Opzione Donna è stato rinnovata anche per il 2022!

Ma bisogna stare attenti ai nuovi requisiti, visto che il Governo Draghi s'è imposto per tutte le opzioni pensionistiche.

L'abbiamo visto con Quota 100, scomparsa il 31 dicembre 2021 perché economicamente ingestibile. Lo stesso destino poteva abbattersi su questa Opzione.

E invece non è andata così, come Mondo Pensioni può confermarti in questo video di approfondiemnto Youtube.

In compenso bisognerà però adeguarsi alle nuove disposizioni governative, in particolare per gli anni di contributi da versare all'INPS.

Questa è infatti la nota dolente per tutte le pensioni italiane. Ma lo vediamo subito con i primi approfondimenti.

Opzione Donna 2022: ecco come funziona

Questa uscita anticipata è nata ai sensi dell'art. 16 del Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni in Legge 28 marzo 2019, n. 26, proposto allora per incentivare il ricambio generazionale all'interno dei vari settori lavorativi (pubblici o privati che fossero), in particolare per le lavoratrici.

Quelle che, storicamente, hanno avuto il meglio da questo paese, sia a livello di stipendi sia a livello di ammortizzatori sociali. Non a caso, durante la pandemia da Covid del 2020, sono state quelle a venire più largamente licenziate, secondo quanto riportato da Wired.

Questa opzione si presenta come una possibilità di accesso alle pensioni anticipate, anche se con qualche anno in meno di contributi da aver versato.

Dato che, ufficialmente, la pensione anticipata è prevista solo se s'è versato almeno 42 anni e 9 mesi di contributi INPS, senza alcuna distinzione d'età oltre i 19 anni (prima dei 19 servono almeno 9 mesi di contributi versati).

Data infatti la minor richiesta di anni contributivi, negli ultimi mesi era stata messa in dubbio una sua proroga, anche perché la stessa OCSE non ne voleva sapere di un'Opzione Donna per il 2022.

Opzione Donna prorogata fino al 2022: ecco perché!

L'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nel suo ultimo report sulla spesa pubblica riferita alle pensioni e al welfare in generale ha segnalato l'Italia in merito alla sua abnorme spesa, pari al 16% del PIL nazionale annuo, contro una media europea attorno al 12%. 

In poche parole, assieme alla Grecia, l'Italia è quella più spendacciona. Non a caso aveva richiesto che venissero fatte delle correzioni in merito alle uscite pensionistiche, oltre al fatto di tenere l'uscita standard per la vecchiaia all'interno della media europea.

Il problema è che questo ha significato, dal 1 gennaio 2022, nella conclusione di Quota 100, oggi non più disponibile se non per chi era riuscito a maturare i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2021.

E anche nel fatto che, al suo posto, è stata confermata:

  • per il 2022 Quota 102, con un'uscita pensionistica a 64 anni d'età;
  • per il 2023 Quota 104, con un'uscita pensionistica a 66 anni d'età.

Anche Opzione Donna doveva finire, visto che come età pensionistica, per gli standard europei, era troppo generosa.

Infatti c'era stato fino a dicembre un dibattito parlamentare sul fatto di cancellarla, aumentarne la quota anagrafica o lasciarla così.

Paradossalmente, fino a poco tempo fa era assicurata la sua cancellazione, poi a sua volta erano sicuri per l'aumento dell'età anagrafica di almeno un anno per ogni opzione. E invece è accaduto che l'Opzione, almeno per quest'anno, è rimasta uguale.

Opzione Donna: ci sarà la proroga per il 2023?

Quanto disposto per quest'anno rimane per quest'anno, visto che Opzione Donna ha avuto la conferma tramite la Manovra di Bilancio 2022. E che, per venire riconfermata, servirà quella del 2023.

Anche perché nel mentre dovrà essere riconfermata Quota 104, in arrivo per il 2023, e di per sé è abbastanza controversa come uscita pensionistica, dato che pretende due anni in più di uscita con una distanza dalla quota precedente di un solo anno.

Teoricamente o compi due anni nello stesso anno, o rimani fuori. E se rimani fuori, temo che dal 2024 l'unica soluzione rimasta per andare in pensione sarà con la Legge Fornero, che attualmente prevede:

  • venti anni di contributi INPS versati,
  • l'età anagrafica di 67 anni.

Il problema è che dal 2024 la Fornero prevedrà un nuovo ricalcolo dell'aspettativa di vita, come disposto da tempo. L'ultimo, in data dicembre 2021, non ha comportato nulla, per via dell'abbassamento a causa della pandemia da Covid.

Ma in caso di aumento, si potrebbe rischiare di andare in pensione a ben 70 anni, se non 71 anni. Cioè con la quota anagrafica prevista per chi non ha maturato venti anni di contributi INPS.

Già ha fatto scandalo la notizia che tutti coloro che iniziano da quest'anno a raccogliere contributi rischiano di andare in pensione a 71 anni. Per non parlare dell'affermazione di qualche tempo fa dell'ex presidente dell'INPS, Tito Boeri, che immagina l'intera classe 1980 andare in pensione a 75 anni!

