Ne stanno parlando tutti: l'obbligo vaccinale per i lavoratori e per tutti coloro che vogliano muoversi attraverso i mezzi pubblici è oramai realtà!

Senza il Green Pass sarà il via ai licenziamenti per moltissime categorie lavorative.

Come abbiamo letto su altalex.com, lavoroediritti.com e la stampa.it, la possibilità di sospendere il lavoratore che rifiuti il vaccino Covid senza retribuzione è effettivamente possibile.

Vediamo dunque cosa succederà ora!

Obbligo vaccinale e Green Pass: che cos'è la carta verde e perché dovrei averla?

L'obbligo vaccinale per alcune categorie lavorative e il Green Pass sono due realtà che vanno di pari passo, difatti la prima prevede l'utilizzo dell'altra. Ma che cos'è la carta verde meglio conosciuta come Green Pass?

Si chiama Certificazione verde Covid-19 EU digital Covid certificate, ed è una certificazione valida a livello europeo - proposta al tempo proprio dalla Commissione europea - che permette la circolazione libera nel territorio europeo durante il periodo pandemico, ma non solo.

Permette di ottenere delle "agevolazioni" anche nella vita quotidiana: difatti, attestando che la persona che lo possiede - sia nella sua forma cartacea che in quella digitale con il tanto chiacchierato Qr Code - ha effettivamente terminato il ciclo vaccinale contro il Covid-19, la persona può usufruire dell'utilizzo di mezzi pubblici, può consumare al tavolo sia al bar che nei ristoranti al chiuso e può accedere a cinema, mostre, musei, teatri e discoteche.

Da ultimi decreti la certificazione verde conosciuta come Green Pass può essere richiesta anche da chi ha effettuato anche solo la prima dose del vaccino anti Covid-19 - purché siano passati almeno quindici giorni dalla somministrazione - a differenza di ciò che era valido fino a metà luglio 2021, ove per poter ottenere il Green Pass bisognava dover aver concluso con successo il ciclo vaccinale anti Covid-19 formato da prima e seconda dose.

Per tutti coloro che volessero usufruire di queste "agevolazioni" senza vaccinarsi vi è la possibilità di effettuare dei tamponi rapidi o dei tamponi molecolari che per 48 ore daranno accesso alle stesse possibilità di chi è vaccinato.

Ovviamente, ciò significa che ogni volta che si vorrà prenotare al ristorante o si vorrà andare al cinema o si vorrà prendere un pullman o un treno o un aereo bisognerà prenotare un tampone - quelli che si comprano al supermercato non rilasciano attestati di validità e non sono idonei - e spendere dei soldi - a meno che non si decida di affacciarsi agli stand gratuiti sparsi in tutta Italia.

Il Green Pass però non è essenziale solo per questi privilegi, ci sono casi in cui è diventato obbligatorio - e con lui quindi, anche il vaccino contro il Covid-19 - per poter lavorare.

Obbligo vaccinale e Green Pass per i lavoratori: categorie a rischio

Come abbiamo visto l'obbligo vaccinale per i lavoratori è già una realtà.

Partendo dal personale sanitario - il primo ad aver ricevuto l'obbligo vaccinale per il vaccino anti Covid-19 grazie al Decreto Legge del 1° aprile 2021 numero 2021 - che però non è stato l'unico.

Attualmente vi sono altre categorie soggette a obbligo vaccinale e alla presentazione del Green Pass.

Quali sono?

Si tratta di tutti coloro che lavorano in ambito sociosanitario e in ambito scolastico.

Difatti, a partire dal 9 settembre 2021 il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto Legge che estendeva l'obbligo vaccinale precedentemente attuato solo per il personale ospedaliero anche per chi lavora in ambito scolastico o in quello socio sanitario o socio assistenziale.

Ma non è tutto! Tutti coloro che volessero entrare all'interno di strutture scolastiche - sia universitarie che della prima infanzia, quanto i corsi serali, come leggiamo su ilgiorno.it - e in strutture residenziali, sanitarie, socio sanitarie, assistenziali o socio assistenziali dovranno poter mostrare il Green Pass per accedere.

L'obbligo vaccinale - in caso delle università - è stato esteso agli alunni stessi. I quali per poter frequentare e quindi laurearsi dovranno aver obbligatoriamente effettuato il vaccino contro il Covid-19.

Dal 10 ottobre 2021, quindi, salvo chi ha effettivamente diritto ad un esenzione - la quale, come spiegheremo in seguito in questo articolo, viene confermata solo dal medico curante - tutti coloro che lavorano nelle scuole e nelle RSA - come detto da dimensioneinfermiere.it - dovranno essere obbligatoriamente vaccinati contro il Covid-19 e a monitorare che ciò sia rispettato, saranno direttamente i responsabili delle strutture e i direttori delle scuole.

Obbligo vaccinale e licenziamenti: cosa succede a chi si rifiuta?

L’obbligo vaccinale con conseguente pena di licenziamento è valido per tutte quelle categorie ove il vaccino sia diventato obbligatorio per legge, come ad esempio le categorie precedentemente citate e che sono soggette al Decreto Legge.

Per tutte le altre categorie, invece, vi è un grosso punto di domanda.

Difatti, parrebbe che in alcune situazioni in cui nessuna legge imponeva l’obbligo vaccinale alcuni titolari abbiano impugnato altri articoli vigenti per poter licenziare coloro che rifiutassero il vaccino.

