Sono oltre 37.000 i nuovi posti di lavoro creati dalla nascita di Resto al sud il fondo realizzato per incentivare dal 2018 l’imprenditoria nelle zone più provate del nostro Meridione. La fotografia riportata dal Invitalia alla chiusura del mese di settembre, restituisce un boom di partecipazione e richieste molto positivo.

Sono oltre 37.000 i nuovi posti di lavoro che dal 2018 anno di istituzione e creazione del Fondo per il rilancio imprenditoriale del Meridione, sono stati creati grazie alla distribuzione di oltre 400 milioni di euro dei 690 milioni attualmente stanziati. Ma i fondi sono molti di più.

Solo nel mese di settembre, grazie anche alla velocità di distribuzione non superiore ai 60 giorni dall’avvio delle pratiche, sono stati approvati oltre 440 progetti.

Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa come Ansa sul sito ansa.it

“Con oltre 440 progetti approvati a settembre 2021, l'incentivo Resto al Sud gestito da Invitalia ha stabilito il record mensile dalla sua partenza nel gennaio 2018.”

Ma che cos’è Resto al Sud? La stessa Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo, lo descrive così:

“Resto al Sud sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). L’incentivo è destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.”

Dunque non si tratta di un fondo tipico che riguarda l’intero territorio Nazionale, bensì è stato pensato proprio per aiutare in modo mirato le aree del nostro Meridione che soffrono di più le difficoltà per lo slancio imprenditoriale, comprendendo anche una parte delle regioni del Centro Italia che hanno un alto tasso di disoccupazione dovuto anche in parte allo sfortunato manifestarsi dei terremoti che ne hanno profondamente segnato il territorio tra il 2016 e il 2017.

Resto al Sud è un progetto che nasce principalmente per generare una spinta verso l’autoimpiego, la stessa Invitalia che gestisce il rilascio dell’incentivo, nel suo comunicato stampa di alcuni giorni fa risalente al 7 ottobre riporta in cosa consiste l’efficacia del progetto:

“…l’efficacia del mix agevolativo messo a disposizione delle imprese che vogliono avviare o rafforzare il proprio business: un contributo a fondo perduto e un prestito bancario a tasso zero, assistito dal Fondo di garanzia di Mediocredito Centrale.”

Le idee non mancano, esiste una grande vivacità nella scelta imprenditoriale, i numeri lo dimostrano. 

Sono in tanti coloro che hanno approfittato dell’incentivo per farsi aiutare con una piccola spinta a mettere in piedi la propria attività, quella che serve oltre a dare impiego, anche a rilanciare delle aree che per storia e conformazione geografica non sempre sono state fortunate nella nascita delle imprese. 

C’è una grande voglia di riscatto in queste terre e una giusta impronta di riaffermare e riaffermarsi dopo anche questa crisi pandemica. In molti vogliono fare parte di una collettiva ripresa economica.

Ma vediamo meglio come funziona il progetto Resto al Sud per coloro che vogliono farne richiesta e se ci sono ancora possibilità di ottenere nonostante sia attivo dal 2018, un finanziamento agevolato a tasso zero o un finanziamento a fondo perduto.

Resto al Sud cosa è e come funziona

Resto al Sud, a differenza di un normale fondo non ha un bando alle spalle né una scadenza

Non è dunque necessario dover partecipare ad una graduatoria. La graduatoria infatti esiste solo nella misura in cui si fa riferimento all’ordine di presentazione della domanda.

Già questo è un punto di notevole beneficio, come lo è ancora di più la mancanza di una data di scadenza prefissata.

Ci sono 1 miliardo e 250 milioni di euro stanziati pronti per essere distribuiti, di cui già 400 milioni sono stati elargiti per supportare i progetti che sono stati aperti dal 2018 anno di nascita del progetto sino ad oggi. Il restante è disponibile come riportato da informazionefiscale.it:

“La misura, volta a promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e nuove attività professionali nelle regioni del Meridione, ad oggi conta un volume di investimenti attivati pari a 690 milioni euro, 400 milioni di euro di questi già erogati.”

Solo a settembre sono state presentate 440 domande, ma sono oltre 10.000 quelle presentate dall’inizio del progetto.

Entriamo nel dettaglio e vediamo a chi è destinato.

I destinatari del fondo Resto al Sud per l’incentivo al lavoro

Chi sono i destinatari del fondo Resto al Sud per l’incentivo al lavoro imprenditoriale?

Coloro che possono farne richiesta, sono tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 55 anni. 

Restano esclusi dall’obbligo dell’età under 56, i residenti nelle cosiddette aree del cratere sismico, ovvero i residenti dei 24 comuni del Centro Italia il cui 50% degli edifici è stato dichiarato inagibile a seguito dei terremoti del 2016 e 2017. 

Costoro pertanto possono beneficiare dell’incentivo anche sopra i 56 anni di età. In questo caso proprio per loro è stata prevista l’estensione del progetto Resto al Sud, con il nome di Resto Qui

Per sapere quali sono i 24 comuni interessati dal progetto Resto Qui, è possibile scaricare l’elenco cliccando su questo link.

