Il Governo guidato dall’ex Presidente della BCE, la Banca centrale Europea, sta facendo sempre più terra bruciata intorno ai No Green Pass, oltre che ai No-Vax.

Con il decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 gennaio 2022, l’Esecutivo ha stabilito l’obbligo vaccinale per gli over 50 e, a partire dal 15 febbraio 2022, l’obbligo di presentare all’ingresso del luogo di lavoro, il Super Green Pass.

Il Super Green Pass servirà in: ristoranti, bar, locali sia al chiuso che all’aperto, in piscine e palestre, sia al chiuso che all’aperto, a meno che non vi siano precise indicazioni mediche, in parchi tematici, musei, congressi, fiere e mezzi di trasporto come navi, aerei, treni, metropolitane, tram e bus.  

Il Green Pass di base, invece, sarà obbligatorio dal 20 gennaio 2022 per accedere nei luoghi che offrono servizi alla persona, come barbieri, parrucchieri o estetisti. Dal 1° febbraio, il Green Pass di base interesserà anche gli uffici pubblici, come i centri per l’impiego, l’Inps o le banche. 

Questa stretta mette a rischio numerosi percettori di Reddito di Cittadinanza che, con l’arrivo del mese di febbraio 2022, potranno perdere la prestazione. Scopriamo insieme tutte le novità.

Green Pass, Super Green Pass e Reddito di Cittadinanza

È possibile che dal 1° febbraio in molti perderanno il sussidio economico anti povertà targato Movimento Cinquestelle: il Reddito di Cittadinanza.

Il numero dei beneficiari che perderà la misura potrà poi aumentare dal 15 febbraio in poi, con l’introduzione del Super Green Pass in tutti i luoghi di lavoro.  

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2022, infatti, tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza sono obbligati a frequentare i Centri per l’impiego

Chi non dovesse recarsi nei centri periodicamente rischierà di perdere il beneficio economico mensile erogato dall’Inps. 

Dal 1° febbraio, inoltre, per accedere negli uffici pubblici, tra cui, appunto, i centri per l’impiego, occorrerà esibire il Green Pass di base, ovviamente per chi non è vaccinato o guarito e, dunque, non in possesso del Super Green Pass.

Tutti coloro che non si saranno sottoposti alla somministrazione del vaccino per scelta personale potranno, se non presenteranno il Green Pass all’entrata dei centri, perdere il sussidio

Ricordiamo che il Super Green Pass si può ottenere solamente con il vaccino e con la guarigione dal virus.

Il Green pass di Base, invece, si ottiene con i tamponi antigenici, validi 48 ore dall’esito, e molecolari, validi 72 ore dall’esito. 

Reddito di Cittadinanza e Green Pass di Base, i colloqui nei CPI

Con la Legge 30 dicembre 2022, n. 234, infatti, è stato completamente rivoluzionato il beneficio del Reddito di Cittadinanza, introdotto nel 2019 sotto il Governo Conte I. 

Dopo due anni, infatti, sono stati previsti, a fronte nei numerosi evasori, tra cui qualcuno con auto di lusso o barche a vela, controlli più rigidi, oltre che colloqui e attività obbligatori. 

Sia i colloqui presso i centri per l’impiego, che le attività, dovranno svolgersi rigorosamente in presenza. Possiamo tranquillamente affermare che i percettori di Reddito di Cittadinanza che non vogliono fare il vaccino anti Covid-19 dovranno effettuare un tampone ogni volta che si dovranno recare nei centri per l’impiego. 

Se il cittadino percettore di Reddito di Cittadinanza non vorrà sottoporsi al tampone e, dunque, non avrà con sé il Green Pass, rischierà di perdere il beneficio economico mensile erogato dall’Inps.

Ma dal 15 febbraio 2022, ci sarà un’altra novità, che riguarderà tutti i lavoratori che accetteranno proposte lavorative congrue e che potrebbero, senza il vaccino, perdere il Reddito di Cittadinanza. 

