Settembre è quasi alle porte e le novità per il mondo della scuola non tardano ad arrivare. Sono molte le domande di genitori, studenti e personale scolastico, in vista della ripresa delle lezioni. Per il momento è, infatti, prevista una ripresa in presenza, determinata dal Piano Scuola.

Tuttavia, il nuovo decreto Covid ha portato delle novità anche sul Green pass, che interessa il mondo della scuola. Tra plausi e critiche, le opinioni sono state tra le più disparate.

Novità anche sul fronte delle supplenze, per l'imminente anno scolastico 2021/2022

In questo articolo, denso di contenuti, andremo ad analizzare le novità sul Green pass per la scuola, le regole da seguire per la ripresa in presenta in sicurezza e le novità riguardanti le supplenze.

Rientro a scuola: sicuramente sarà in presenza

L’obiettivo è stato sempre quello di ripartire, per l’anno scolastico 2021-2022, in presenza. Ma ci sono state molte reticenze, soprattutto, da parte dei dirigenti scolastici che hanno sempre denunciato le condizioni precarie per l'attuazione di questa possibilità. La misura di sicurezza principale, dato il perdurare dell’emergenza epidemiologica, risiede tutta nei numeri della campagna vaccinale.

È risaputo che l’anno 2020 ha rappresentato una vera sfida anche per il mondo della scuola. Sicuramente, la didattica a distanza ha rappresentato un’ancora di salvataggio delle lezioni. Senza di essa la scuola si sarebbe dovuta fermare; ma la scuola non può fermarsi

Però, come tutti i dispositivi di salvataggio deve essere solo momentanea perché a lungo andare da salvare resta ben poco. La scuola va al di là delle lezioni. La scuola è condiviosione, è stare insieme, è contatto. La Dad ha permesso lo svolgimento dei programmi, ma, purtroppo, non può garantire quest'altro aspetto che la scuola regala, fondamentale per i giovani.

Per questo motivo, l’obiettivo per il prossimo anno scolastico è garantire la didattica in presenza. Come scritto sul Piano Scuola:

“La sfida è assicurare a tutti, anche per quanto rilevato dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS), lo svolgimento in presenza delle attività scolastiche, il recupero dei ritardi e il rafforzamento degli apprendimenti, la riconquista della dimensione relazionale e sociale dei nostri giovani, insieme a quella che si auspica essere la ripresa civile ed economica del Paese.”

Naturalmente, lo stesso Comitato Tecnico Scientifico ritiene che la vaccinazione per i giovani e per i giovanissimi sia motivo di essenziale prevenzione e sicurezza per il rientro in aula.

Rientro a scuola: tutte le misure di prevenzione

Il Comitato Tecnico Scientifico raccomanda l’uso delle mascherine agli studenti, dove non è possibile garantire il giusto distanziamento. Anche il personale scolastico, sia docente che Ata, deve indossare la mascherina in base alla possibilità di rischio.

Invece, gli studenti under 6 restano nuovamente esonerati dall’uso delle mascherine.

Come ci si deve comportare in caso di positività? Prima di tutti bisognerà sanificare gli ambienti quando sono trascorsi meno di sette giorni dalla positività del soggetto. La sanificazione non dovrà essere effettuata per forza da una ditta esterna ne sarà necessario esibire il relativo certificato. Infatti, potrà essere effettuata dal personale scolastico.

Ovviamente, gli ambienti scolastici dovranno essere costantemente areati e puliti quotidianamente.

Nella nota tecnica, inoltre, si leggono altre raccomandazioni. Innanzitutto, è necessario il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, tranne che nelle istituzioni scolastiche nelle quali questo non è possibile.

In più è vietato l’accesso e la permanenza negli ambienti scolastici a coloro che mostrano sintomi ricollegabili al Covid, riguardanti le vie respiratorie, e che abbiamo più di 37,5° di temperatura.

Docenti e Ata: potenziamento organico

Per garantire lo svolgimento delle lezioni in maggior sicurezza, come previsto dalla legge n. 106/2021, viene destinato l’analogo finanziamento dell’anno scolastico 2020-2021, al fine di potenziare l’organico scolastico (quindi, sia il personale docente che gli Ata). 

Per quanto riguarda i docenti, sul Piano Scuola 2021, si legge che sono stati attivati: 

“Ulteriori incarichi temporanei di personale docente con contratto a tempo determinato, dalla data di presa di servizio fino al 30 dicembre 2021, finalizzati al recupero degli apprendimenti […]”.

Inoltre, è stato firmato il “Protocollo d’Intesa per Garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19 (Anno Scolastico 2021/2022).” Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, così come si legge sul sito miur.gov.it, ha asserito che:

“Con il Protocollo appena siglato siamo intervenuti a sostegno delle situazioni e delle persone più fragili. Per quanto riguarda il distanziamento, interveniamo dove ci sono le classi più numerose, che si concentrano soprattutto nelle scuole di secondo grado delle periferie urbane.”

Questo protocollo di intesa si annovera tra gli strumenti messi in atto per assicurare sia agli studenti che all'organico scolastico una più serena e sicura ripartenza.

