Serve un po' di riposo, specie in momenti come questi. Non vedo perché chi ha lavorato tanto nella sua vita non debba avere la garanzia di pace e sicurezza, soprattutto economica. Infatti, tra le tante pensioni e bonus, come i Bonus Draghi, c'è anche l'Opzione donna.

L'Opzione donna viene incontro a questa esigenza, per le signore che vogliono avere l'anticipo della pensione al di fuori del canone ordinario, cioè quello previsto da Quota 100, l'attuale formula pensionistica, anche se (forse) prossima alla pensione anch'essa.

Però, come dico sempre, bisogna essere cauti, e attenti. Evitiamo i facili entusiasmi, e guardiamo insieme tutto quello che c'è da sapere su Opzione donna. Perché potrebbe anche non essere conveniente alla fine, viste anche le date previste per la sua scadenza.

Cosa prevede Opzione Donna per il 2021?

Come detto poc'anzi, l'Opzione Donna garantisce alle signore diversi aspetti, essendo impegnato per garantire maggiore disponibilità a chi si trova in difficoltà, oltre che supportare la fase finale del periodo lavorativo di ogni cittadino che si rispetti.

Infatti l'accesso alla pensione, con Opzione Donna, arriva in anticipo, ma solo se rientrano nei requisiti previsti dall'art. 16 del Decreto Legge 4/2019:

  • la signora deve aver maturato almeno 35 anni di contributi;
  • la signora deve aver raggiunto almeno il cinquantottesimo anno d'età se lavoratrice dipendente;
  • la signora deve aver raggiunto almeno il cinquantanovesimo anno d'età se lavoratrice autonoma.

Altrimenti, qualora non avessero maturato gli anni contributivi, posso richiedere l'assegno della pensione sociale, oppure valutare ulteriori supporti come la Pensione di Cittadinanza.

Comunque, grazie a Opzione Donna, la pensione potrà essere raggiunta al di fuori dell'attuale riforma pensionistica di Quota 100, la quale si teme potrebbe venire sospesa in favore di una nuova riforma. Un po' il destino stesso del Reddito di Cittadinanza, per certi versi. 

Se siete interessate, passiamo al come richiedere Opzione Donna.

Opzione donna: ecco come richiederlo

Essendo uno strumento pensionistico, cioè previdenziale, la competenza per Opzione Donna è dell'INPS, un po' come nel caso dell'Assegno Unico per i figli. Basta fare richiesta telematica sul sito governativo.

Ma attenzione! Da ormai qualche anno l'accesso telematico per qualsiasi strumento amministrativo (anche per l'accesso ai concorsi pubblici!) prevede sempre l'utilizzo di supporti per l'identità digitale, quali:

A meno che non si è già registrati sul sito dell'INPS, in quel caso ricordatevi del PIN (non scrivetelo su un foglietto, mi raccomando). In alternativa, qualora non si riesca nemmeno a contattare il Contact Center dell'INPS, si può fare richiesta tramite gli uffici del CAF o dei patronati locali.

O in alternativa, si può valutare di qualcosa simile, come Ape Sociale.

Qual è la differenza tra Opzione donna o Ape sociale?

Oltre a Opzione Donna, tra i bonus pensionistici abbiano un'altra possibilità: Ape Sociale, cioè l'Anticipo PEnsionistico. Non è Opzione Donna, attenti, l'Ape Sociale funziona come misura di anticipo pensionistico solo per lavoratori (uomini o donne, nessuna distinzione di genere o sesso), ma con due requisiti:

  • i lavoratori o lavoratrici devono aver già compiuto 63 anni di età;
  • i lavoratori o lavoratrici devono aver raggiunto 30 anni di contributi versati;
  • i lavoratori o lavoratrici devono aver raggiunto i 36 anni di contributi versati se per lavori gravosi.

Attenzione! Per lavoro gravoso non intendo quello usurante. Sembrano simili, e forse lo sono, ma sono stabiliti secondo due norme legislative diverse: il primo dal Decreto Sostegni, il secondo da una legge del 2011, la n.67. Volete degli esempi di lavoro gravoso, per meglio intendersi? Va bene: se sei un operatore edile, un addetto alla conceria delle pelli, alla pulizia, alla gru; se sei un'infermiera, un'insegnante d'asilo, un operatrice ecologica e altro, hai fatto un lavoro gravoso. E uno usurante? Stessa fatica dei precedenti, ma con la condizione, come segnalata da PMI.it, di essere

svolte solitamente in condizioni difficili come, per esempio in galleria, cave o spazi ristretti.

Praticamente il lavoro di un laureando, o di un redattore. Ma a parte gli scherzi, cosa conviene in questo caso?

E' meglio l'Ape sociale od Opzione Donna?

Va detto però, per quanto riguarda l'Ape Sociale rispetto a Opzione Donna, si tratta per lo più di un"indennità a carico dello Stato erogata dall'INPS", come dice il sito governativo, che è valida "entro dei limiti di spesa". Quindi se ci sono i soldi, bene, sennò non tutti i richiedenti potranno godere. Inoltre, a differenza della pensione classica, non è reversibile, quindi muore col richiedente.