Per i restanti 92 comuni dei 116 totali dell’area centro, restano i parametri di definizione dell’età precedenti

Oltre all’età i destinatari del fondo devono essere coloro che:

  • Alla presentazione della domanda, debbono risiedere nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia per il Sud Italia; Lazio, Marche Umbria per il Centro Italia.
  • In alternativa possono farne richiesta anche coloro che desiderano tornare a vivere nelle aree sopra indicate se, al momento dell’accoglimento della domanda, trasferiscono la loro residenza in queste regioni entro 60 giorni dall’esito di accettazione dell’istruttoria. Nel caso provenissero dall’estero i giorni potranno essere 120.

Oltre alla residenza, gli altri requisiti devono prevedere che:

  • non si sia già titolari di altre attività imprenditoriali il cui esercizio risale alla data precedente del 21/06/2017.
  • non si abbiano ottenuto altre agevolazioni a carattere nazionale per l’autoimprenditorialità negli ultimi tre anni.
  • non si abbia un lavoro a tempo indeterminato e che ci sia l’impegno a non averlo per tutta la durata del finanziamento.

Che tipo di aziende possono percepire l’incentivo Resto al Sud?

Le caratteristiche devono essere le seguenti, possono percepire l’incentivo:

  • sia le aziende costituitesi dopo il 21/06/2017
  • sia le nuove imprese, ovvero quelle la cui costituzione deve avvenire entro e non oltre i 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria, che diventano 120 giorni nel caso di trasferimento della residenza dall’estero.
  • i liberi professionisti (sia individuali che sotto forma di società) che non abbiano aperto la partita iva nei 12 mesi precedenti alla presentazione della domanda con un codice Ateco simile all’attività che si intende svolgere.

Quali sono i settori e le attività finanziabili? Eccoli. Tra i settori rientrano:

  • Tutte le attività come libero professionista, sia in forma individuale che in forma societaria.
  • Tutte le attività produttive dei settori di: artigianato, industria, trasformazione dei prodotti di origine agricola, della pesca e della acquacoltura.
  • Il settore del turismo
  • Il settore di fornitura di servizi per le imprese e per le persone

Restano escluse le attività legate al commercio e quelle direttamente agricole.

In che percentuale il fondo Resto al sud finanzia attraverso l’incentivo economico? 

Il fondo finanzia le spese sostenute per l’avviamento del progetto se rientrante nelle tipologie di attività e dei settori sopra menzionati sino a 100%.

Come lo fa?

Mediante una distribuzione dell’incentivo a copertura delle spese per il 50% attraverso un contributo a fondo perduto (quindi che non prevede la restituzione del prestito) e al 50% attraverso un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 

Gli interessi restano a carico di Invitalia.

Nella formula di finanziamento a tasso zero, è previsto un finanziamento fino ad un massimo di euro 50.000 per ogni persona che ne fa richiesta, e se la società è ad esempio costituita da un numero di 4 soci, il finanziamento arriva sino ad un massimo di 200.000 euro.

Nel caso l’impresa fosse individuale ovvero costituita da un solo soggetto, il massimale del finanziamento si limiterà a 60.000 euro

Ma non finisce qui, è anche previsto un contributo a fondo perduto così distribuito:

  • 15.000 euro per chi mette in piedi una ditta individuale o una attività individuale
  • Fino a 40.000 euro per chi mette in piedi una società.

Come in ogni formula per il rilascio di questi incentivi, le spese debbono essere anticipate. Il programma prevede infatti che il contributo a fondo perduto venga erogato alla presentazione del saldo di spesa previa concessione dello stesso.

Ma quali sono le spese che possono venire concesse?

Le spese che possono venire concesse e quindi finanziate sono le seguenti:

  • Acquisto di nuovi macchinari, impianti o nuove attrezzature utili allo svolgimento della nuova attività.
  • Acquisto di programmi informatici, di servizi per l’informazione, di servizi per la telecomunicazione e per le tecnologie utili a mettere in piedi la nuova attività.
  • Le spese di gestione una volta avviata l’attività, ma solo nella misura del 20% del programma di spesa. E quali sono? Parliamo di: materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di affitto, canoni di leasing, garanzie assicurative.
  • Le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria dei beni immobili - lo stabile o lo studio all’interno del quale si svolge l’attività - che saranno coperte per un massimo del 30% del programma di spesa.

Restano invece escluse tutte quelle spese legate ad esempio alla progettazione, le spese utilizzate per ricevere le consulenze e quelle per l’assunzione del personale dipendente.

Altri suggerimenti e link utili

Per tutti coloro che non se la sentissero di avere tutte le competenze per lanciarsi nell’attività imprenditoriale da soli, Invitalia ha previsto un servizio di supporto gratuito consulenziale e di assistenza, fornito grazie al supporto di un elenco di enti accreditati.

Per usufruirne è possibile farne richiesta direttamente all’ente, il cui elenco in costante aggiornamento è disponibile per visione a questo link.

Se dunque avete le idee chiare, e tra le vostre idee c’è già quella di aprire una nuova attività o l’avete già aperta, ma siete in fase di consolidamento, è il momento adatto per farlo, qui potete trovare la modulistica per presentare la domanda suddivisa per tipologia.

Per i più tecnologici è possibile anche scaricare l’App per avere in tempo reale le informazioni che vi servono e monitorare una volta fatta la richiesta, l’andamento del vostro progetto.