Dopo il contrastatissimo obbligo del Green pass per il personale scolastico introdotto ufficialmente a settembre, ecco che il mese di ottobre porterà molto probabilmente con sé ulteriori novità per diversi luoghi di lavoro.

Proprio in questi giorni infatti il Governo Draghi ha messo sul piano di lavoro la possibilità di emanare un nuovo decreto legge per estendere l’obbligo del certificato verde Covid 19 anche il lavoratori  dipendenti che operano nel settore della Pubblica amministrazione e in vari campi di lavoro privato.

Una decisione che continua a suscitare polemiche, sia tra le parti sociali che nei Partiti politici ma che sembra ormai ben presto destinata a diventare realtà.

Ecco quindi che dopo il comparto dei lavoratori in ambito sanitario e nel mondo della scuola, ben presto tante altre categorie di lavoratori potranno essere coinvolti nell’obbligo del Green pass per poter accedere al luogo di lavoro.

Ma non è tutto: anche altre situazioni in cui è possibile l’assembramento e il sovraffollamento probabilmente vedranno l’introduzione dell’obbligo del Green Pass per potervi accedere.

In questo video di Adnkronos vediamo le le opinioni sull’argomento e cerchiamo di fare il punto della situazione: Green pass, governo lavora su estensione.

 

Possibilità di obbligo del Green Passe per Pubblica amministrazione e privati

In attesa dell’ufficializzazione, l’unica certezza è che la cabina di regia del Governo ha in agenda per la prossima settimana la discussione della possibilità di estendere l’obbligo del Certificato verde Covid 19 anche ad altre categorie di lavoratori a partire già dal mese di ottobre.

Solo in un secondo momento infatti sarà possibile l’arrivo di un nuovo provvedimento in tal senso.

Ma in ogni caso, qualora si dovesse approvare l’entrata in vigore l’estensione dell'obbligo del Green pass ad altri settori, sarà necessario lasciare il tempo agli interessati di ricevere almeno alla prima dose di vaccino.

Un passaggio ulteriore per tutelare la salute degli italiani, dopo i primi due step in cui è stato introdotto prima l’obbligo vaccinale per tutto il personale sanitario e poi, con il mese di settembre, l’obbligo di Green Pass per il personale docente e personale ATA.

La scelta di ampliare la platea degli interessati a quest’obbligo è stata avanzata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi il quale, sotto indicazioni in particolare modo del Ministero della Salute e della Pubblica Amministrazione, intende in questo modo riportare nel più breve tempo possibile alla normalità la vita di tutti i giorni, dopo ormai due anni di disagi.

A insistere particolarmente verso questa decisione è Renato Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione, che da mesi sta incitando e lavorando per limitare l’impiego dello smart working in particolare modo nella Pubblica amministrazione.

Solo riportando in presenza i principali servizi destinati ai cittadini, infatti, sarà possibile ritornare alla normalità.

O almeno così si spera.

Per il momento comunque l’unica certezza è che a breve ci sarà la conversione in legge del decreto del 6 agosto 2021, che renderà ufficiale l’obbligo del Green pass non solo per il personale scolastico ma anche per i viaggi a lunga percorrenza.

Ecco tutte le categorie che già hanno l’obbligo 

Introdotto con il Decreto Legge del 6 agosto, l’obbligo del Green Pass interessa già oggi non solo alcune categorie di lavoratori ma anche situazioni pubbliche e di aggregamento.

Entrato ufficialmente in Italia il 22 aprile 2021, con un Decreto del Consiglio dei Ministri poi convertito nel DPCM del 18 maggio 2021, per consentire gli spostamenti tra Regioni di diverso colore e verso l’estero, il Green Pass ha rappresentato ben presto il requisito fondamentale per poter partecipare ad una serie di eventi pubblici, come le cene in ristoranti al chiuso, per accedere nelle RSA o per partecipare a cerimonie private.

Dal 6 agosto 2021, con l’entrata in vigore del DL 23 luglio 2021, tutti i cittadini con più di 12 anni sono stati chiamati obbligatoriamente ad esibire il proprio Green pass per poter effettuare una serie di attività quotidiane e comuni, che fino a quella data erano state liberamente consentite in tutte le regioni bianche.

Da agosto, quindi, e fino alla fine dello stato di emergenza, che ad oggi è stato dichiarato fino al 31 dicembre 2021 il Certificato verde COVID 19 è diventato obbligatorio per tutte le seguenti attività:

  • Accedere a bar o ristoranti per consumare al chiuso;
  • Prendere parte ad eventi sportivi;
  • Partecipare a congressi o fiere, oltre che sagre;
  • Accedere e visitare musei, parchi tematici e parchi divertimento;
  • Accedere a teatri o cinema per vedere spettacoli;
  • Partecipare a concerti;
  • Partecipare a concorsi pubblici;
  • Accedere a palestre e piscine al chiuso per attività fisica sia agonistica che amatoriale;
  • Entrare nei centri termali;
  • Partecipare ad attività al chiuso proposte da centri culturali, centri sociali e ricreativi;
  • Frequentare sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • Prendere parte a matrimoni e cerimonie private di vario tipo.

