Se nel corso degli ultimi mesi dall'ufficio siamo approdati al telelavoro, c'è una frangia ancora più estrema di lavoratori che sono i cosiddetti nomadi digitali. Esistono da tempo e il loro modo di vivere e lavorare sta contaminando il mondo intero. Andiamo a conoscerli per capire cosa li spinge a decidere per un netto cambio di vita e quali sono i consigli che si possono estrapolare per chi fosse interessato a seguire il loro esempio.

In rete si trovano molti spunti grazie ai quali orientarsi, cercheremo di riassumerli in questo articolo. Su Twitter, ad esempio, vi è un intero canale dedicato al nomadismo digitale, si chiama @nomadidigitali, ricco di interessanti contenuti che qui in seguito riporteremo. Ma è Youtube la vera patria virtuale dei nomadi digitali, è proprio nel tubo che riusciremo ad incontrarli e vivere insieme a loro appassionanti avventure.

A Las Palmas lo sanno bene: il nuovo modo di lavorare è digitale e nomade. Infatti l'isola, capitale di Gran Canaria, nell'arcipelago delle Canarie è divenuta ormai patria di nomadi digitali li stabiliti momentaneamente o di passaggio. Molti di loro si fermano per un breve periodo, o ciclicamente, per spezzare il loro nomadismo. Ma non sono solo le Canarie ad attrarre questo genere di lavoratori nomadi, tra le mete ambite vi sono anche: Spagna, Messico, Asia, America del Sud, insomma.. qualsiasi parte del mondo!

Obiettivo: mettersi al centro

Leggendo i loro blog e ripercorrendo le scelte che hanno portato queste persone a decidere di vivere e lavorare in modo alternativo, c'è una cosa che balza all'attenzione dei lettori ed è la scelta di "potersi permettere di avere il tempo necessario atto a godere del guadagno sudato col proprio lavoro".

Spesso nella realtà lavorativa più tradizionale a cui siamo stati abituati, c'è un monte ore lavorativo che sovrasta di molto il tempo libero, sbilanciando le proporzioni tra lavoro e vita privata. E' vero che un nomade digitale potrebbe spesso non avere orari ma, se l'obiettivo è quello di mettersi al centro della propria vita e godere del proprio tempo, uno degli impegni principali sarà proprio quello di trovare il modo per gestirsi ed organizzarsi al meglio. Del resto questo accade da sempre anche nel mondo del lavoro freelance.



Nomadi digitali: l'importanza del networking

I tempi in cui si iniziava a lavorare con libretto di lavoro, cartellino presenze alla mano e lettera di assunzione sono sempre più lontani. Oggi il lavoro diventa sempre più smart e plasmabile sulle esigenze umane. Questo non è in realtà così immediato e semplice però, perché dietro ogni lavoro autonomo c'è impegno e sacrificio e moltissima autodeterminazione.

Di certo non è una vacanza, anche se così potrebbe apparire a chi si ferma alle apparenze.

Dietro i nomadi digitali si cela questo desiderio fondamentale di libertà e di dare a se stessi la possibilità di gestire le proprie giornate come meglio si crede. L'obiettivo infatti non è tanto viaggiare e spostarsi, diciamo non è l'obiettivo principale, quanto autogestirsi. Poter lavorare spostandosi di luogo in luogo o rimanendo anche nello stesso luogo per un periodo più lungo, senza dover essere vincolati ad un building, un ufficio stanziale. 

E' da qui che nasce l'importanza del networking che, come è ovvio immaginare, in circostanze più dinamiche e nomadi appunto, crea terreno fertile per contatti, conoscenze e collaborazioni.

Portatile in spiaggia o Hub?

Si lavora davvero in infradito con il rischio che la sabbia entri nel portatile? Non sempre. Ogni lavoratore nomade si concede il lusso di gestire al meglio spazi e incontri. Non è insolito trovare nomadi digitali che si appoggiano in soluzioni hub posizionate nelle più svariate location: dalla spiaggia, alla strada. Bar con wifi, spazi condivisi in coworking e tanto altro. Con gli strumenti giusti si è liberi di lavorare ovunque, dal tavolino di un bar al "bidone della spazzatura" come vediamo nel video seguente tratto dal canale youtube del nomade digitale René Zanella.

