Arriva settembre e con sé porta come sempre tante novità, come l’obbligo del Green Pass che, come anticipato già da mesi, il Governo Draghi ha confermato per poter accedere ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

Un’ulteriore misura di tutela introdotta in accordo con il Ministero della Salute per poter contenere le infezioni da Covid 19, sopratutto in previsione del ritorno alla normalità e alla vita di tutti i giorni a partire dal 1 settembre.

Cambiano quindi le regole relative all’obbligo di possedere il Green Pass, il certificato verde valido in tutta Europa che viene assegnato a chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino, a chi è guarito dall’infezione da COVID-19 o a chi è risultato negativo a un tampone molecolare o antigenico.

Una decisione molto discussa sia tra le fila dei partiti politici sia nelle voci popolari.

Già dal 1 settembre infatti sono previste una serie di manifestazioni e di scioperi che intendono bloccare il corretto funzionamento della nuova norma introdotta dal Governo.

Vediamo in questo video de Il sole 24 ore le ultime novità a proposito del Green pass e delle manifestazioni di protesta già annunciate: Dal primo settembre obbligo Green pass per i trasporti, protesta no vax.

 

Obbligo di Green pass già presente ma esteso a nuovi ambiti

Il realtà l’obbligo del green pass era già stato introdotto dal 6 agosto in tutta una serie di situazioni pubbliche, nelle quali vi era il rischio di assembramenti e pericolo elevato di trasmissione dell’infezione.

E già in quest’occasione le proteste pubbliche e politiche erano state numerose.

Il certificato verde Covid 19 è stato introdotto in Italia il 22 aprile 2021, quando, con un Decreto del Consiglio dei Ministri poi convertito nel DPCM del 18 maggio 2021, il Green pass era stato introdotto per permettere gli spostamenti sul territorio nazionale tra regioni di diverso colore e per coloro che avessero dovuto viaggiare all’estero. Inoltro sin da subito il Green pass è stato fondamentale per poter partecipare ad eventi e cerimonie private.

In un secondo momento però, per cercare di contenere quanto più possibile il diffondersi del Covid in Italia, l’obbligo della certificazione verde è stato esteso anche a quelle attività che altrimenti, in zona bianca, erano a libero accesso.

Il decreto legge emanato lo scorso 22 luglio 2021, infatti, il Consiglio dei Ministri aveva già stabilito l’estensione dell’obbligo del green pass a partire dal 1 settembre per poter accedere ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

Ma sopratutto, già da agosto e fino al mese di dicembre 2021 (mese fino al quale è stato esteso lo stato di emergenza) il Green Pass è stato indicato come requisito fondamentale per poter accedere ad una serie di attività che per alcuni mesi erano state “libere” nelle regioni di colore bianco.

Il particolare infatti il Certificato verde è già da tempo diventato indispensabile per poter le seguenti attività:

  • Partecipare come pubblico o come atleti ad eventi sportivi;
  • Accedere a fiere e congressi;
  • Partecipare ai concorsi pubblici;
  • Pranzare o cenare al chiuso nei ristoranti o consumare all’interno di un bar;
  • Visitare musei, parchi tematici e parchi divertimento;
  • Assistere a spettacoli in teatri, cinema e partecipare a concerti;
  • Praticare attività fisica agonistica o amatoriale in palestre e piscine al chiuso;
  • Partecipare a cerimonie e matrimoni.

Ecco quindi che già a partire dal 6 agosto 2021 è diventato obbligatorio possedere ed esibire il green pass per tutti i cittadini al di sopra dei12 anni che si trovino a partecipare alle attività sopra indicate.

Obbligo green pass per trasporti a lunga percorrenza

A partire mercoledì 1 settembre è stata quindi ampliata la platea delle situazioni in cui il Green Pass è obbligatorio.

In particolare, tra i motivi di particolare malcontento tra i cittadini italiani, il possesso della certificazione verde è obbligatorio, almeno fino al 31 dicembre, per poter accedere ai trasporti a lunga percorrenza.

Sarà quindi necessario avere il green pass se si intende viaggiare con:

  • aerei;
  • treni ad alta velocità;
  • Intercity e Intercity notte;
  • autobus per tratte a lunga percorrenza che collegano più regioni;
  • traghetti.

Per far sì che i controlli procedano in modo regolare, nelle stazioni e nei grandi punti di snodo per i collegamenti a lunga percorrenza sono stati intensificati i controlli.

Ad esempio, nelle stazioni, presso i tornelli che consentono l’accesso ai binari è stato incrementato il personale addetto ai controlli mentre a bordo dei treni a lunga percorrenza sarà compito del personale di bordo verificare l’effettivo possesso del Green pass.

Diversa è invece al momento la situazione per poter accedere ai mezzi di trasporto pubblico cittadino.

Non è infatti necessario possedere il green pass per poter utilizzare autobus a percorrenza urbana, tram, metro e funicolari cittadine.