Davanti a questa prospettiva, è meglio, se è possibile, provvedere a uscire quanto prima.

Opzione Donna 2022: uscita per chi ha 58 anni! E' vero?

La possibilità di andare prima in pensione con Opzione Donna è stato riconfermato anche per il 2022, e fortunatamente alle solite condizioni dell'anno scorso.

Quindi, sì, potrai andare in pensione a 58 anni, dato che, per ottenere il beneficio di questa opzione pensionistica devi:

  • avere almeno 35 anni di contributi INPS maturati;
  • avere almeno 58 anni d'età come lavoratrice dipendente (pubblico o privato che sia);
  • avere almeno 59 anni d'età come lavoratrice autonoma.

Se non ci fosse stato il dibattito parlamentare, Opzione Donna avrebbe avuto invece come età anagrafica, rispettivamente, 59 anni per le dipendenti e 60 anni per le autonome.

Purtroppo, per non toccare troppo la quota contributiva, puntano ad aumentare quella anagrafica, probabilmente perché per il settore del lavoro è più difficile raccogliere contributi che invecchiare.

Questa condizione, sia anagrafica sia contributiva, dovrà essere garantita entro e non oltre il 31 dicembre 2021, altrimenti dovranno attendere il 2023 per poter reclamare l'Opzione Donna. 

Funziona così: tu puoi beneficiare dell'uscita pensionistica anche l'anno dopo in caso di mancata proroga, ma solo se sei riuscito, nell'anno precedente, a maturare i requisiti.

Opzione Donna 2022: ecco come funziona per il Comparto Scuola

Una nota particolare bisogna farla in merito al Comparo Scuola, cioè a tutte le lavoratrici presso gli istituti scolastici e quelli di Alta Formazione Artistica e Musicale.

Nel loro caso potranno conseguire al trattamento pensionistica a decorrere dal 1° settembre 2022 e dal 1° novembre 2022.

Non cambia nulla in fatto di quota anagrafica e contributiva, semmai bisogna stare attenti alle date di decorrenza, perché, nel caso in cui sei iscritta all'assicurazione generale obbligatoria, o ad altre forme sostitutive, la decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 1° febbraio 2022.

Inoltre, per la decorrenza in generale, è previsto il diritto entro:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, se a carico di lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, se a carico di gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Tanto a prescindere il calcolo finale è quasi sempre lo stesso.

Opzione Donna 2022: ecco come si calcola!

Il calcolo dell'importo pensionistico a seguito dell'uscita tramite Opzione Donna è presto fatto.

Anche se tu rientri perfettamente sia nella decorrenza dei requisiti in maturazione, sia nell'età, sia nella quota contributiva, secondo quanto previsto dalla legge non potrai beneficiare a prescindere dell'importo totale della tua pensione.

Se vai in pensione prima sfruttando Opzione potresti perdere fra il 25 e il 20% dell'assegno pensionistico che maturerebbe se andasse in pensione con la Fornero.

In pratica, se hai diritto a 1.500 euro di pensione in caso di Fornero, con Opzione Donna arriveresti a 1.250-1300 euro di pensione.

Pur garantendo praticamente ben 15 anni di contributi in più rispetto alla Fornero.

Il calcolo purtroppo è disposto così come forma di disincentivo generale ad uscire prima dal lavoro. Con questo stratagemma, solo 21.000 donne sono uscite con Opzione Donna nel 2019, e 13.000 nel 2020.

Anche se c'è una possibilità in più, al di fuori di questa Opzione. E si chiama Ape Sociale!

Opzione Donna o Ape Sociale: ecco cosa conviene nel 2022!

Come ulteriore possibilità di avere un calcolo migliore, al posto di Opzione Donna, abbiamo l'Ape Sociale, come sempre, visto che, puoi comunque beneficiare di una rata pari a 1.500 euro se hai un importo con la Fornero pari o superiore a 1.500 euro.

Il motivo di questa "generosità" è dettato da un'uscita pensionistica più alta, di ben 63 anni, anche se a fronte di una quota di contributi più contenuta, solo 30 anni per chi ha lavori standard, sennò 36 anni se di tipo usurante.

Puoi richiedere questa uscita in alternativa all'Opzione, specie se sei un lavoratore disoccupato o con soggetti e familiari a carico sofferenti di patologie disabilitanti.

O se fai uno dei tanti lavori usuranti per cui il Governo Draghi ha chiesto l'inserimento nella rosa dei richiedenti all'Ape Sociale.

In particolare i caregiver sono quelli che potrebbero più di tutti beneficiare di questa uscita, oltre ad altri supporti e agevolazioni sul lavoro (anche part-time) in quanto assistenti per persone con disabilità. Se vuoi saperne di più ti suggerisco questo approfondimento.

Altrimenti c'è la Fornero, anche se non può far altro che peggiorare questa proposta standard, visto che è ancorata all'aspettativa di vita.