Il pagamento delle pensioni sarà ancora anticipato? La risposta breve è "sì", mentre per quella più lunga è necessario leggere l'intero articolo. Ci sono infatti diverse novità sul tema pensioni ed è necessario fare un quadro completo della situazione per comprendere cosa sta accadendo, non solo in termini di pagamenti.

Le pensioni sono infatti state al centro dell'attenzione per settimane, tra notizie di una riforma vera e propria e smentite, quelle smentite che hanno poi portato al quadro attuale, purtroppo solo temporaneo.

Il Governo Draghi, per questione di tempi e priorità, non ha approvato una vera e propria riforma pensioni, ma ha piuttosto cambiato la famosa Quota 100, rendendola più sostenibile e portandola di fatto due anni più in là, una vera e propria Quota 102.

Una soluzione che non ha soddisfatto tutti. Anzi...

Al momento però la situazione è questa e oltre alla riforma pensioni ci sono altri aspetti legati all'ambito pensionistico che sono certamente d'interesse dei lettori: primo su tutti l'aumento tanto chiacchierato del 1,7% che vedremo proprio nel corso dell'articolo.

Inoltre, ci sono anche alcune novità rispetto alla situazione pandemica che stiamo (ancora) vivendo e che porta come ormai piuttosto noto ad un anticipo delle pensioni e presumibilmente lo farà ancora per alcuni mesi.

Vediamo dunque un quadro completo della situazione.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di pensioni ed altri pagamenti:

Pagamento pensioni febbraio: interviene la Protezione Civile

La situazione pandemica è ancora preoccupante, in particolare per quanto riguarda quella fetta di popolazione che ancora non si è vaccinata e va quindi incontro ai maggiori rischi dal punto di vista della salute e delle possibili complicazioni dalla contrazione del Covid-19.

Una situazione che purtroppo ormai conosciamo benissimo e che porta ad una serie di conseguenze che non vorremmo dover affrontare quasi due anni dopo l'inizio della pandemia, ma che hanno anche dei risvolti positivi.

Uno di questi è l'anticipo delle pensioni stabilito dalla Protezione Civile. Infatti, l'ente interviene da mesi per fare in modo che il pagamento degli assegni pensionistici di chi li ritira direttamente in Posta non comporti una situazione di potenziale assembramento e, quindi, di rischio di contagio.

La conseguenza è un anticipo rispetto al mese di competenza delle pensioni ed un calendario che "spalma" su più giorni i pensionati, che così non accedono agli uffici postali tutti nello stesso giorno.

Sarà così anche per il mese di febbraio e la notizia è certamente positiva, perché porta nelle tasche degli italiani i soldi in anticipo rispetto ai primi di febbraio. Nel seguente paragrafo vediamo la bozza che circola circa le date di pagamento in base all'iniziale del cognome del pensionato.

Pagamento pensioni febbraio: ecco le date (probabili)

Le date di pagamento di febbraio saranno quindi sostanzialmente agli ultimi gennaio, prestando come sempre attenzione ai giorni festivi (come le domeniche) e ricordando che nei sabati è possibile recarsi negli uffici postali solo di mattina.

Il calendario prevede un pagamento che partirà con ogni probabilità tra il 25 ed il 26, con quest'ultimo più verosimile. Da tale data cominceranno quindi i pagamenti per chi ha il cognome che inizia con una delle prime lettere dell'alfabeto e poi a scorrere si continuerà fino al 31 gennaio, al massimo fino al primo febbraio.

Il calendario non è ancora disponbile e dunque manca ancora l'ufficialità, ma la situazione è quella descritta e dunque, sulla base dell'iniziale del proprio cognome, ogni cittadino può già ipotizzare il giorno in cui riceverà quanto gli spetta.

Suggeriamo quindi di controllare online, in particolare sul portale di Poste Italiane, per avere ogni aggiornamento in maniera rapida ed affidabile.

Pagamento pensioni febbraio: c'è l'aumento!

A far parlare negli ultimi mesi del 2021 è stata certamente l'inflazione, il fenomeno di aumento generalizzato dei prezzi. Questo aumento interessa tutti gli italiani, ma ovviamente colpisce maggiormente chi ha redditi bassi e fissi, in quanto il potere d'acquisto inevitabilmente diminuisce.

Un fenomeno noto che purtroppo la crisi post-pandemia ha visto realizzarsi in maniera robusta, più di quanto non sia accaduto negli ultimi anni. Per limitare le conseguenze negative esistono però dei modi ben collaudati che lo Stato può mettere in atto e, tra questi, vi è anche quello riguardante le pensioni.

Si tratta di un aumento in percentuale che va a colmare l'effetto, almeno parzialmente, dell'aumento dei prezzi. In genere non è sufficiente a colmarlo completamente, ma quanto meno limita i danni. In questo caso l'aumento ha toccato almeno il 2%, anche se con il passare del tempo le stime diventano sempre più precise.

L'aumento previsto sulle pensioni a titolo di percentuale di rivalutazione sarebbe invece del 1,7%, dunque inferiore all'effettiva inflazione ma comunque gradito agli italiani, in particolare a chi ha la pensione minima.

Per questi soggetti si tratta di pochi euro, mentre cresce al crescere dell'importo essendo naturalmente in percentuale, ma è comunque una buona notizia per tante famiglie che subiscono un danno inferiore.

Pagamento pensioni febbraio: non solo la rivalutazione

Tante sono state le mosse del Governo per limitare i danni dei soggetti che percepiscono redditi medio-bassi e fissi, in particolare si è pensato anche a chi riceve pensioni piuttosto modeste, in alcuni casi proprio pari alla pensione minima.

Chi riceve l'importo minimo è sicuramente più sensibile agli aumenti dei prezzi ed anche a tutte le altre tipologie di problemi legate alle spese, come per esempio tasse e bollette.

Citiamo proprio questi due aspetti perché è su questi che il Governo sta lavorando e lavorerà: per quanto riguarda le tasse, c'è stato un cambiamento negli scaglioni Irpef che dovrebbe andare ad aiutare tutti i soggetti con reddito medio, rendendo quindi il sistema più sostenibile per i cittadini.

Per quanto riguarda invece le bollette c'è stato un vero e proprio boom dei prezzi delle materie prime che si va poi a riflettere sui costi in bolletta di luce e gas. Come confermato dal premier Draghi, sono già stati stanziati circa 3,5 miliardi per andare a combattere questo aumento e per far sì che le famiglie italiane non siano eccessivamente danneggiate.

Pensioni: tra presente e futuro

Il presente ci dice che il nuovo metodo di calcolo per l'età pensionabile corrisponde a Quota 102, ma non è tutto qui. Le rivalutazioni e gli aiuti per chi ha redditi medi o bassi sono operazioni concrete che il Governo ha messo in campo per superare una fase complessa.

Tra pandemia e crisi sono infatti numerose le azioni e le risorse che questo Governo, così come il precedente, ha messo in campo. Saranno sufficienti per permettere alle famiglie italiane di non peggiorare la propria condizione economica?

Difficile dirlo a priori, ma ciò che può dovrebbe interessare sono gli scenari futuri: mentre all'orizzonte c'è certamente una riforma pensioni per il 2023, cosa farà il Governo per superare ancora una volta il periodo difficile legato a quest'ultima ondata di contagi da coronavirus?

Lo scopriremo solo con il tempo, sperando naturalmente che la situazione migliori quanto prima per poter tornare alla tanto attesa "normalità" e per permettere alla politica di dare risposta alle priorità altre rispetto all'emergenza sanitaria.