Andiamo a vedere più nel dettaglio che cosa potrebbe succedere dal 15 febbraio 2022, per i No-Vax che percepiscono il reddito

Reddito di Cittadinanza e Super Green Pass, occhio alla revoca

Come dicevamo pocanzi, il Reddito di Cittadinanza è stato completamente rivoluzionato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2022

Il cambiamento più innovativo della prestazione RdC, però, non riguarda i controlli Inps, che verranno fatti anche all’estero per verificare che tutti i beneficiari siano in regola e che non percepiscano la misura senza averne diritto, ma riguarda il tema dei rifiuti delle proposte lavorative

Fino al 1° gennaio 2022, il percettore di Reddito di Cittadinanza aveva a disposizione tre rifiuti di offerte lavorative prima di perdere la misura. 

Dal 1° giorno dell’anno, invece, il beneficiario di RdC avrà a disposizione due soli rifiuti e, dopo il primo, partirà un décalage mensile di 5 euro, che però non porterà mai il beneficio sotto la soglia dei 300 euro. 

Il secondo rifiuto, invece, porterà alla revoca del beneficio economico anti povertà voluto dal Movimento Cinquestelle. 

Le condizioni per cui un’offerta viene ritenuta congrua sono: nel primo caso, dunque, alla prima proposta di lavoro, che il luogo di lavoro sia situato in un raggio di 80 km dalla residenza del percettore di RdC, o perlomeno a una distanza percorribile con massimo 100 minuti coi mezzi di trasporto.

La seconda offerta, quella che se rifiutata, farà scattare la revoca del sussidio economico distribuito dall’Inps, potrà essere collocata ovunque in Italia, senza alcun limite di distanza dalla propria abitazione

Dal 15 febbraio, però, scatterà l’obbligo del Super Green Pass per tutti gli over 50 sui luoghi di lavoro, pertanto, coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza e che accetteranno un’offerta di lavoro, se avranno più di 50 anni dovranno essere obbligatoriamente vaccinati o guariti. 

Per coloro che avranno meno di 50 anni tale obbligo non è stato imposto dal Governo e, dunque, potranno lavorare anche con un tampone, antigenico o molecolare, negativo.

Insomma, facciamo un piccolo riassunto: i No Green Pass che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, dal 1° febbraio 2022, non potendo entrare senza il certificato verde nei Centri per l’Impiego, perderanno il RdC

Dal 15 febbraio 2021 gli over 50 che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, che sono senza il Super Green pass e che non vogliono sottoporsi al vaccino, è molto probabile che vadano in contro alla revoca del Reddito di Cittadinanza

Tali disposizioni rimangono in vigore, per ora, fino al 15 giugno 2022, come stabilito dal decreto-legge 7 gennaio 2022, n.1 all’articolo 1, comma 1 “Estensione dell’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2

“Dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e fino al 15 giugno 2022, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, l’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, si applica ai cittadini italiani e di altri Stati membri dell’Unione europea residenti nel territorio dello Stato, nonché ai cittadini stranieri che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età.”

Ecco, invece, l’art. 4-quinquies:

“A decorrere dal 15 febbraio 2022, i soggetti (over 50) ai quali si applica l’obbligo vaccinale di cui all’articolo 4 -quater, per l’accesso ai luoghi di lavoro nell’ambito del territorio nazionale, devono possedere e sono tenuti a esibire una delle certificazioni verdi COVID-19 di vaccinazione o di guarigione.”

Insomma, pare che i percettori di Reddito di Cittadinanza che sono contrari al Green Pass, dal 1° febbraio 2022 avranno due possibilità: fare ogni volta che si dovranno recare nei centri per l’impiego un tampone, oppure perdere il RdC.

I percettori con più di 50 anni occupabili, che sono No-Vax, dunque, contrari al vaccino, dal 15 febbraio 2022 avranno due possibilità: vaccinarsi ed entrare in possesso del Super Green Pass, oppure perdere il Reddito di Cittadinanza.