Opzione Donna avrà la proroga! Anche se a caro prezzo.

Dopo una serie di incontri e cabine di regia sul tema delle pensioni in Italia, e sulla benedetta Riforma Pensioni 2022, il Governo Draghi ha aperto nei confronti delle lavoratrici che, dal 2022, avrebbero rischiato di finire nelle mani della Legge Fornero.

Ovverosia di andare in pensione a 67 anni, con almeno 20 anni di contributi INPS versati.

Non si può dire lo stesso per Quota 100, la cui fine è ormai irreversibile. Semmai si può parlare di Quota 102, quella che il Governo Draghi vorrebbe portare per tutti i nuovi pensionanti che maturano i requisiti pensionistici entro il 2022.

Ma questo dipenderà da come i sindacati digeriranno la proposta, visto che minacciano tutt'ora manifestazioni contro questa Quota 102.

Se non altro, Opzione Donna può dare speranza a tutte le donne che, dopo decenni di lavoro, possono ritirarsi con qualche anno d'anticipo, specie con tanti anni di contributi versati.

Se volete sapere di più sulla Riforma Pensioni 2022, vi suggerisco questo video a cura di AppLavoro.

Però, per evitare fraintendimenti, vi spiego fin da subito cosa comporta questa proroga. Perché, come detto a inizio articolo, questa possibilità è costata. Altrimenti avrebbe fatto la stessa fine di Quota 100.

Opzione Donna: come funziona per la pensione

Opzione Donna nasce come opzione d'anticipo pensionistico per le lavoratrici che hanno maturano un surplus di anni di contributi versati all'INPS, così da garantirsi l'accesso alla pensione prima di quanto stabilito dalle leggi base.

Nel nostro caso, qualora la lavoratrice non volesse andare in pensione con Opzione Donna, non avrebbe scelta che aspettare la maturazione dei requisiti previsti dalle Riforma Pensioni Fornero.

E non si parla di pochi anni, visto che già chi non può accedere a Quota 100, rischia uno scalone di almeno 5 anni, se non di più se nei prossimi anni l'aspettativa di vita aumenta, e così il ricalcolo ISTAT biennale.

Spiego meglio: la Legge Fornero dispone ogni 2 anni un ricalcolo dell'aspettativa di vita, così da stabilire il nuovo requisito anagrafico.

Quello attuale è stabilito dall'ultimo ricalcolo ISTAT, e prevede un'uscita a 67 anni d'età. E questo se disponi di almeno 20 anni di contributi.

Altrimenti tocca aspettare altri 3-4 anni se ne hai tra i 5 e i 10 anni di contributi.

In questo caso, a differenza di Quota 100, Opzione Donna ha resistito per 17 anni (è stata varata con la Legge Maroni del 2004), a forza di Manovre di Bilancio. Ma dopo la doccia fredda dell'OCSE sulle pensioni in Italia, ha rischiato di non venire prorogata per il 2022.

Ma dopo anche le pressioni per la sua proroga, come quella sostenuta dalla capogruppo Dem alla Camera, Debora Serracchiani, così anche per quella per altri ammortizzatori sociali, Opzione Donna è sopravvissuta, anche se con un prezzo da pagare.

Per convenire alle spese pensionistiche, ormai ad una soglia critica di oltre il 16,6% del PIL (la media europea è del 12% circa), è stato necessario aumentare l'età pensionabile.

Opzione Donna: ecco a che età andrai in pensione!

In precedenza Opzione Donna ti garantiva di andare in pensione ad almeno 58-59 anni, sempre a seconda che tu sia una lavoratrice dipendente o una lavoratrice autonoma (tipo quelle con la Partita IVA).

Purtroppo, per procedere con la proroga per il 2022, il Governo Draghi ha stabilito che l'età anagrafica dovesse cambiare.

O quella o si doveva toccare la quota contributiva, che era peggio, visto gli effetti della scelta di mettere la pensione anticipata della Legge Fornero a 42 anni e 6 mesi.

Per Opzione Donna, le lavoratrici dovranno arrivare a:

  • 60 anni se dipendenti,
  • 61 anni se autonome.

Si parla di due anni extra perché sono previsti anche le due finestre mobili disposte da dipendenti e autonome, una di 12 mesi e una di 18 mesi. Se non altro tutto ciò è servito per evitare di aumentare i già tanti 35 anni di contributi INPS, tutti da versare entro il 31 dicembre 2021.

Purtroppo la pensione anticipata prevede sempre un'altissima quota di contributi versati. 

Prendiamo ad esempio la nuova Quota 102. Se venisse approvata definitivamente, dal 2022 serviranno comunque 38 anni di contributi, solo che per la pensione dovrai avere almeno 64 anni d'età

L'effetto scalone per i richiedenti sarà inevitabile, anche se non di 5 anni come sarebbe accaduto con la Legge Fornero.

Se invece navighi nei contributi, il problema non si pone. Per l'INPS dal 1995 (anno della Riforma Dini) pesano più i contributi dell'età anagrafica. Ma nel caso di Opzione Donna cambia poco.

Opzione donna: si può andare in pensione con 40 anni di contributi?

Nel caso di Opzione Donna, la pensione prevede almeno 35 anni di contributi, e, dal 2022, almeno 60-61 anni a seconda della posizione lavorativa che si detiene, se dipendente o autonoma.

