Ritardo pagamenti INPS: arriverà il bonus da 2.400€?

I pagamenti INPS relativi al bonus da 2.400 euro ancora non sono arrivati per molti italiani, che dovranno con molta probabilità aspettare ancora giugno per vedersi accreditato il bonus. L'INPS è impegnato nell'erogazione di numerosi bonus ai cittadini, che possono presentare domanda se rientrano nei requisiti di accesso. Non stupisce il ritardo nei pagamenti INPS, perché la mole di domande in questi mesi è aumentata in modo esponenziale. Il governo con Draghi intanto ha previsto le riaperture scaglionate per l'estate, e le attività finalmente potranno tornare a lavorare. Cosa può fare il cittadino se non attendere? Spieghiamo qui cosa sta accadendo all'INPS.

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Il tanto atteso bonus 2.400 euro per i lavoratori stagionali è stato esteso ad una fascia di popolazione più ampia, per compensare le perdite economiche causate dalla crisi. Ma gli italiani non sono contenti: il bonus INPS promesso per molti non è ancora arrivato, e siamo di fronte agli ennesimi ritardi nei pagamenti INPS.

In queste ore arrivano le notizie riguardanti le prossime riaperture delle attività, notizie che fanno sperare in una ripresa. Mentre i pagamenti INPS tardano ad arrivare, si presenteranno presto nuovi bonus per i sostegni economici alle famiglie italiane.

Nuovi aiuti stanno arrivando, e c’è grande attesa per il Decreto Sostegni bis, che garantirà nuovi sussidi a famiglie, imprese e attività colpite dalla crisi. Manca poco alle aperture totali e all’abolizione del coprifuoco, eppure gli italiani non sono contenti. Dove sono i pagamenti INPS promessi? E in particolare, come mai il bonus da 2.400 euro non è ancora arrivato a molti italiani?

Pagamenti INPS maggio 2021: le cause dei ritardi

Che i pagamenti INPS arrivino in ritardo, non è una novità. E i ritardi di questo mese, come già è accaduto nei mesi precedenti, sono causati da difficoltà tecniche nella gestione di una mole molto elevata di richieste. E non c’è da stupirsi, data la recente espansione dei bonus a più beneficiari.

Il bonus da 2.400 euro previsti dal Decreto Sostegni di marzo ha garantito a moltissimi cittadini di poter fare domanda per accedere al sostegno. Gli esiti delle domande, che erano da presentare entro fine aprile, o massimo inizio maggio, tardano ad arrivare, e molti cittadini non stanno ancora vedendo arrivare il bonus.

Secondo l’ultimo aggiornamento che ci offre il canale Youtube Speedy News, nel video qui sotto, gli esiti stessi delle domande, e di conseguenza i pagamenti, sono in ritardo a causa di problemi tecnici. Problemi che sono stati confermati dall’INPS stessa dai canali ufficiali per comunicare al cittadino.

L’INPS ha comunicato che nei prossimi giorni opererà per risolvere i problemi tecnici per l’erogazione del bonus, mentre i cittadini ancora devono attendere l’erogazione o la conferma. Moltissimi italiani hanno chiesto spiegazioni proprio per i ritardi non solo nel pagamento, ma anche nell’arrivo degli esiti alle domande.

Pagamenti INPS maggio 2021: quali sono i bonus?

L’INPS in questi mesi è impegnato nell’erogare gli aiuti necessari alle famiglie per il sostegno economico, e si sono moltiplicati i bonus a cui gli italiani possono accedere anche a maggio e giugno 2021. NASPI, Reddito di Emergenza, Reddito di Cittadinanza, Dis. Coll e bonus specifici per le famiglie con figli, come il bonus baby sitter o il bonus bebè.

I pagamenti INPS attesi sono tanti, ma in particolare gli italiani sono in attesa dei 2.400 euro di bonus una tantum a sostegno di chi ha perso una parte di rendita economica importante a causa della crisi e delle chiusure, con particolare riferimento al mondo del turismo e dello spettacolo.

