Una decisione che era già stata preannunciata con l’arrivo del mese di settembre, nel momento in cui era entrato in vigore l’obbligo della certificazione verde per insegnanti e personale ATA.

Dalla metà di ottobre quindi è quasi certo che tutti i dipendenti per accedere al posto di lavoro saranno chiamati ad esibire il Green pass, pena l’allontanamento dal lavoro e la sospensione dello stipendio.

A partire dal 15 ottobre, data che sin da subito è stata indicata dalle fonti non ufficiali, infatti il certificato verde Covid 19 diventerà requisito indispensabile per poter accedere al luogo di lavoro.

Le richieste soprattutto da parte dei sindacati continuano ad essere incalzanti ma il Presidente del Consiglio Mario Draghi sembra non voler cambiare strada e intende tutelare la salute degli italiani in questo modo prima di passare al passo successivo, ovvero l’obbligo vaccinale per tutti.

Ecco in queto video de Il Sole 24 ORE le prime reazioni e la voce di Maurizio Landini: Green Pass, Maurizio Landini: "Governo prevede obbligo per tutti i lavoratori".

 

Pubblico e privato: il Green pass sarà obbligatorio per tutti

La decisione di estendere a tutti i settori lavorativi l’obbligo del Certificato verde covid 19 arriva nel momento in cui al Senato viene ufficialmente ratificata la validità del decreto legge che, emanato a luglio, ha prorogato lo stato di emergenza nazionale per la pandemia da Covid 19 fino al 31 dicembre 2021.

Sempre nello steso decreto era contenuta anche l’estensione, dal 1 di settembre, dell’obbligo del Green pass per il personale scolastico e per salire a bordo dei mezzi pubblici per i viaggi a lunga percorrenza; obblighi che si vanno a sommare a quelli che già da luglio erano stati ampliati per eventi a rischio di assembramento, come pranzi e cene nei ristoranti al chiuso, gli spettacoli presso teatri e cinema, la partecipazione a fiere e congressi, oltre che a feste private, ricevimenti e matrimoni.

Dal 15 ottobre quindi nessun lavoratore sarà esentato dall’obbligo del green pass: dagli uffici pubblici alla pubblica amministrazione, dagli operai in fabbrica agli impiegati negli uffici privati, tutti saranno chiamati ad esibire il proprio certificato per poter accedere al luogo di lavoro.

In queste ore è in lavorazione la bozza del decreto legge che passerà poi al vaglio del  Presidente del Consiglio Mario Draghi che dovrà cercare di mediare con le parti sociali, le cui richieste continuano ad essere incalzanti, come ad esempio la possibilità di tamponi gratuiti per tutti i lavoratori o il passaggio dall’obbligo del green pass all’obbligo vaccinale.

E, questione ancora irrisolta, bisognerà decidere se l’obbligo verrà esteso contemporaneamente a tappeto a tutti oppure se si procederà in modo graduale, presumibilmente prima con la Pubblica Amministrazione e poi con i lavoratori del settore privato.

Inoltre, per quanto ci è dato sapere ad oggi, rimangono questioni aperte per alcune categorie, come ad esempio gli studi professionali.

Ma senza dubbio l’emanazione del decreto porterà con sé anche la risoluzione di questi problemi.

Dal mese di ottobre in vigore i nuovi obblighi per tutte le categorie

Ancora non vi è certezza sulla data effettiva a partire dalla quale l’obbligo sarà esteso a tutte le categorie di lavoratori.

Bisogna aspettare l’emanazione del nuovo decreto in merito all’estensione del Green pass obbligatorio, ma è quasi certo che non si andrà oltre il 15 ottobre 2021.

Un altra data possibile è quella del 10 ottobre, giorno in cui entrerà in vigore l’obbligo vaccinale per coloro che lavorano all’interno delle RSA, come indicato nel decreto legge di luglio che è stato convertito in legge la scorsa settimana.

Ma è altrettanto possibile che si lasci tempo fino alla metà del mese per consentire, a chi ancora non lo avesse fatto, di ricevere la prima dose del vaccino e ricevere la certificazione verde Covid 19 trascorsi i 15 giorni dalla somministrazione.

Ma accelerare quanto più possibile sui tempi è obbligatorio: con la ripresa della scuola e l’utilizzo più intenso dei mezzi pubblici porterà con sé, molto probabilmente, un nuovo incremento dei contaggi, da evitare prima dell’arrivo dell’inverno e del freddo.

A spingere per l’estensione dell’obbligo del Green pass per i dipendenti della Pubblica Amministrazione è stato in particolare modo ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.

Sin da subito infatti uno dei punti chiave della sua attività di Ministro è stato il voler ridurre il ricorso  allo smart working al 15%, riportando in presenza quanti più possibili servizi al pubblico.

