Il Governo si interroga sulle possibili alternative per lasciare il lavoro in vista della scadenza dell’opzione pensionistica di Quota 100: evitare lo “scalone” di cinque anni è fondamentale e per questo motivo sono spuntate le ipotesi di Quota 102 o Quota 41. Tra le ipotesi, è spuntata anche la possibile proroga di Opzione Donna al 2022, anche se al momento non ci sono notizie ufficiali.

Come spiega chiaramente la scheda dedicata dall’INPS, Opzione Donna è un anticipo pensionistico che permette alle lavoratici di lasciare il lavoro al raggiungimento di:

un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) o a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Ma per poter accedervi è necessario soddisfare alcuni requisiti: vediamo quali sono le novità, le scadenze e cosa sappiamo sulla possibile proroga di Opzione Donna al 2022.

Opzione Donna anche nel 2022? Cosa sappiamo…

Nell’ambito della riforma delle pensioni, molti quotidiani economici stanno diffondendo l’ipotesi di una possibile proroga dell’anticipo pensionistico per le donne. Il Governo, infatti, potrebbe confermare Opzione Donna anche nel 2022, ma con alcune modifiche per accedervi.

Per esempio, si sta pensando di innalzare di un anno l’età per poter accedere alla pensione con Opzione Donna: per le lavoratrici dipendenti, quindi, occorrerebbero 59 anni, e per le autonome ne servirebbero almeno 60.

Il requisito contributivo, ovvero il versamento di almeno 35 o più anni di contribuzione rimarrebbe inalterato. Quello su cui ci si interroga è il calcolo contributivo dell’assegno, che risulta svantaggioso per tutti i lavoratori. Ma innalzando di un anno l’età di accesso a Opzione Donna si potrebbero mitigare le penalizzazioni.

Il condizionale è d’obbligo, visto che ci troviamo nel campo delle ipotesi: per ottenere alcune conferme dovremmo attendere almeno la prossima Legge di Bilancio 2022.

Opzione Donna: come funziona l’anticipo pensionistico per le lavoratrici

Sin da ora, comunque, possiamo chiarire di cosa stiamo parlando. Opzione Donna è un’alternativa pensionistica riservata alle lavoratrici sia del settore pubblico sia di quello privato, comprese anche le lavoratrici autonome. L’assegno derivante da questa opzione viene calcolato interamente con il metodo contributivo.

Grazie a questa alternativa, confermata dalla Legge di Bilancio per il 2021, è possibile lasciare il lavoro con almeno 35 anni di anzianità contributiva e un’età anagrafica di 58 anni per le dipendenti oppure 59 anni per le autonome. Queste condizioni devono essere soddisfatte al 30 dicembre 2020 (grazie alla proroga disposta dall’INPS).

L’eccezione riguarda il comparto scuola e AFAM, per i quali i dipendenti a tempo indeterminato possono richiedere la cessazione dal servizio entro il 28 febbraio 2021.

Opzione donna: a chi spetta e requisiti

Opzione Donna, quindi, è un’alternativa esclusivamente femminile e permette di lasciare il lavoro con anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Per poter richiedere questa alternativa, però, le lavoratrici devono soddisfare alcuni particolari requisiti.

Come abbiamo detto, non è sufficiente aver raggiunto l’età minima di 58 anni per le lavoratrici dipendenti o di 59 anni per le autonome, ma occorre nel contempo soddisfare anche il requisito di anzianità contributiva.

Per quanto riguarda i contributi, occorre possedere almeno 35 anni di anzianità contributiva per poter richiedere la pensione con Opzione Donna. Non tutte le tipologie di contributo sono valide ai fini del pensionamento tramite questa opzione.

I contributi utili per accedere a Opzione Donna devono essere stati versati entro il 31 dicembre 2020 e possono essere di tipo volontario oppure da ricongiungimento o da riscatto (per esempio derivanti dal riscatto della laurea).

Come fare domanda per la pensione con Opzione Donna

Se siete certe di riuscire a soddisfare tutte le condizioni necessarie per accedere al pensionamento con Opzione Donna, potete inoltrare la domanda all’INPS secondo le procedure indicate dall’Istituto. Occorre visitare la sezione “Prestazioni e Servizi” e poi “Pensione Opzione Donna”.

Le modalità per inoltrare la richiesta di pensionamento, però, non si limitano soltanto al sito dell’INPS, al quale si può accedere solo con SPID, CIE, CNS. È possibile sfruttare anche i servizi gratuiti dei Patronati o intermediati, oppure contattare il Contact Center Integrato dell’INPS.

Decorrenza Opzione Donna: quando riceverò l’assegno?

È bene chiarire che la decorrenza del pensionamento con Opzione Donna non è immediata, ma occorre attendere un certo periodo prima di ricevere l’assegno. 

Per quanto riguarda le lavoratrici dipendenti o autonome, sono due i periodi da tenere in considerazione:

  • per le lavoratrici dipendenti occorre attendere il decorso di almeno 12 mesi dalla maturazione dei requisiti;
  • per le autonome, invece, occorre attendere il decorso di almeno 18 mesi dalla maturazione dei requisiti.

Le uniche eccezioni riguardano il comparto scuola e AFAM, per i quali la decorrenza è – rispettivamente – dal 1° settembre 2021 e dal 1° novembre 2021.

La decorrenza, in qualsiasi caso, non può essere antecedente al 2 gennaio 2021.