Assimilati al trasporto urbano sono anche i treni regionali, per i quali non è previsto l’obbligo di esibire la certificazione verde covid 19.

Un’ulteriore eccezione è stata fatta anche per i traghetti che collegano la Sicilia alla Calabria, ovvero da Messina a Reggio Calabria e Villa San Giovanni: in questo caso infatti i traghetti sono stati equiparati al trasporto locale urbano.

Scuola e obbligo Green pass dal 1 settembre

Ma non è tutto.

Ancora più contestato è stato sin dall’inizio l’obbligo del green pass, dal primo settembre, per l’intero personale scolastico e universitario.

Da mesi infatti tutto il mondo politico si è mobilitato a favore o contro la decisione, ormai confermata e dal 1 settembre effettivamente messa in atto, di estendere a tutto il personale docente e ATA l’obbligo di possedere il certificato verde Covid 19.

La scelta è stata presa in accordo tra il Ministro della Salute Speranza e il Ministro dell’Istruzione Bianchi, anche in seguito al monitoraggio della percentuale del personale scolastico che è stato effettivamente sottoposto a vaccinazione anti covid 19.

Sebbene infatti i numeri siano incoraggianti e in continuo aumento, in realtà la situazione a livello nazionale non è omogenea e la percentuale del personale vaccinato non consentirebbe una ripresa delle attività didattiche in perfetta sicurezza per tutti.

A partire dal 1 settembre quindi diventa effettivo l’obbligo del Green pass per docenti di ogni ordine e grado scolastico, quindi sia maestri delle scuole dell’infanzia e scuola primaria sia professori di scuola secondaria e universitari, oltre che ai dirigenti scolastici di tutte le scuole.

Ma l’obbligo del green pass è esteso anche a tutto il personale ATA, quindi ai collaboratori scolastici, personale tecnico e amministrativo, segretari.

Una situazione che ha creato forte malcontento in tutto il personale scolastico, dal momento che in caso di mancato possesso del green pass le conseguenze sono particolarmente aspre.

Nel caso in cui infatti docenti, personale ATA o personale universitario non possiedano il Green pass non potranno accedere alla loro attività lavorativa. In caso di assenza dal luogo di lavoro non avendo il certificato verde covid 19 per più di cinque giorni in questo caso verrà considerata assenza ingiustificata, con conseguente sospensione del rapporto di lavoro e interruzione dello stipendio.

In realtà a essere coinvolto dall’obbligo di possesso del green pass non è solo il personale scolastico. Nelle Unvitersità, infatti, oltre al personale docente anche gli studenti che intendano frequentare in presenza le lezioni sono chiamati ad esibire la certificazione verde per potervi accedere.

Inoltre continuerà a vigere l’obbligo di indossare le mascherine in classe e a scuola in generale per tutti gli alunni con più di 6 anni, ad eccezione del momento in cui viene praticata l’attività fisica.

Ad essere esentati dall’obbligo di mascherina saranno anche gli alunni affetti da patologie o disabilità incompatibili con l’uso delle stesse.

Ecco quindi che a partire dal mese di settembre gli impiegati nei comparto della sanità e quello dell’istruzione saranno chiamati a possedere obbligatoriamente il Green pass per poter accedere al posto di lavoro, per un numero parti rispettivamente a 1,6 e 1,9 milioni di occupati.

È bene specificare che in entrambi i settori l’obbligo è previsto sia per i lavoratori autonomi che per i dipendenti pubblici per un totale di circa 3 milioni e mezzo di lavoratori.

Al contrario (cosa che fa molto discutere) ad oggi non è previsto nessun obbligo per i lavoratori del settore di trasporti a lunga percorrenza. In questo caso infatti il decreto legge 6 agosto 2021 n. 111 ha previsto l’obbligo del green pass solo per i passeggeri e non gli occupati.

Possibilità di obbligo Green Pass per dipendenti pubblici

Al momento quindi i lavoratori per i quali vige l’obbligo del Green Pass sono quelli del settore della sanità e dell’Istruzione.

Tuttavia al Governo si discute della possibilità di estendere tale obbligo anche a tutti i lavoratori del pubblico impiego.

Roberto Speranza, il Ministro della Salute, ha infatti avanzato la possibilità di estendere l’obbligo di certificato verde Covid 19 anche a tutti i per i dipendenti pubblici.

La decisione sarebbe anche guidata dalla volontà avanzata dal ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, di limitare quanto più possibile l’impiego dello smart working.

La volontà è infatti quella di riportare quanti più possibili servizi al pubblico in presenza, per rendere più agevoli le interazioni con i cittadini. 

L’estensione dell’obbligo del green pass potrebbe essere effettiva già dal mese di ottobre. E’ necessario tuttavia attendere la conversione in legge del decreto del 6 agosto 2021.