E nell’elenco dei dipendenti pubblici rientrano anche tutte quelle categorie che fino ad ora erano state escluse, provocando tra l’altro spesso il fastidio dei cittadini, quali ad esempio :

  • la presidenza del Consiglio e i vari Ministeri;
  • le Agenzie del Demanio;
  • l’agenzia delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli;
  • le Autorità indipendenti, come Anac, Agcom e il Garante per i dati personali.

Ma più in generale, tutti gli enti pubblici, i dipendenti di realtà culturali e delle Federazioni sportive: tutti i lavoratori del settore pubblico avranno l’obbligo del Green pass.

Sempre nell’ambito dei servizi statali rivolti al pubblico, è presumibile ipotizzare che saranno coinvolti da quest’obbligo anche gli addetti al settore della Giustizia, ovvero e studi magistrati, cancellieri e tutti gli altri impiegati all’interno uffici giudiziari

Proprio qui si apre però una questione che non è ancora stata chiarita dal Governo: come sarà applicata la norma all’interno degli studi professionali? E sopratutto: sarà valida per tutte le categorie dei professionisti?

Allo stesso modo, rimane da capire quali saranno le regole per poter accedere ad esempio all’interno dei Tribunali e nelle aule in cui si discutono i processi, sia per gli imputati che per i testimoni e l’eventuale pubblico.

Stesso trattamento anche per tutti i locali pubblici privati nei quali è previsto l’accesso di clienti, per i quali era già presente l’obbligo del green pass dal mese di luglio.

In particolare quindi saranno chiamati a possedere il green pass sia dipendenti che titolari di:

  • bar e ristoranti;
  • palestre e piscine;
  • cinema, teatri e musei;
  • sale giochi.

A questi si sommano chiaramente anche i lavoratori del settore del trasporto pubblico, sia a breve che a lunga percorrenza. Se infatti per gli utenti l’obbligo del green pass rimane solo per i viaggi a lunga percorrenza (su treni, aerei e navi), gli addetti al settore saranno chiamati a possedere la certificazione verde anche nel caso in cui lavorino a bordo di bus urbani, metropolitane e taxi.

Se non si ha il Green pass, si rischia la sospensione dal lavoro

Un punto in cui Governo e sindacati si sono trovati immediatamente d’accordo è stato quello delle sanzioni previste in caso di assenza del Certificato Verde Covid 19.

Se infatti le sanzioni economiche risultano essere particolarmente care, è stato categoricamente esclusa la possibilità di licenziamento.

In realtà, avverrà quanto è già stato messo in pratica per gli addetti al settore sanitario e a quello della scuola: in caso di assenza del Green pass, il dipendente verrà allontanato dal luogo di lavoro e la sua assenza sarà considerata ingiustificata.

Dopo cinque giorni,

«il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuzione e altri compensi o emolumenti».

Quindi: allontanamento dal luogo di lavoro e sospensione dello stipendio fino a che il lavoratore non presenterà un Green pass.

Sono previste inoltre sanzioni economiche nel caso in cui, al momento del controllo quotidiano del Green pass, questo dovesse essere assente o non risultare valido, con multe tra i 400 e i 1.000 euro.

Una decisione presa per il bene della comunità

La scelta che è stata presa dal Governo fonda le sue radici senza dubbio nel desiderio di tutelare quanto più possibile la salute dei cittadini italiani prima di una possibile nuova ondata, già paventata dagli scienziati con la ripresa della suola e l’arrivo del freddo.

Per raggiungere l’ «immunità sociale» si è scelta quindi la strada di estendere quanto più possibile l’obbligo della certificazione verde covi 19 prima di passare ad una decisione più drastica, quale l’obbligo vaccinale per tutti.

Stando ai dati forniti dal commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, il generale Figliuolo, per raggiungere tale immunità è necessario che siano vaccinati  44 milioni di cittadini, ovvero il 90% della popolazione vaccinabile, mentre ad oggi sono 39 milioni i cittadini che hanno ricevuto la seconda dose.

In realtà bisogna considerare che fino alla fine dello stato di emergenza, il 31 dicembre 2021, il ricorso al lavoro in smart working rimane raccomandato.

Ad oggi, i dipendenti che lavorano in presenza negli uffici sono in una percentuale tra il 30 e il 40%. L’obbligo del green pass consentirebbe senza dubbio di alzare questa percentuale, ma si rimane ad oggi nel campo delle ipotesi e non resta che vedere quali saranno le primissime conseguenze all’emanazione del nuovo decreto.

Non rimane quindi che attendere la bozza del nuovo decreto legge che verrà proposta dai Tecnici proporranno al. Presidente del consiglio e a tutta la cabina di regia.

Dopo un rapido confronto tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e i rappresentati dei partiti politici e i segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, è facile immaginare che si passerà immediatamente alla fase operativa.

Il tempo stringe e il Governo deve lasciare il tempo a tutti di potersi adeguare alle nuove norme, sia per i dipendenti che per le aziende.