Molti italiani hanno ricevuto una prima erogazione di 2.400 euro, per i primi mesi del 2021, e il governo ha deciso di stanziare, tramite pagamenti INPS, una seconda erogazione, prevista proprio per maggio. Ricordiamo chi sono i beneficiari di questo particolare bonus:

  • Lavoratori stagionali: sono tutti i lavoratori che si sono dovuti fermare a causa della crisi, che solitamente hanno introiti economici dal lavoro di una stagione. Rientrano qui i lavoratori del turismo e dello sport;
  • Lavoratori stagionali diversi: il bonus di 2.400 euro è stato esteso anche ai lavoratori stagionali non strettamente connessi al mondo del turismo;
  • Lavoratori intermittenti e occasionali;
  • Lavoratori del mondo dello spettacolo;
  • Lavoratori delle vendite a domicilio;
  • Lavoratori dei centri termali.

Riaperture per settore: i beneficiari del bonus

Dalle ultime notizie sulle riaperture sappiamo che moltissimi di questi settori stanno per riaprire completamente, con l’estate alle porte. Questo vuol dire che turisti, lavoratori dello spettacolo e dei centri termali potrebbero finalmente ricominciare a lavorare.

Mentre molti italiani ancora aspettano i pagamenti INPS di maggio, vediamo quali sono le prossime aperture programmate dal governo:

  • Palestre: apriranno ufficialmente già il 24 maggio;
  • Piscine e centri spa: riaprono dal 1 luglio;
  • Locali ristorativi accessibili al chiuso: apertura dal 1 giugno;
  • Centri commerciali: potranno riaprire anche nei giorni feriali e festivi dal 22 maggio;
  • Eventi sportivi: apriranno gli accessi, all’aperto, dal 1 giugno, mentre per gli accessi al chiuso bisognerà aspettare ancora fino al 1 luglio;
  • Impianti di risalita in montagna: attivi dal 22 maggio;
  • Parchi divertimento: dal 15 giugno potranno riaprire;
  • Attività culturali: il via libera è previsto per il 1 luglio;
  • Cerimonie civili e religiose: via libera dal 15 giugno;
  • Corsi di formazione in presenza: si potranno tenere a partire dal 1 luglio;

Queste sono le informazioni contenute nel decreto riaperture. Come spiega Corriere.it in concomitanza alle riaperture, il governo continuerà a monitorare la situazione relativa alla diffusione del virus:

“Il governo ha già raggiunto anche l’accordo sulla modifica dei parametri per il cambio di fascia delle Regioni: si terrà conto dell’Rt ospedaliero che conteggia i ricoveri nei reparti e nelle terapie intensive.”

Dalle riaperture possiamo vedere che per tutti i beneficiari del bonus da 2.400 euro si prospetta uno scenario positivo, nei prossimi mesi moltissime attività potranno tornare ad essere operative.

Pagamenti INPS maggio 2021: tutti i bonus

I ritardi nei pagamenti INPS di maggio 2021 non sono i primi della serie, e i problemi tecnici possono essere causati dall’ingente mole di erogazioni e conferme al cittadino che lo stesso ente previdenziale deve fornire. Ricordiamo che per maggio 2021, l’INPS si è impegnata per erogare tutti i bonus che andiamo qui ad elencare:

  • Reddito di cittadinanza;
  • Pensione di cittadinanza;
  • Reddito di emergenza;
  • Naspi e Dis.coll;
  • Pensioni;
  • Bonus bebè;
  • Bonus baby sitter;
  • Contributi a fondo perduto.

Un calendario di pagamenti INPS molto fitto, per cui non c’è da stupirsi dei ritardi nell’erogazione dei bonus dovuti dal Decreto Sostegni. In ogni caso gli italiani si chiedono quando i pagamenti arriveranno, alla luce soprattutto del nuovo Decreto Sostegni bis che introdurrà nuovi bonus in uno scenario già complesso.