Per quanto riguarda le ormai note “classi pollaio”, anche qui, come si legge sul sito tgcom24.mediaset.it:

“Il ministero si è impegnato per un "intervento più organico" che sia "finalizzato al miglioramento dei parametri relativi al dimensionamento scolastico e alla numerosità degli allievi per classe".

Tuttavia, bisognerà aspettare al 3 settembre, quando la questione sarà discussa.

Anche in esso, si prevede l’assegnazione di finanziamenti per il reclutamento del personale docente e Ata su richiesta, in base alle esigenze, di ogni singola scuola.

Sono stanziati, per il reperimento straordinario di personale docente e Ata, da assumere con contratto a tempo determinato, per i mesi da settembre a dicembre:

  • Una somma di 400.000.000 di euro per il reclutamento di circa 20 mila docenti, per il recupero e potenziamento degli apprendimenti; e 22.000 mila unità saranno reclutate per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario;
  • Altri 22.000.000 milioni di euro per gli interventi nelle scuole che presentano classi troppo numerose, dove verranno assunti altri docenti.

Green pass: docenti e Ata. Tutte le novità

Una delle novità più discusse sia positivamente che negativamente, riguarda l’esibizione obbligatoria del Green pass per l’intero personale scolastico. Ci sono state molte proteste, molti dubbi e incertezze su questo provvedimento. Infatti, è arrivato come una doccia fredda per il personale scolastico ancora sprovvisto della Certificazione verde.

La scuola sta per iniziare e, quindi, chi non ha ancora il Green pass è bene che provveda. Naturalmente vi sono delle eccezioni per i lavoratori che sono esenti dal fare il vaccino, muniti di apposito certificato medico.

La presa di servizio è molto vicina, quindi, il tempo stringe. Chi controllerà il possesso del Green pass? A partire dal 1° settembre, il compito spetterà ai dirigenti scolastici.

Le critiche sul Green pass obbligatorio sono piovute dai sindacati soprattutto per le sanzioni previste. Si prevedono, infatti, dopo cinque giorni di mancata esibizione della Certificazione verde, la sospensione non solo dal posto di lavoro, ma anche dello stipendio

Anche perché chi non possiede il Green pass è qualificato come assenza ingiustificata, proprio per questo non può svolgere il proprio lavoro.

Secondo i dati, la maggior parte dei docenti risulta essere vaccinata. Pertanto, sia i docenti non vaccinati e sia chi ha effettuato la vaccinazione, ritengono che la decisione di presa sull'obbligo del Green pass sia discriminatoria.

Come avere la Certificazione verde?

Per avere il Green pass, i docenti e il personale Ata devono aver:

  • Effettuato la prima dose di vaccino;
  • Completato il ciclo vaccinale;
  • Essere risultati negativi ad un tampone, nelle quarantotto ore precedenti;
  • Infine, essere guariti dal Covid, nei sei mesi prima.

Supplenze da Gps: la scelta delle sedi

Quest’anno ci sono novità anche per tutti i docenti inseriti nelle graduatorie provinciali. Infatti, dal 10 agosto e fino e non oltre il 21 agosto 2021 è possibile inviare una specifica istanza, per partecipare alla nuova procedura per le assunzioni e le supplenze dalle graduatorie.

La partecipazione è obbligatoria: in caso contrario gli aspiranti docenti non potranno partecipare alle nomine in ruolo né alle supplenze, sia di prima che di seconda fascia. La non partecipazione sarà interpretata come rinuncia.

In cosa consiste la procedura? Per chi presenta la domanda di partecipazione, sarà possibile inserire fino a 150 preferenze, sia per quanto riguarda le scuole, che per comuni e distretti. Naturalmente, la scelta è limitata alle classi di concorso per le quali l’aspirante docente è inserito nelle graduatorie.

La procedura di invio delle domande è completamente telematica, pertanto non ci saranno altre vie per poter inoltrare le istanze di partecipazione alla procedura.

Come si fa? Molto semplice. Basta collegarsi sul portale del Miur e accedere alla sezione “Istanze Online (Polis)”, utilizzando le credenziali Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale), oppure altre utenze valide.

Una domanda molto frequente riguarda se l’eventuale rifiuto di una sede assegnata comporta anche la cancellazione dalle graduatorie. Naturalmente, un fattore determinante è la giusta scelta delle preferenze. Bisogna scegliere con cognizione di causa, per evitare possibili errori che potrebbero diventare irreversibili.

Ovviamente, compilando la domanda, così come si legge sulla circolare, l’assegnazione di una delle sedi, comporta automaticamente la sua accettazione. Quindi, non si potrà rifiutare, bensì si potrà decidere, eventualmente, di non prendere servizio.

Quindi, non si verrà cancellati dalle graduatorie, bensì non si potranno ottenere altre supplenze. Su orizzontescuola.it, si legge:

“[…] Comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle GAE che delle GPS, nonché sulla base delle graduatorie di istituto, per il medesimo insegnamento”.