Dal corpo docente ai tecnici di laboratorio, dagli impiegati di segreteria ai collaboratori scolastici, tutto il mondo della scuola è stato chiamato dal 1 settembre all’obbligo del Green pass per poter accedere al luogo di lavoro.

Una norma che già da tempo aveva interessato il personale sanitario e che probabilmente nelle prossime settimane verrà estesa anche ad altre categorie di lavoratori a diretto contatto con il pubblico.

Ma perché l’obbligo del Green pass per docenti e personale ATA ha smosso così tanto gli animi dei diretti interessati?

Vediamo in questo video di Fanpage.it le prime voci e le conseguenze nel caso in cui un membro del personale scolastico non dovesse essere in possesso del Green Pass al momento del suo ingresso a scuola: Scuola, Green Pass obbligatorio: le regole e i controlli per studenti e professori.

 

Non obbligo vaccinale ma di Green pass per il personale scolastico

A lungo, prima che il Governo dettasse linee chiare, si è pensato che anche il personale scolastico, come il personale sanitario, fosse sottoposto all’obbligo vaccinale.

In realtà però il decreto legge del 23 luglio 2021 ha sottolineato che ad essere obbligatorio è il solo possesso del Green pass, dal 1 settembre 2021, per tutto tutto il personale scolastico.

Una differenza sostanziale, se si pensa che il Green pass ad oggi è obbligatorio anche per poter accedere a determinate attività, come i ristoranti al chiuso, le RSA e per poter partecipare a concorsi pubblici.

La Certificazione Verde Covid 19 può essere ottenuta in vari modi, non solo sottoponendosi al vaccino, ma seguendo le disposizioni che sono valide già da marzo 2021 per tutta la popolazione.

Come per il resto dei cittadini italiani, infatti, l’intero personale scolastico potrà ottenere il Green Pass seguendo tre vie:

  • Dopo essere stati sottoposti a vaccinazione. Più nello specifico, quindici giorni dalla somministrazione della prima dose del vaccino o quindi giorni dopo aver ricevuto il vaccino monodose, oppure in alternativa già dal giorno seguente alla somministrazione della seconda dose di richiamo del vaccino. In questo caso la validità del Green pass è di 9 mesi;
  • Una volta guariti dall’infezione da COVID-19, già il giorno dopo la dichiarazione di guarigione da parte dell’ente;
  • Contestualmente alla ricezione dell’esito negativo di tampone molecolare o rapido antigenico. È stata in questo caso stilato una lista, contenuta nell’elenco comune europeo, in cui vengono riportati tutti i test ritenuti validi a tal fine.

Fino a questo momento, infatti, sono ufficialmente esclusi dai test per ricevere il Green pass i tamponi rapidi, quali per esempio i test sierologici o i test salivari.

Ma su quest’ultimo punto è aperta la discussione tra il Governo e le parti interessate.

È stata infatti avanzata una proposta di emendamento per poter inserire anche i tamponi salivari tra le tipologie di test utilizzabili per richiedere ed ottenere il Green pass per docenti e personale ATA.

Un punto che sin da subito si è rivelato critico, infatti, è il tempo che intercorre tra il momento in cui viene effettuato il tampone e la ricezione del Green pass da parte dell’utente.

Un lasso di tempo troppo lungo che può penalizzare docenti e personale ATA che, non essendo vaccinati, devono comunque presentare quotidianamente il Green pass per poter accedere al luogo di lavoro.

Ma la possibilità di accedere a scuola solo con l’attestazione di negatività del tampone antigienico o molecolare però rappresenta ancora una proposta non da tutti supportata.

Sta al Governo fare la prossima mossa in tal senso.

 

Personale scolastico senza Green Pass: cosa succede?

Il nodo cruciale della discussione tra il Governo e le parti sociali e anche una parte dell’opposizione è rappresentato dalle sanzioni previste nel caso in cui il personale scolastico non presenti come richiesto il Green pass.

A partita dal 1 settembre 2021, alla vigilia del nuovo anno scolastico, infatti, l’obbligo del Green pass per docenti e personale Ata e di segreteria è diventata una realtà pesante per tutti i lavoratori del settore.

Ogni giorno insegnanti di ogni ordine e grado, collaboratori scolastici, segretari e personale tecnico e amministrativo sono chiamati a esibire il proprio Certificato verde covid 19 per poter iniziare il loro lavoro.

Notizia delle ultime ore è che dal 13 settembre inizieranno i controlli automatizzati della presenza del Green pass per docenti e personale scolastico per poter accedere agli istituti scolastici.

Piattaforma nazionale digital green certificate (Pndgc): questo è il nome della nuova piattaforma di controllo del Green pass realizzata da Sogei e che consenta l’incrocio dei dati tra il sistema SIDI del Ministero dell’istruzione e i dati sanitari legati alla Piattaforma per il suo rilascio.

