Opzione Donna è una misura pensionistica che fa riferimento alla componente femminile del paese. Con questa misura le lavoratrici italiane, sia che si tratti di dipendenti subordinate, sia che si tratti di autonome, possono andare in pensione in modo anticipato rispettivamente a 58 per le prime e 59 anni per le seconde. 

Con le ultime dichiarazioni OCSE, è uragano per il tema pensioni: presto Opzione Donna potrà scomparire, lasciando lo spazio aperto ad alternative. Ma non è l'unica pensione a cui presto gli italiani dovranno dire addio, perché anche un altro tipo di misura al momento è sotto i riflettori: la pensione di reversibilità. 

Quello che è certo tuttavia fino a questo momento è che il sistema di prepensionamento Quota 100 scomparirà presto, anzi prestissimo, tra qualche mese, come indicato da un articolo recente di Investireoggi.it:

"Tra le quote che spariranno, per le pensioni per il 2022, la prima candidata in assoluto è la quota 100. Addio probabile quindi, dal prossimo anno, al pensionamento anticipato con il requisito anagrafico dei 62 anni di età. Con 38 anni di contributi previdenziali versati."

Quota 100 è il sistema di prepensionamento che ha ricevuto più critiche, per diversi motivi di applicabilità e risultati conseguiti, dato che si tratta di una misura sperimentale. Tuttavia anche Opzione Donna ha ricevuto, soprattutto da molte lavoratrici italiane, numerose critiche, prima di tutto per l'erogazione mensile, che non sarebbe sufficiente alle lavoratrici per poter andare effettivamente in pensione. 

Sotto la lente di ingrandimento quindi troviamo Quota 100, Opzione Donna e le pensioni di reversibilità, che secondo le dichiarazioni OCSE sarebbero troppo dispendiose a livello di spesa, soprattutto in alcuni casi. Vediamo in questo articolo quali sono le ipotesi attuali sulla fine di Opzione Donna, e cosa comporterebbe questo per le lavoratrici dipendenti e autonome italiane.

Opzione Donna: una misura contrastante

Il sistema pensionistico italiano risulta essere molto vario: esistono diversi tipi di pensione, sistemi specifici di sostegno previdenziale e sistemi di prepensionamento. Un esempio è Quota 100, un sistema di prepensionamento che è stato introdotto a livello sperimentale, ma che sarà presto eliminato. 

Opzione Donna è un sistema che permette alle lavoratrici del paese di andare in pensione dopo aver accumulato almeno 35 anni di contributi versati, ad un'età anticipata che varia da 58 anni per chi lavora come dipendente presso un'azienda o impresa, e a 59 anni per chi invece pratica un lavoro di tipo autonomo.

Da molti Opzione Donna è stata definita una misura contrastante, e non sono mancate le critiche anche pesanti su una misura che secondo molte non aiuterebbe realmente le lavoratrici. Per un approfondimento maggiore su come funziona questa misura e sulle considerazioni OCSE è consigliata la visione di un video Youtube proposto dal canale Speedy News Italia, che propone aggiornamenti su lavoro, incentivi alle imprese e pensioni:

Il sistema pensionistico italiano è da rivedere, anche secondo l'OCSE, che chiede di eliminare alcune misure come Opzione Donna e di modificare l'attuale età pensionabile. L'aspettativa di vita nel frattempo è diminuita almeno di un anno, secondo gli ultimi dati a disposizione, anche a causa dell'arrivo della pandemia.

Le pensioni quindi devono essere modificate anche in base a questo dato, secondo l'OCSE, e va diminuita di fatto secondo le proposte l'età pensionabile, almeno di un anno. Il discorso risulta delicato, soprattutto per il momento storico attuale, e il dibattito è ancora aperto su diversi fronti. 

Pensione e aspettativa di vita: prospettive

Non solamente l'OCSE, ma sono molti i soggetti che chiedono una revisione della situazione previdenziale italiana, per cui molti chiedono di utilizzare unicamente un sistema di tipo contributivo, lasciando da parte qualsiasi opzione legata all'età dei lavoratori, sia uomini che donne.

Bisogna ricordare che l'attuale sistema pensionistico italiano prevede che i lavoratori possano accedere alla pensione in base a due fattori, per cui si differenziano le misure pensionistiche attualmente esistenti:

  • I contributi versati all'INPS: in questo caso si fa riferimento a quanti contributi effettivi il cittadino ha versato durante il lavoro all'ente previdenziale;

  • L'età anagrafica: per alcune pensioni è indispensabile aver raggiunto una certa età anagrafica per poter accedere alle erogazioni mensili dell'INPS, e questa in molti casi è salita sempre di più negli ultimi anni, provocando non pochi malcontenti tra i cittadini.

L'aspettativa di vita tuttavia è scesa di un anno nell'ultimo periodo, quindi molti chiedono un bilanciamento delle pensioni anche in questo senso, per favorire l'arrivo all'età pensionabile in anticipo per tutti. Opzione Donna e Quota 100 in particolare hanno dato segni di andare in questa direzione, anche in via sperimentale, ma non hanno ottenuto il successo sperato.

