Gli animi non si erano abbastanza scaldati per il personale scolastico: da metà ottobre il Green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, sia statali e che privati.

A partire dal 15 ottobre, data che sin da subito è stata indicata dalle fonti non ufficiali, infatti il certificato verde Covid 19 diventerà requisito indispensabile per poter accedere al luogo di lavoro.

L’accordo tra le parti governative e le parti sociali è arrivato proprio in queste ore, anche se i nodi da sciogliere ancora persistono, e non rimane che attendere il decreto legge che trasformerà in effettivo l’obbligo del Green pass presumibilmente dalla metà del prossimo mese.

La bozza è già in lavorazione, sarà poi compito del Presidente del Consiglio Mario Draghi decidere se attivare per tutti, pubblici e privati, il provvedimento o procedere in modo graduale, predisponendo l’obbligo prima per gli impiegati nel campo della pubblica amministrazione e poi, nella settimana successiva, alle aziende private.

Rimangono ancora numerosissimi problemi da risolvere, come l’effettiva attuazione per determinate categorie, quali le società partecipate e studi professionali, ma il dado ormai è stato tratto.

Dalle fabbriche agli uffici pubblici, dai mezzi di trasporto a lunga percorrenza alle scuole, l’obbligo del Green pass entro la metà del mese di ottobre sarà effettiva e non ci sarà modo di evitarlo.

Una decisione che arriva proprio nelle ore in cui dal Senato arriva l’approvazione del decreto che impone l'obbligo del Green pass per ristoranti al chiuso e per tutte le altre attività che erano state indicate nel decreto legge del mese di luglio, quali cinema e teatri, competizioni sportive, ai musei mostre fiere e convegni, centri termali e centri culturali, oltre che ricevimenti e feste private.

Sempre lo stesso testo inoltre sancisce la proroga dello stato di emergenza nazionale fino fino al 31 dicembre 2021.

In questo video di Adnkronos vediamo le prime reazioni rapide indiscrezioni su quello che sarà il futuro dei lavoratori italiani: Green Pass Italia, verso estensione obbligo.

 

Il Governo estende l’obbligo del Green pass per prevenire il conteggio

Nei mesi scorsi il Green pass obbligatorio per il personale scolastico, docenti e personale ATA, aveva mosso le critiche di numerosi politici e delle parti sociali interessate.

Ma il Governo non ha aspettato che le acque si calmassero e in concomitanza con la ripresa dopo la pausa estiva ha annunciato l’estensione a tutte le categorie di lavoratori.

In queste ore i Tecnici stanno lavorando alla bozza del nuovo decreto legge che senza dubbio non tarderà ad arrivare, dal momento che, come è stato preannunciato, la sua attuazione sarà rapida.

Prima un incontro della cabina di regia, per un confronto tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e i capidelegazione della maggioranza; poi il dialogo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che pare abbiano richiesto il passaggio da obbligo del Green pass a obbligo vaccinale, anche se pare che il Governo non voglia muoversi in questo senso. O almeno non in questo momento.

Ad oggi l’unica certezza è che i tempi sono molto stretti.

Nel caso ormai certo in cui l’obbligo del certificato verde venisse esteso a tutti i lavoratori, infatti, deve essere lasciato il tempo a tutti i settori di potersi organizzare, sia per eventuali somministrazioni di vaccino sia per strutturare al meglio i controlli che diventeranno obbligatori a livello aziendale.

Senza dubbio la scelta del Governo è stata dettata dalla volontà di tutelare quanto più possibile la salute del popolo italiano, dopo i primi due passaggi che hanno visto prima l’obbligo vaccinale per il personale sanitario e poi l’obbligo del Green pass per docenti e personale ATA.

Una decisione che intende incrementare il numero delle vaccinazioni prima dell’arrivi dell’inverno e del freddo, per raggiungere al massimo in un mese una percentuale così alta di vaccinati da mettere in sicurezza tutto il Paese.

Una «immunità sociale» che il commissario Figliuolo individua con la vaccinazione di 44 milioni di cittadini, rispetto ai 54 vaccinabili, mentre ad oggi gli italiani che hanno ricevuto la seconda dose sono 39 milioni che hanno già avuto la seconda dose.

Una scelta che tenta di allontanare una decisione ancora più drastica: l’obbligo vaccinale per tutti.

A caldeggiare la decisione del Presidente del Consiglio sono stati sopratutto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta.

In particolare quest’ultimo, già dal suo insediamento al Dicastero, ha sottolineato la volontà di evitare il ricorso allo smart working per riportare in presenza quanti più servizi al pubblico fosse possibile.

Green pass obbligatorio per dipendenti pubblici e privati

È quindi solo questione di ore: dalla metà di ottobre l’Italia diventerà il primo Paese europeo in cui il Green pass sarà obbligatorio per accedere al luogo di lavoro.