Ma non è tutto.

Sempre con lo stesso decreto legge emanato il 22 luglio 2021, infatti, il Consiglio dei Ministri ha sancito l’estensione dell’obbligo di possedere il Certificato Verde covid 19 a partire dal 1 settembre anche per altre categorie e per altre situazioni, come ad esempio nel caso di viaggi su mezzi pubblici di trasporto a lunga percorrenza e per tutto il personale scolastico.

Obbligo Green pass per i lavoratori del mondo della scuola 

Tra i punti maggiormente contestati vi è senza dubbio l’estensione dell’obbligo del Green Pass a tutto il personale scolastico e universitario.

Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde.

Così recita il Decreto legge e così è stato a partire dal 1 settembre 2021.

Una decisione presa con la cooperazione tra il Ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, e il Ministero dell’Istruzione, retto da Patrizio Bianchi, dopo un’attenta analisi della percentuale di vaccinati nelle fila del personale scolastico.

E i primi riscontri positivi in tal senso sembrano già essere arrivati: ad oggi infatti in base alle fonti ufficiali governative la percentuale di vaccinati tra docenti scolastici e universitario e personale ATA è salito al 92%.

L’intento del Governo è quello di raggiungere il 95% entro la fine del mese di settembre, soglia che è stata considerata “di sicurezza” per il benessere di tutti i cittadini e in particolare per coloro che frequentano a vario titolo le scuole e le università italiane.

A far scaldare particolarmente gli animi sono state le sanzioni previste nel caso in cui un lavoratore del comparto scuola risulti privo del Certificato verde.

Il Green pass, infatti, verrà controllato quotidianamente tramite la piattaforma nazionale digital green certificate (Pndgc) che sarà operativa dal 13 settembre.

Predisposta da Sogei, questa applicazione consente il rapido confronto tra i dati presenti nel sistema SIDI del Ministero dell’istruzione e i le informazioni sanitarie legate alla Piattaforma per il suo rilascio.

In questo modo, le segreterie scolastiche sono chiamate ogni giorno a verificare che l’elenco del personale in servizio abbia correttamente un Green pass valido.

Ma cosa succedere se un docente o un collaboratore scolastico non hanno il Certificato verde?

In questo caso, il lavoratore verrà immediatamente allontanato dal luogo di lavoro per quattro giorni. A partire dal quinto giorno l’assenza è da considerarsi ingiustificata e questo comporta la sospensione dello stipendio e l’interruzione del rapporto di lavoro.

Estensione del Green pass per tutti i lavoratori da ottobre

Più volte in questi giorni si sta parlando della possibilità di estendere anche ad altre categorie di lavoratori l’obbligo del Green pass per poter accedere al proprio luogo di lavoro.

Una decisione non facile che proprio in queste ore sta interessando in Governo e che potrebbe prendere forma già tra la fine del mese di settembre e l’inizio di ottobre.

Tra le date che sono state indicate anche se in modo non ufficiale, i dipendenti della pubblica amministrazione potrebbero essere chiamati ad esibire con cadenza quotidiana, come per il personale scolastico, il Certificato verde già a partire dal 27 settembre o al più tardi dal 4 ottobre.

E probabilmente sempre in queste date potrebbero essere chiamati al medesimo obbligo anche i lavoratori di determinate aziende private.

Questa decisione comporta con sé molte conseguenze.

Non tutti i lavoratori infatti intendono fare il vaccino e per questo sarebbero costretti ad effettuare ogni 48 ore un tampone antigienico o molecolare.

Per questo motivo è stata avanzata la proposta di abbassare il prezzo dei tamponi o renderli del tutto gratuiti per tutti i lavoratori che siano esentati dall’effettuare la vaccinazione per motivi di salute.

Non solo lavoro ma anche luoghi pubblici

A partire dal mese di settembre e con una progressiva estensione fino ad ottobre, il Green pass è diventato o diventerà obbligatorio per accedere a determinati luoghi pubblici o di particolare sovraffollamento.

In particolare, come indicato nelle FAQ del Governo in materia di Green pass, l’obbligo di Certificato vale anche per le mense aziendali.

Un altro dibattito che rimane aperto è quello sulla possibilità di estendere l’obbligo del Green pass per chi intenda usare i mezzi di trasporto pubblico a livello locale.

In questo caso però i controlli potrebbero essere particolarmente difficili da gestire.