Da un lato Quota 100 non ha favorito il ricambio generazionale che ci si aspettava, è stato utilizzato come sistema di pensionamento anticipato da pochi ed è stato contestato anche per le problematiche di differenza sociali scatenate. Dall'altro lato la critica principale mossa ad Opzione Donna ha riguardato la non sostenibilità economica della vita con le erogazioni della pensione, che di fatto sono molto inferiori ad uno stipendio.

Opzione Donna: l'alternativa è il lavoro

Data la difficoltà di sostentamento economico che molte donne italiane hanno riscontrato con Opzione Donna, moltissime hanno deciso di preferire il lavoro piuttosto che avvalersi di questo sistema di pensionamento. Sistema che è stato ampiamente criticato, e la sua possibile scomparsa probabilmente non desterà troppa insofferenza da parte delle lavoratrici.

Le incognite a riguardo sono aperte per il nuovo anno: nel 2022 si potrà facilmente dire addio a Opzione Donna, Quota 100 e probabilmente anche alla pensione di reversibilità, almeno in alcuni casi. Un taglio netto alle pensioni sembra essere necessario per il sostentamento della spesa, ma le previsioni al momento non sono ancora definitive.

La pensione riservata esclusivamente alle donne contiene alcuni svantaggi, come spiega un articolo di Leggioggi.it:

"L’opzione donna, tuttavia, presenta alcuni limiti che potrebbero disincentivare le lavoratrici a protendere per tale meccanismo di pensionamento. Uno su tutti è sicuramente il meccanismo di calcolo, che è quello contributivo, di cui al D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 180 (in genere più penalizzante rispetto al sistema retributivo)."

Un meccanismo di calcolo basato quindi sul versamento dei contributi che potrebbe essere ostico per tutte le lavoratrici che non hanno cumulato abbastanza contributi nonostante il raggiungimento dell'età anagrafica, che sia a causa dei contratti stessi o che la causa sia relativa al periodo effettivamente lavorato.

Non bisogna dimenticare che la possibilità di cumulare abbastanza contributi per accedere alla pensione è strettamente legata al lavoro, e la situazione femminile in Italia purtroppo è peggiorata di molto con l'arrivo della pandemia, che ha sconvolto il mondo del lavoro e influenzato negativamente sull'occupazione femminile.

Opzione Donna e pensione di reversibilità: cancellate

Secondo le proposte dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, a scomparire non sarà unicamente Opzione Donna, ma anche la pensione di reversibilità. Secondo le comunicazioni infatti a pesare non sarebbero le pensioni di reversibilità erogate ai parenti stretti dei defunti in sé, ma tutti quei casi in cui il reddito risulta comunque alto da non giustificare l'entrata economica aggiuntiva della pensione di reversibilità.

Anche in questo caso la situazione è complessa, e la spesa risulta elevata per lo stato. L'ente previdenziale INPS va ricordato, dallo scoppio della pandemia ha erogato diverse forme di sostegno economico ai cittadini, che hanno comportato un innalzamento del debito pubblico alle stelle.

Alcuni si chiedono se effettivamente l'eliminazione di Opzione Donna, Quota 100 e eventualmente della pensione di reversibilità porteranno effettivamente ad un miglioramento in questo senso. Intorno alle misure il dibattito è altalenante, tant'è che ad agosto di quest'anno alcuni proponevano una proroga della stessa pensione rivolta alla componente femminile del paese, come riportava un articolo di Investireoggi.it:

"Anzi, il governo Draghi vorrebbe estendere l’impianto adottato per opzione donna anche ai lavoratori maschi. Vale a dire, introdurre una penalizzazione per chi decide di lasciare il lavoro prima dei requisiti della pensione di vecchiaia."

Al momento quindi si attendono conferme definitive sia su questa misura che sulla pensione di reversibilità, mentre è confermato che Quota 100 verrà cancellata e non sarà più applicabile a partire dal 2022. Su questa misura però, bisogna ricordare che la sua naturale scadenza è stata fissata al termine di dicembre 2021, quindi il rinnovo del sistema di prepensionamento era già in forse negli scorsi anni.

2020 anno nero per la demografia

Un'altra componente importante di cui tenere conto quando si discute di pensioni è la demografia: come visto prima, attualmente si è accorciata di un anno l'aspettativa di vita, dato dovuto all'arrivo del Covid-19. Il problema più rilevante riguarda anche la natalità: al momento è scesa notevolmente, non è raro che molte coppie di giovani italiani rinuncino definitivamente ad avere figli, dato il contesto economico.

Per la demografia quindi si tratta di un anno nero, in riferimento al 2020, come riporta anche un articolo di Wired.it:

"Nel 2020, un anno che ci ricorderemo per sempre, in Italia sono morte oltre 746mila persone, con un aumento di 101mila decessi rispetto alla media della mortalità registrata negli anni dal 2015 al 2019. Un eccesso del 15,6%, il più alto dal secondo Dopoguerra, che corrisponde anche a un abbassamento della media della speranza di vita alla nascita."

Un dato come questo fa riflettere sull'applicazione stessa delle misure di pensionamento, che dovranno sicuramente tenere conto di come è cambiata la situazione delle diverse fasce di età, da quelle più anziane a quelle più giovani.