Ad esempio, vi è un’ordinanza da parte del Tribunale di Modena, l’ordinanza numero 2467 datata 23 luglio 2021 per un caso accaduto a dicembre 2020, ove è stato affermato come legittimo il provvedimento di sospensione dal lavoro – senza retribuzione alcuna – scelto da un datore di lavoro i cui dipendenti del settore RSA rifiutavano di vaccinarsi per il Covid-19.

Il tribunale di Modena aveva accordato l’uso dell’articolo 2087 del Codice Civile che – per l’appunto – pone l’obbligo al datore di lavoro di dover adottare nel suo esercizio tutte le misure che servano per poter tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

Quindi, se avesse permesso a due lavoratori di non vaccinarsi avrebbe messo a rischio tutti gli altri lavoratori, proprio per questo motivo è stato accordato il licenziamento.

Questo è stato possibile, però, in quanto si è anche fatto fede sull’articolo 279 del Testo Unico che obbliga alla vaccinazione i lavoratori esposti a possibile agenti biologici, come per l’appunto nel settore dell’assistenza sanitaria.

Ciò ha permesso – anche in assenza di un Decreto Legge che facesse attuare l’obbligo vaccinale – di poter sospendere dal lavoro i due lavoratori senza retribuzione.

Per tutte le categorie non ancora legate all’obbligo vaccinale, si ricorda che prima del licenziamento – dopo il rifiuto di vaccinazione contro il Covid-19 – l’azienda dovrà dimostrare che non vi siano altre mansioni – anche inferiori – in cui il dipendente possa essere spostato.

Ricordiamo, in ogni caso, che se esiste una giusta causa per cui non si può effettuare il vaccino anti Covid-19, sarà il medico stesso a rilasciare un certificato di esenzione.

E per tutti coloro che si appellavano all’articolo 32 della Costituzione italiana, vi è una brutta notizia: la Corte Costituzionale ha infatti stabilito che l’imposizione dell’obbligo vaccinale non è per forza incompatibile con l’articolo 32 della Costituzione, a patto che:

  • il trattamento serva per migliorare lo stato di salute di chi riceve il vaccino oltre che a preservare la salute della comunità
  • se si prevede che il trattamento non inciderà negativamente sulla salute di chi riceverà il vaccino tranne che per conseguenze ed effetti collaterali temporanei e di entità scarsa
  • se sia prevista un’indennità equa in caso vi siano ulteriori danni di salute per chi riceve il trattamento e ne viene danneggiato

Dunque, in ogni caso, l’obbligo vaccinale per i lavoratori del settore sanitario permane senza possibilità di appello e ad ottobre a loro si aggiungeranno i lavoratori delle RSA e delle strutture scolastiche.

E per chi dovesse rifiutarsi vi è la possibilità concreta di incorrere in una sospensione del lavoro senza corrispondere alcuna cifra per il periodo di sospensione – che potrebbe protrarsi fino alla fine della pandemia – o addirittura nel licenziamento per giusta causa, come leggiamo anche su orizzontescuola.it

Draghi e l’obbligo vaccinale: green pass per tutti da metà ottobre

Come sappiamo si parla di obbligo vaccinale e di green pass da metà ottobre 2021 per le categorie delle RSA e delle scuole ma pare che gli ultimi rumors in merito vedano un'estensione dell’obbligo vaccinale non solo per il settore pubblico ma anche per quello privato.

Difatti, con il ritorno alle scuole e al lavoro, si teme una ricaduta – come successo anche nello scorso autunno 2020 – ed un ritorno ai troppo conosciuti lockdown invernali, impraticabili per una nazione che sta cercando di rialzarsi con tutte le sue forze.

Si sta studiando infatti, insieme ad imprese e sindacati, come poter estendere l’obbligo vaccinale anche nei settori privati, o almeno in quelli ove già per i clienti sia obbligatorio mostrare il Green Pass, quindi per bar, ristoranti, per il settore trasporti, cinema, musei, teatri, come leggiamo su avvenire.it.

Come si può vedere in questo video di Varese News che vi alleghiamo qui sotto, il Premier Draghi si è pronunciato positivamente sia per l’obbligo vaccinale a tappeto che per l’avvento di una terza dose di vaccino anti Covid-19.

Ma torniamo alla domanda che molti si stanno ponendo, in una situazione di obbligatorietà vaccinale, chi può essere esentato?

Obbligo vaccinale e green pass: chi ne è esente?

 Oramai è indubbio, il Governo Draghi sta lottando per poter arrivare ad attuare l’obbligo vaccinale a tappeto e poter superare così entro metà ottobre 2021 l’80% di vaccinati in Italia.

Ma in questa percentuale vi è qualcuno che può effettivamente non dover sottostare all’obbligo vaccinale, ovvero le categorie esentate.

Fra queste vi sono i minorenni con età inferiore ai dodici anni – sebbene Draghi si sia detto entusiasta del fatto che i giovani fra i 16 e i 19 anni si siano affacciati alla campagna vaccinale con slancio – e i soggetti a rischio per motivi di salute.

Questi ultimi dovranno essere esentati da un certificato medico rilasciato dal loro medico curante.

Altri che sono esenti dall’obbligo vaccinale sono coloro che abbiano ricevuto il vaccino ReiThera con la sperimentazione Covitar.

E infine, coloro che abbiano già effettuato il vaccino – con certificato allegato – presso la Repubblica di San Marino.

Per concludere, pare che per i lavoratori che non vogliano vaccinarsi non sia un buon periodo.

Ci auguriamo che questo obbligo vaccinale possa portare ad un epilogo della pandemia, rapido e indolore.