Le riaperture sono alle porte, e il governo sta attivando nuove misure per tutelare imprese e attività e garantire una ripresa economica tale da coprire le problematiche a cui imprenditori e proprietari sono andati incontro dal 2020.

Pensioni INPS: tutte le novità

Sotto osservazione in questi mesi è anche l’argomento pensioni. I pagamenti INPS in questo senso si sono susseguiti per tutto il mese di maggio, e si prospettano nuove modifiche sulle pensioni, sul prepensionamento e su misure previdenziali già presenti come Quota 100.

Come spiega il sito Pmi.it, si parla di una riforma delle pensioni, e al centro troviamo Quota 100, il prepensionamento sperimentale introdotto da pochi anni:

“Quota 100 termina a fine anno, dal 2022 non si può più andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, compresi riscatti o ricongiunzioni.”

Quota 100 è un prepensionamento che ha coinvolto molti italiani negli ultimi anni, come misura sperimentale, ma è stato definitivamente bocciato dall’attuale governo, che applicherà una riforma pensionistica che ne prevede l’abolizione.

I pagamenti INPS non si fermeranno con i bonus e le pensioni, perché verranno introdotte novità che riguardano anche i sostegni per le famiglie, in particolare per quelle con figli. Una delle misure più attese, che è stata rimandata al 2022, è l’Assegno Unico.

Pagamenti INPS 2022: l’Assegno Unico

Tra i pagamenti INPS previsti per il prossimo anno, spunta anche l’Assegno Unico. La misura vuole riassumere tutti i bonus previsti racchiudendoli in un’unica erogazione mensile alle famiglie con figli. La tutela delle famiglie è uno dei principali obiettivi del governo attuale, che ha sottolineato l’importanza della tutela delle famiglie anche a livello di sostegni INPS.

L’Assegno Unico doveva entrare in vigore già da luglio 2021, ma è slittato al 2022 per motivi organizzativi. Le famiglie dal prossimo anno, in base alla disponibilità ISEE, potranno richiedere un’erogazione mensile per i figli a carico, già dal settimo mese di gravidanza e oltre la maggiore età, fino ai 21 anni del figlio.

La novità è stata molto dibattuta, e ad oggi ci sono pro e contro che si possono contestare. Per questa particolare misura, che sarà applicabile universalmente, cioè coinvolgerà sia lavoratori dipendenti che autonomi, e includerà anche i genitori disoccupati, bisognerà ancora aspettare.

Per fortuna però, alcuni potranno già fare domanda da luglio 2021, e si tratta dei disoccupati e dei lavoratori autonomi. La misura parziale è stata presa in considerazione per sostenere le famiglie nel periodo di transito al 2022, quando l’Assegno Unico verrà applicato con totalità.

Pagamenti INPS in ritardo: quali saranno i prossimi bonus?

Oltre alla novità dell’Assegno Unico e la riforma delle pensioni, l’INPS verrà nuovamente coinvolta dall’erogazione di bonus ai cittadini, introdotti dal Decerto Sostegni bis e dalle misure prese dal Recovery Plan.

Come anticipato da Pmi.it l’INPS sarà rinnovato ancora, secondo un processo di digitalizzazione che è già stato avviato quest’anno:

“Servizi digitali per il welfare, un nuovo portale INPS e un hub nazionale in ottica di interoperabilità fra le diverse amministrazioni pubbliche, un polo integrato fra INPS, INAIL e ISTAT per le politiche attive sul lavoro, tecnologie innovative.”

La digitalizzazione è messa al centro dal Recovery Plan, sia a livello privato che pubblico, e coinvolgerà in particolare le istituzioni e gli enti che si rivolgono al cittadino, come l’INPS. La trasformazione digitale è una componente imprescindibile per il nuovo welfare del cittadino, e poco per volta i pagamenti INPS in ritardo potrebbero diventare un lontano ricordo.