Se si hanno invece 40 anni di contributi, non è prevista purtroppo una riduzione dell'età pensionabile con questa opzione, perché è standardizzata e non flessibile

Semmai, se vuoi tentare un'uscita anticipata al di fuori di Opzione Donna, ti consiglio di valutare Quota 102, che è prevista per tutti i lavoratori, senza distinzione di sesso.

Oppure Ape sociale, se il tuo lavoro rientra nelle categorie delle mansioni gravose.

Oppure la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), a patto di avere un fondo complementare attivo da almeno 10 anni.

Oppure aspettare un altro anno e mezzo di contributi per valutare l'accesso alla pensione anticipata prevista dalla Legge Fornero.

Purtroppo Quota 41 non è stata accettata come proposta dal Governo Draghi. Avrebbe richiesto almeno 6 mesi di contribuzione prima dei 19 anni, per poi far scattare i 41 anni dopo il diciannovesimo anno, ma almeno non ci sarebbe stato il rischio di finire in uno scalone di 5 anni, come previsto invece se Quota 102 risultasse fallimentare.

Va detto che la stessa Opzione conviene in realtà ad una delle due categorie, specie per le finestre mobili.

Opzione Donna: ecco chi la sceglie 

Opzione Donna dal 2022 prevedrà un aumento dell'età anagrafica per l'uscita pensionistica, ma almeno nessun aumento dei contributi da versare entro il 31 dicembre 2021.

Ma l'età anagrafica in realtà risente anche della finestra mobile, cioè il periodo in cui tu dovrai garantire la cessazione del lavoro e l'accesso alla pensione.

Come detto prima, per dipendenti e autonomi c'è un dislivello di 6 mesi, perché le prime hanno come finestra solo 12 mesi di attesa per la maturazione del requisito d'accesso.

Diversamente, per le lavoratrici autonome, è previsto l'accesso dopo 18 mesi. Cioè, partendo da 59 anni:

  • la lavoratrice dipendente andrà in pensione a 60 anni;
  • la lavoratrice autonoma (o Partita IVA) andrà in pensione a 61 e 6 mesi.

L'età comunque è simile a Quota 100, e con meno di 3 anni di contributi. Ma più di Ape Sociale, che bene o male garantisce l'uscita a 63 anni, e con 30-36 anni di contributi (36 anni se hai fatto un lavoro gravoso).

Semmai quello che non va già è il fatto che Opzione Donna non garantirà comunque un aumento dell'importo dell'assegno.

Opzione Donna: ecco a quanto ammonta la pensione per il 2022

Qualora tu scegliessi Opzione Donna per il 2022, e rientrassi nei requisiti entro il 31 dicembre 2021, purtroppo ti devo dare la brutta notizia che gli importi non sono cambiati con la proroga.

Seguendo il principio per cui, in rapporto alla legge base (Fornero) si avrà un importo inferiore a seconda di contributi ed età anagrafica, dal sessantesimo/sessantunesimo anno d'età ti toccherà una pensione del 20-30% in meno rispetto a quanto stabilito per la pensione di vecchiaia Fornero.

La scelta purtroppo è stata fatta davanti anche agli alti costi ingenerati sia da Opzione Donna sia da Quota 100 in rapporto a quelli previsti da chi ha richiesto la Fornero.

E questo è stato anche il caso dell'Ape Sociale. Con la proposta di garantire un'uscita per il gentil sesso a 63 anni con 30-36 anni di contributi, ma con soli 20 anni di contributi, ti spetterà comunque un assegno molto magro, pari a 1,2 volte superiore all'assegno della pensione sociale. Cioè un contentino prima della Fornero.

Inoltre va detto che Opzione Donna, oltre all'età pensionabile aumentata, prevedrebbe anche una inaccessibilità per alcune categorie lavorative.

Opzione Donna: ultimissime per il 2022!

Altro prezzo che ha dovuto pagare Opzione Donna per la proroga per il 2022 è stato, oltre agli anni extra di pensione e all'importo fisso, anche la non accessibilità per altre categorie di lavoro.

Attualmente è sempre disposto l'obbligo di iscrizione all'assicurazione generale obbligatoria (AGO) o ai fondi pensionistici.

Inoltre, nel caso citato dei 40 anni di contributi, se maturi quei due anni e mezzo in più, non puoi accedere a Opzione Donna.

E lo stesso vale anche per chi ha l'iscrizione alla Gestione Separata o per chi ricorre alla contribuzione per il perfezionamento del requisito contributivo.

A questo si aggiunge anche l'obbligo di aver prestato un periodo lavorativo di 1850 settimane, con contributo minimo INPS di 420 euro mensili.

Se non altro hai la speranza di poter chiedere il riscatto della laurea, cioè quella che ti permetterà di valorizzare tutto il periodo di studio, come previsto dall'INPS. 

Sempre ovviamente con 35 anni di contributi versati, altrimenti non si può procedere. 

Semmai il problema rimarrà nel caso in cui Opzione Donna, così come la nuova Quota 102, dovesse risultare ancora una volta dentro ai report critici dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), come è già successo a settembre

La scelta sarebbe sempre quella: o cambiare qualcosa e ridurre la platea d'accesso per il successivo anno fiscale. O valutare un eventuale sospensione. E già l'hanno fatto oggi. Il problema verrà dopo, dal 2022.