L’INPS ha introdotto in questi giorni, a seguito della conferma del nuovo Decreto Sostegno, un bonus baby sitter utilizzabile per il 2021, valido fino a giugno. Per chi non lo conoscesse, il bonus fa riferimento a particolari prestazioni che le famiglie possono richiedere all’INPS per la gestione dei bambini a casa, nei mesi di emergenza sanitaria.

Il bonus è stato proposto già nel 2020 per aiutare le famiglie italiane ad affrontare la crisi, in particolar modo nella gestione economica delle spese per l’accudimento dei figli. Il bonus baby sitter da un lato ha aiutato le famiglie con le spese destinate alla cura dei bambini, dall’altro lato ha sostenuto il lavoro delle babysitter garantendo l’accesso alle “prestazioni occasionali” offerte dalle famiglie.

Per fare domanda, ora come nel 2020, è necessario rientrare nei particolari requisiti stabiliti dall’INPS, e compilare gli appositi moduli nell’area riservata INPS. Il portale online serve a richiedere il nuovo bonus babysitter, accessibile a tutte le famiglie italiane.

Nuovo bonus baby sitter 2021: le novità introdotte

Con il messaggio n°1296 del 26/03/2021, presente nella sezione “INPS comunica” del portale ufficiale INPS, è stabilito che il nuovo decreto legge sosterrà nuovamente le famiglie italiane:

“Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena.”

La questione didattica a distanza è delicata dallo scoppio della pandemia. La DAD è riconfermata anche per il 2021, anche se non sempre la misura viene applicata al 100%. Ci sono situazioni in cui la percentuale di applicazione è minore.

Con la didattica a distanza, moltissimi bambini e giovano si trovano a casa, a seguire le lezioni online, e spesso questo coincide con il lavoro in smart working dei genitori. Per gestire la nuova quotidianità nelle case delle famiglie italiane, spesso è necessaria la presenza di una baby sitter.

Il nuovo bonus baby sitter 2021 risponde a questa esigenza, facilitando l’accesso alla prestazione di sostegno e consentendo un risparmio notevole.

Chi ha diritto al bonus babysitter 2021?

Il nuovo bonus baby sitter 2021 può essere richiesto se in famiglia ci sono figli minori fino a 14 anni di età, ed è erogato solo ad alcune tipologie di lavoratori:

•Chi è iscritto alla Gestione Separata (articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n.335);

•Lavoratori autonomi, che si avvalgono delle prestazioni INPS;

•Lavoratori impegnati nei lavori per l’emergenza sanitaria: sicurezza, difesa e soccorso pubblico;

•Lavoratori dipendenti che sono impegnati in questi ambiti: sanitario, pubblico, privato accreditato. Rientrano qui i medici e gli infermieri, i tecnici di laboratorio biomedico e di radiologia medica, gli operatori sociosanitari, inclusi i soccorritori e gli autisti e operatori che lavorano per il 118.

Il nuovo bonus INPS baby sitter 2021, si rivolge a sostegno di quelle famiglie che, se rientrano nelle categorie citate, si avvalgono del Libretto Famiglia INPS. La cifra che le famiglie possono ricevere da questo bonus, che va a sostenere le spese per una baby sitter, può arrivare a 100 euro settimanalmente, che è la cifra massima stabilita.

Bonus Baby sitter 2021: applicazioni aggiuntive

Il bonus può essere richiesto non solo per il pagamento delle ore di lavoro svolte da una babysitter presso la famiglia, ma anche per saldare le quote di servizi esterni. Servizi aggiuntivi per l’infanzia, inclusa la prima infanzia, l’iscrizione a centri estivi, o a servizi particolari socio-educativi.

Il bonus questa volta si rivolge ad uno spettro maggiore di attività che i bambini possono svolgere, non solamente all’assistenza della baby sitter. Va ricordato però che questo bonus è incompatibile di fatto con un altro servizio di sostegno erogato dall’INPS: il bonus asilo nido.

Come abbiamo visto, il bonus asilo nido per il 2021 è applicabile se in famiglia ci sono bambini piccoli con età inferiore ai 3 anni, ed è destinato interamente al pagamento della retta per l’asilo nido. Anche questo bonus si può chiedere all’INPS, rientrando in alcuni requisiti particolari.

In questo caso la famiglia paga la retta scolastica per il bambino, e solo successivamente può richiedere il bonus all’INPS, provando l’avvenuto pagamento e rendendo noto l’istituto a cui viene corrisposta la somma. Il nuovo bonus baby sitter non funziona in questo modo, e non è compatibile con il bonus asilo nido.