Nomadi digitali: dove vivono?

I nomadi, nel senso più tradizionale del termine, vivono ovunque ci sia lavoro, i nomadi digitali..anche. Il nomadismo nasce proprio dall'idea di spostarsi verso "terre migliori" in cui vivere e lavorare e la sua versione digitale non si discosta molto da questa missione di vita. Molti nomadi digitali girano con un furgone camperizzato organizzato al meglio oppure un semplice camper, ma c'è chi si appoggia al mondo dell'ospitalità dormendo in B&B, ostelli, case in affitto e così via. 



La pandemia ha incrementato il nomadismo digitale?

E' importante specificare un concetto: non tutti i nomadi digitali sono freelance. Molti di loro sono dipendenti di aziende che adesso, anche per via della situazione in atto, hanno dato modo ai lavoratori di lavorare da remoto. E' così che molte persone nell'arco di questi ultimi mesi hanno scelto di lavorare da luoghi che non sono i loro appartamenti o le loro case. C'è chi ad esempio si è trasferito per un periodo in posti lontani, continuando a lavorare per l'azienda che lo ha assunto e che, dopo questo "periodo di prova", sceglierà se optare definitivamente per la vita da nomade digitale o tornare alla vita di prima.

Nel mondo dei nomadi digitali troviamo ad esempio una "fuga" dalle recenti restrizioni pandemiche documentata dalla youtuber e nomade digitale Francesca, che dal suo canale Wildflowermood racconta:

Che lavori può fare un nomade digitale?

Se si sceglie di vivere come nomade digitale si può decidere di svolgere vari impieghi in vari settori. Si tratta fondamentalmente di relazionarsi con lavori che implichino il digitale, il web, il Marketing, la Seo ecc..ma anche la musica, l'arte, la fotografia e quanto altro. Spesso i nomadi digitali si trovano a svolgere anche lavori manuali più tradizionali come ad esempio occuparsi di una raccolta di frutti di stagione, svolgendo quindi lavori stagionali

Il digitale e il web sono essenziali anche in quel caso, abbiamo infatti detto che il networking è una parte fondamentale di questo stile di vita, proprio perché è necessario per la creazione di contatti e relazioni che consentano di trovare impieghi più o meno lunghi.

Chi non può diventare nomade digitale?

Questa scelta di vita è tosta. Mettersi in discussione, non aver paura del cambiamento, non aver timore di rimanere spesso soli con se stessi, sono solo alcuni tra gli aspetti fondamentali del carattere che deve avere un nomade digitale. Ma il carattere si sa, si forgia e cambia nel tempo, quindi perché non affrontare paure ed ostacoli e provare, se lo si desidera, a mettersi in gioco?

Di sicuro il lavoro da fare è parecchio, ma le strade facili, si sa, non portano mai lontano. Imparare una lingua ad esempio, imparare mestieri diversi, divenire lavoratori flessibili o professionalizzarsi al meglio, richiede tempo e tenacia.

Nomadi digitali: quale relazione con il nomadismo di un tempo?

Ad ascoltare e leggere le loro storie sembra proprio che il viaggio inteso come esperienza e modalità di vita sia il tessuto sul quale si creano tutte le loro scelte ed esperienze. La possibilità di muoversi e non dover essere per forza stanziali, è la corsia preferenziale dei nomadi digitali. Il modo più giusto per documentare il più possibile stili di vita ed esperienze è chiaramente quello di spostarsi e conoscere nuove prospettive. 

Un altro aspetto che accomuna tutti loro è proprio quello di decidere di vivere in posti caldi e soleggiati con clima mite e qualità della vita migliore. Quest'aspetto, a pensarci bene, è uno degli aspetti fondamentali che spingevano carovane di persone in tempi passati, a spostarsi da un luogo all'altro cercando maggiori benefici.

Il lavoro è uno di questi benefici. Se un tempo si migrava per cercare terre fertili e opportunità, oggi si cercano quelle connessioni costituite, come abbiamo detto, da networking, relazioni e tante e tante opportunità che dal divano di casa non è così facile sperimentare.