Ogni giorno le segreterie potranno verificare, attraverso un’interfaccia apposita, l’elenco del personale in servizio e la presenza o meno di un Green pass valido.

Nel caso in cui il Green pass non fosse presente o dovesse risultare scaduto, l’ingresso a scuola sarà impedito e inizierà l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro. In questo caso sarà compito del Dirigente Scolastico o di un preposto prendere i dovuti provvedimenti per chi non fosse in regola.

Nel caso di assenza del Green pass o di certificazione scaduta, infatti, è prevista la sospensione dal servizio per un massimo di 4 giorni.

Assenza che se si protrae per più di 5 giorni senza alcuna ulteriore giustificazione ma solo per assenza di Green pass continuerà ad essere considerata ingiustificata e comporterà la sospensione dal lavoro e la sospensione dello stipendio per il docente o in generale per il lavoratore del settore scolastico.

Un’importane sanzione quindi che mina l’intero settore scolastico e il cui intento principale è quello di far aumentare la percentuale di docenti e collaboratori che si siano vaccinati.

È davvero troppo sospendere i docenti e il personale Ata e togliere lo stipendio a chi dopo cinque giorni non presenta il green pass. Un modo potrebbe essere quello di spostare le persone senza il green pass in luoghi dove non ci sono contatti con i ragazzi. 

Queste sono le parole della sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, a proposito dell’obbligo del Green pass per il personale scolastico.

Non rimane che aspettare le prossime mosse del Governo anche se è difficile pensare ad un passo indietro a tal proposito, dato che al momento sembra che l’intento sia quello di estendere l’obbligo del Green pass anche ad altri settori lavorativi a contatto con il pubblico.

Ulteriori misure di sicurezza a scuola

Per tutelare al meglio gli studenti e tutto il personale che opera a scuola il Governo ha realizzato tutta una serie di misure che vanno a sommarsi all’obbligo di Green Pass per docenti e personale ATA.

Partendo dalle Università, ad esempio, basti pensare che per tutelare al massimo la frequenza in presenza della lezione anche gli studenti sono chiamati ad avere il Green pass.

Per tutti gli studenti al di sopra dei 6 anni e che non abbiano particolari esigenze fisiche o disabilità permane inoltre l’obbligo di indossare la mascherina.

E proprio a tal proposito in queste ore hanno fatto molto scalpore le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Maurizio Bianchi il quale ha detto che in una classe in cui tutti sono vaccinati si potrebbe pensare a stare senza mascherina.

Ma questo è un discorso secondario, a cui il Governo non sembra voler davvero dare retta.

In ogni caso sono esentati dall’indossare la mascherina tutti gli studenti nel momento in cui stanno effettuando attività fisica.

La salute di personale scolastico e studenti prima di tutto

La scelta di introdurre misure così stringenti è stata dettata dalla volontà governativa di tutelare quanto più possibile la salute di tutti e prevenire una nuova ondata di infezioni da Covid 19.

Il decreto legge all’interno del quale sono state riportate tutte le linee guida  previste per l’anno scolastico 2021/2022, per tutte le scuole pubbliche o paritarie di ogni ordine e grado, quindi, intende rispondere all’esigenza di tornare alla normalità, partendo dallo svolgimento delle attività scolastiche e didattiche in presenza.

Una scelta dalla quale non si può prescindere, se non nel caso in cui Regioni o Province autonome si trovino nuovamente in zona arancione o rossa.

Distanza di almeno un metro, obbligo di mascherine, impossibilità di accedere a scuola in caso di sintomatologia respiratoria o temperatura corporea che supera i 37,5°.

Queste sono le regole da rispettare per il nuovo anno scolastico.

Una manovra che sta avendo i suoi effetti

Se introdurre l’obbligo del Green pass per il personale scolastico doveva servire ad ampliare la platea dei vaccinati, non vi è dubbio che il Governo Draghi ha iniziato ad ottenere ciò che si era prefissato.

Stando infatti ai dati aggiornati a queste ore, solo nell’ultimo mese, dalla data di ufficializzazione di questa norma, vi è stato un incremento di 80mila nuovi vaccinati nell’ultimo mese.

Riferisce Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19, che proprio nel settore scolastico vi è stato un incremento di vaccinati tra i lavoratori della scuola pari a 1.482.676 persone, con 1.315.907 somministrazioni della prima dose di vaccino.

Dei numeri che fanno superare il 92% di vaccinati nelle fila del personale scolastico, tra docenti e personale ATA, che il Governo intende elevare fino al 95% entro la fine del mese di settembre, per garantire maggiore sicurezza a studenti e lavoratori in generale.