Ci sono novità interessanti in vista anche per l'assegno unico per i figli, applicabile per i figli a carico fino al ventunesimo anno di età. In questo caso, è necessario presentare il valore ISEE per richiedere il sostegno.

Come incassare il bonus baby sitter 2021

Per incassare il bonus baby sitter, abbiamo visto che è necessario fare richiesta sul portale ufficiale INPS, e vedersi accreditati fino a 100 euro a settimana. Il bonus non può andare di pari passo con il bonus asilo nido, ma neanche con altre tutele previste dal decreto.

Bisogna fare attenzione, nel caso di nucleo famigliare con due genitori, anche allo stato lavorativo dell’altro genitore, che non è il richiedente diretto. Il bonus può essere applicato solo se nel nucleo famigliare non c’è un altro genitore che accede a bonus alternativi o è impegnato in attività lavorative.

In sostanza, la famiglia che chiede questo tipo di sostegno deve ricevere reddito solo dal genitore che fa domanda di bonus baby sitter, mentre il secondo genitore è sospeso dal lavoro o disoccupato.

La richiesta del bonus deve rispettare i criteri visti prima, ed è riconosciuto anche al genitore che lavora come libero professionista, non iscritto all’INPS, ma che pone in comunicazione l’ente previdenziale con la propria cassa.

L’INPS si sta adeguando a livello informatico e comunicherà nei prossimi giorni quale sarà l’aera apposita per poter fare domanda. Nel frattempo, possiamo fare alcune considerazioni sul bonus baby sitter 2021.

Bonus baby sitter 2021: sono esclusi i docenti

Non tutte le famiglie italiane possono avere accesso al bonus baby sitter per il 2021, abbiamo visto che sono circoscritte le categorie di lavoratori che possono chiederlo. E una di queste è la grande esclusa: i docenti.

Gli insegnanti non possono accedere a questa forma di sostegno, sia che siano impiegati di ruolo sia sostitutivi o precari. Il bonus in questione è destinato, come già avveniva nel 2020, ad autonomi e dipendenti, pubblici e privati:

Lavoratori del settore privato: se iscritti alla Gestione Separata;

Lavoratori autonomi: iscritti all’INPS o che fanno richiesta comunicando con la propria cassa previdenziale;

Lavoratori del settore pubblico: i lavoratori impegnati nella gestione dell’emergenza sanitaria in corso.

I docenti, non rientrando in queste categorie, sono di fatto esclusi dal bonus baby sitter 2021. Ricordiamo che questa categoria di lavoratori spesso è impegnata a casa, a seguire la didattica a distanza da computer, e le difficoltà nella gestione famigliare è complessa anche per questa categoria.

Gli insegnanti possono avvalersi solo dei congedi parentali o straordinari presenti e alternativi al bonus baby sitter. Alcuni insegnanti non sono contenti dell’esclusione da questa misura:

“Ma davvero pensate che sia possibile fare lezione con un bambino di pochi anni in casa? Immaginatevi con un bimbo di due anni che mentre spiegate l'Orlando Furioso gira per casa. Vi sembra forse possibile?”

L’insofferenza degli insegnanti non è solo per la didattica a distanza, ma per la gestione complessiva della formazione dei più giovani, che non tutela i figli degli insegnanti stessi.

Bonus baby sitter: è boom di tate

Già nel 2020, con il primo bonus baby sitter, si è visto un aumento delle richieste da parte di tate e babysitter per lavorare avvalendosi del bonus chiesto dalle famiglie. E c’è stato un boom di iscrizioni al postale INPS da parte di baby sitter in cerca di un lavoro.

Le baby sitter sono aumentate, e molte ragazze hanno chiesto nel 2020 di poter prestare lavoro occasionale per quelle famiglie, talvolta rientranti nel cerchio delle conoscenze, che si sono trovate in difficoltà.

Sicuramente questo tipo di lavoro può essere svolto facilmente a casa della famiglia di riferimento, e molte giovani l’hanno scelto per coprire economicamente alcuni mesi del 2020.

Ci si aspetta anche per il 2021 un’adesione importante a questo tipo di bonus, soprattutto perché è applicato anche oltre alle mura domestiche. Una prospettiva, in base alle aperture previste a fine pandemia, è quella che le famiglie scelgano campi estivi e strutture finalizzate a scopi socio-educativi per il 2021.

Anche queste strutture potranno essere pagate grazie al bonus baby sitter 2021, e il vantaggio in questo caso è duplice: da un lato le famiglie possono mandare i figli in una struttura estiva risparmiando. Dall’altro lato i bambini, fino a 14 anni, potranno ricominciare a socializzare tra di loro.

La questione è delicata per la diffusione del virus, e per avverare questa prospettiva, sarà necessario vedere una decrescita nei dati di contagio.