E va detto che l'Ape Sociale ha il vantaggio di attivarsi in caso di licenziamento anticipato rispetto alla data di ritiro. Certo, ma a patto che:

  • il licenziamento sia stato fatto tramite un provvedimento collettivo o individuale
  • il licenziamento siano delle dimissioni per giusta causa
  • il licenziamento sia prodotto dalla scadenza di un contratto a tempo determinato

E possono beneficiare se non hanno l'accesso ad altri sussidi per la disoccupazione da almeno tre mesi.

Inoltre, l'Ape Sociale garantisce il richiedente se da sei mesi si trova ad assistere un convivente (coniuge, parente di primo grado) in stato di disabilità grave. Ho messo nelle possibilità "parente di primo grado", perché nel caso di uno di "secondo grado", è accessibile l'Ape Sociale solo se non ci sono altri parenti prossimi per la sua assistenza. Ma sempre con richiesta minima di 30 anni di contributi pagati. Per saperne di più, vi consiglio di guardare questo video, a cura di Mondo Pensioni.

Quindi tutte le alternative portano a Roma, cioè a scegliere: Opzione Donna o altro!

Ma allora conviene Opzione Donna o no?

Bella domanda. Conviene far richiesta dell'Opzione Donna per il 2021? La risposta è semplice: 

Direi di sì, e a livello di carte ci siamo per dire sì. Ma dovete sapete che l'accesso all'Opzione Donna presenta dei limiti, precisamente delle "finestre mobili", che scattano al raggiungimento dei requisiti sopra menzionati fino al decorrere della pensione posta da Opzione Donna. E sono:

  • un anno e mezzo per le lavoratrici autonome (ricordatevi, devono aver compiuto 58 anni);
  • un anno per le lavoratrici dipendenti (ricordatevi, devono aver compiuto 59 anni).

Quindi già bisogna considerare questo punto. Inoltre l'Opzione Donna è rivolta a chi detiene una pensione di tipo contributiva, cioè soggetta al calcolo contributivo. Comporta pertanto alla riduzione dell'assegno. Infatti, come si può leggere sul sito governativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l'Opzione Donna è disponibile:

a condizione di optare per la liquidazione del trattamento pensionistico con le regole del sistema contributivo previste dal Decreto Legislativo 30 aprile 1997, n. 180

Quindi bisogna fare anche una scelta in questo caso, se attendere e avere la pensione come prevista canonicamente, o fare richiesta e rischiare comunque questa liquidazione.

Inoltre la procedura richiedere che si rientri in alcuni requisiti ulteriori. Altrimenti si finisce tra chi non ne ha diritto.

Ma all'Opzione donna chi (non) ne ha diritto?

Come in tutti i sussidi, che chi ha diritto, e chi no. Nel caso di Opzione Donna, la normativa prevede la maturazione dei requisiti entro il 31 dicembre 2020. O, col rinnovo previsto per il 2022, entro il 31 dicembre 2021.

Quindi se non s'è maturato entro quella data, non si ha diritto a Opzione Donna. Però queste scadenze non valgono per il comparto dell'AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) e per coloro che lavorano nel settore dell'Istruzione. Per loro, la scadenza per l'acquisizione dei requisiti di Opzione Donna è prevista per il 28 febbraio 2022.

Anche se va detto, nella Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178) si segnala il fatto che attualmente non verranno applicati gli incrementi della speranza di vita, gli stessi che si presume invece vengano adottati nell'Assegno della Pensione Sociale, secondo l'art. 12 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78.

Però bisogna guardare anche alla possibile riforma pensionistica, quella accennata precedentemente.

Oltre a Opzione Donna, che pensione avremo? Ci sono delle novità nelle riforme?

Ci sono delle novità a livello di riforma della pensione, e anche Opzione Donna ne è coinvolta direttamente. Stando alle ultime notizie, si presume con la potenziale nuova riforma pensionistica l'introduzione di nuove forme di flessibilità per il ritiro, oltre che l'annunciata proproga per Opzione Donna.

A sua volta, come accennato da Alda Moleti, ci sarebbe una proposta, concordata da diversi organi sindacali come la CGIL, in merito all'introduzione in questo caso di una Quota, la Quota Mamma. Proposta che già ha avuto il placet del Ministro per il Sud e la coesione territoriale nel governo Draghi, Mara Carfagna.

Di cosa si tratta? In pratica non è il classico bonus, come quelli dell'Assegno Unico e del Bonus Bebè. Sei una lavoratrice? Sei madre di tot figli? Questa Quota ti permette di andare in pensione un anno prima di quanto stabilito canonicamente, e avrai in aggiunta l'assenza di decurtazioni a seconda della quantità di figli a tuo carico.

Ma oltre a Quota Mamma si sente parlare anche di un supporto per i giovani di oggi, che potrebbero, in un futuro non troppo lontano, incorrere nel rischio, nemmeno così irreale, di non raggiungere la quota della pensione minima. Perché non hanno versato i contributi necessari per l'accesso, data la disposizione contributiva prevista per le pensioni. 

E questo non è un problema così marginale. Ma in fondo il vero problema della pensione è di arrivarci all'età della pensione! Anche perché forse Quota 100 non la rinnovano, per via degli alti costi registrati nel 2019: quasi 3,5 miliardi di euro!

La soluzione? Ve la spiega Alda Moleti nel suo articolo. Diciamo che una parola in fondo vi colpirà molto. Fornero.