

L’Agenzia delle Entrate ha disposto che i lavoratori che effettivamente intendono accedere all’anticipo dei pagamenti previsti per l’indennità di disoccupazione NASpI, e che effettivamente sottoscrivono una quota di capitale sociale relativa ad una cooperativa presso cui svolgeranno un’attività lavorativa, dovranno poi tenersi a determinate altre condizioni.

A questo proposito, è stata approvata anche un’esenzione ai fini fiscali di tutte le somme che vengono erogate a titolo di anticipazione dell’indennità NASpI, che potrà essere riconosciuta soltanto a seguito della trasmissione di un’apposita documentazione.

Nello specifico, per accedere all’esenzione ai fini fiscali di tutte le somme che sono state erogate durante l’anticipazione dei pagamenti INPS per la NASpI, il cittadino richiedente dovrà presentare l’attestazione legata all’effettiva iscrizione della cooperativa all’interno del Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio e all’Albo nazionale relativo alle società cooperative.

Inoltre, sarà necessario anche inviare l’elenco di tutti i soci, unitamente alla dichiarazione da parte del Presidente della cooperativa, in cui dovrà essere accertata l’iscrizione e la prestazione lavorativa del richiedente stesse; così come anche la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, in cui sarà indicato l’importo legato alla quota del capitale sociale. 

Tutto quello che c’è da sapere sull’anticipo dei pagamenti della NASpI

Tuttavia, all’interno della circolare numero 178 pubblicata lo scorso 26 novembre di questo anno da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, è stato anche precisato l’ipotesi in cui il cittadino beneficiario della prestazione anticipata della NASpI decida di instaurare nuovamente un rapporto di lavoro di tipo subordinato nello stesso periodo teorico in cui gli sarebbe spettata la prestazione.

A questo proposito, il lavoratore stesso sarà tenuto all’effettiva restituzione dell’intero ammontare che è stato percepito a titolo di anticipazione, fatta eccezione delle situazioni in cui si tratti di lavoro subordinato all’interno della società cooperativa in cui ha deciso di sottoscrivere una quota sociale. 

Pertanto, nelle situazioni in cui il cittadino che ha percepito in forma anticipata l’indennità di disoccupazione della NASpI con la sottoscrizione di quote di capitale sociale in una società cooperativa, provveda ad instaurare un rapporto di lavoro subordinato con un datore di lavoro differente rispetto a quello della cooperativa per cui ha sottoscritto la quota, egli dovrà comunque procedere con la restituzione delle quote percepite in anticipo legate alla NASpI.

NASpI: chi ne ha diritto e chi può richiederla 

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, anche nota sotto il nome di NASpI, viene definita da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, rappresenta una indennità mensile di disoccupazione, che è stata introdotta per la prima volta in seguito all’approvazione e all’entrata in vigore dell'articolo 1, del decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 marzo 2015, numero 22.

Si tratta di una misura che è andata a sostituire le precedenti prestazioni relative alla disoccupazione ASpI e MiniASpI e viene erogata in seguito alla presentazione della domanda da parte dell’interessato.

Per quanto riguarda chi ha diritto alla NASpI, questa misura spetta effettivamente a quei lavoratori che hanno instaurato un rapporto di lavoro subordinato e che hanno perso involontariamente la propria occupazione lavorativa. Rientrano quindi anche le seguenti categorie: dipendenti a tempo determinato che svolgono attività presso le pubbliche amministrazioni; apprendisti; soci lavoratori di cooperative che hanno un rapporto di lavoro subordinato con le cooperative stesse; personale artistico che ha instaurato un rapporto di lavoro subordinato.

Per chi fosse interessato ad approfondire gli aspetti legati al calcolo della NASpI anticipata, a chi spetta la NASpI anticipata, e altre informazioni in merito al funzionamento di questa misura, è possibile consultare il seguente video curato da Lucia Pirruccio


 

NASpI: come funziona e come si calcola

L’indennità di disoccupazione della NASpI spetta ai cittadini che presentano specifici requisiti e condizioni a partire dall’ottavo giorno successivo rispetto alla data in cui il rapporto di lavoro risulta essere cessato, nei casi in cui la domanda viene effettivamente presentata entro l’ottavo giorno. 

Allo stesso tempo, potranno accedere alla NASpI a aprire dall’ottavo giorno successivo anche nei casi in cui si tratta del termine del periodo di maternità o anche per malattia, infortunio sul lavoro. Invece, se si tratta di licenziamento per giusta causa, l’indennità di disoccupazione NASpI comincerà a partire dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento. 

Per quanto riguarda gli aspetti legati al calcolo della NASpI, la misura di tale prestazione sarà pari al 75 per cento rispetto alla retribuzione media mensile, imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.

L’ammontare della NASpI viene corrisposto in maniera mensile direttamente attraverso il pagamento con accredito sul conto corrente per un numero di settimane che corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione che sono presenti negli ultimi quattro anni.

Occorre anche sottolineare che ai fini del calcolo dell’effettiva durata dell'erogazione dell’indennità NASpI non vengono considerati i periodi che hanno già effettivamente prodotto la prestazione di disoccupazione.