Un confronto serrato tra il Governo e i leader sindacali oltre che i leader dei principali partiti politici ma da cui il Presidente del Consiglio Mario Draghi è uscito vincitore.

Alla base della nuova norma sta il criterio dell’accesso ai luoghi di lavoro: chiunque abbia un lavoro, sarà chiamato ad avere il Certificato Verde Covid 19; viene da sé che rimangono esclusi solo disoccupati, pensionati e casalinghe.

Nell’incontro con i sindacati, il Premier ha motivato così la decisione presa:

«Dobbiamo tornare alla normalità, con la ripresa delle attività in presenza. Abbiamo deciso di estendere il green pass perché è uno strumento che funziona, accettato dalle persone e monitorato».

Nel caso di assenza del Green pass non vi sarà il licenziamento del lavoratore, ma si parla di sanzioni, anche severe, ancora da quantificare.

E la procedura per la verifica quotidiana della presenza della certificazione verde sarà la medesima che proprio in queste ore è stata avviata per il personale scolastico: entrando sul luogo di lavoro, che si tratto di un ufficio, di una fabbrica o di un’azienda, il lavoratore dovrà esibire ogni giorno il proprio Green pass ad un responsabile, che potrà essere individuato dai vertici aziendali tra le figure di capo ufficio o capo reparto.

Per evitare imbrogli e scambi di persona, inoltre, si dovrà sempre controllare che l’identità indicata sul Green pass corrisponda a quella del lavoratore che lo sta esibendo.

In caso di mancato Green pass si parla di sanzioni e non di licenziamento

Come detto, non è previsto il licenziamento nel caso in cui il lavoratore non dovesse avere il Certificato Verde Covid 19.

Ma le sanzioni sono comunque particolarmente salate.

Parificati al comparto scolastico, sia il settore pubblico che il settore privato, infatti, vedranno l’allontanamento del dipendente dal luogo di lavoro con la sospensione dello stipendio, perché l’assenza del Green pass viene considerata assenza ingiustificata. 

A partire dal quinto giorno di assenza ingiustificata infatti «il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuzione e altri compensi o emolumenti».

A questo di sommano anche multe che possono andare dai 400 ai 1.000 euro, ulteriormente incrementali in caso in caso di contraffazione del documento, per la quale tra le altre cose si può incorrere anche in una denuncia.

Solo nel caso in cui il lavoratore provveda a presentare una certificazione valida, questo potrà essere riammesso sul luogo di lavoro.

Per quanto riguarda i tamponi per coloro che non hanno ricevuto il vaccino, questi saranno gratuiti solo per le persone «fragili» mentrenegli altri casi si sta valutando la possibilità di inserire un prezzo più basso ma solo nel caso in cui si sia in attesa di ricevere la prima dose del vaccino.

I sindacati hanno fatto resistenza sull’estensione dell’obbligo

Subito dopo l’annuncio del Governo di voler ufficializzare l’estensione del Green pass ai lavoratori del settore pubblico e privata, si sono iniziate a susseguire le prime dichiarazioni dei segretari dei principali sindacati.

Quella che è stata intrapresa dal Governo è stata da tutti presentata come una decisione particolarmente importante, la cui necessità è stata riconosciuta da tutte le parti sociali.

Ma non tutti interpretano questa decisione allo stesso modo.

Dalla volontà di passare all’obbligo del Green pass all’obbligo vaccinale, alla necessità di rendere gratuiti i tamponi per tutti i lavoratori, sono ancora presenti alcuni nodi che il Presidente del Consiglio dovrà sciogliere proprio in queste ore.

Per quanto riguarda la gratuità dei tamponi molecolari o antigienici, in modo unanime tutti i leader dei sindacati, da Pierpaolo Bombardieri a Maurizio Landini hanno richiesto che questi siano fino al 31 dicembre, termine di uscita dallo stato di emergenza, a carico dello Stato.

Ma il Governo si oppone a questo scelta dato che in questo modo gli italiani non ancora vaccinati sarebbero incentivati a rimandare ulteriormente la ricezione della prima dose.

Come sottolinea Mario Draghi, infatti

«gli oneri dei tamponi saranno a carico di chi non vuole vaccinarsi, non certo della collettività».

È stato quindi proposto un piano B, transitorio: solo i dipendenti che per motivi di salute sono impossibilitati a vaccinarsi, infatti, potrebbero ricevere gratuitamente il tampone.

La rassicurazione del Governo è stata che le farmacie verranno incentivate e richiamate a riformulare i prezzi dei tamponi.

Un’altra possibile soluzione sarebbe inoltre l’utilizzo dello strumento degli enti bilaterali, ovvero instaurare collaborazioni tra datori e lavoratori.

Altro tema di scontro è il passaggio dall’obbligo del green pass all’obbligo vaccinale.

In particolare, Maurizio Landini, segretario della Cgil ha invocato l’obbligo vaccinale, ma anche in questo caso la risposta del Governo tarda ad arrivare.