Il 2021 sicuramente è un anno particolare per l'economia, sia per la ripresa di molti settori che sono stati fermi per molto tempo, sia per un dato importante che riguarda gli ultimi mesi: il boom di aperture di Partite Iva in Italia, specialmente in alcuni settori lavorativi.

L'Italia è uno dei paesi con maggior numero di Partite Iva e quindi lavoratori autonomi, molti di più rispetto ad altri paesi europei. Questo dato è riportato anche da un articolo recente di Ultimavoce.it:

"Secondo Eurostat, dal 2018 ad oggi si nota un elevato numero di lavoratori autonomi in tutta Italia. Si stima che la loro densità per quell’anno sia stata del 14%, anche se la ripartizione geografica sul territorio è tutt’altro che omogenea."

Ma il dato più rilevante è quello rilevato sugli ultimi mesi, ovvero sui mesi estivi del 2021. Secondo il Codacons sono molte le attività che stanno ripartendo proprio in questi mesi, con un aumento almeno del 54% rispetto agli stessi mesi estivi dell'anno scorso. 

Indubbiamente si tratta di un dato importante, che riguarda soprattutto alcuni settori lavorativi e nello specifico alcune aree geografiche del paese. Molti aprono Partita Iva per avviare una nuova attività proprio in questo periodo, in risposta alla crisi economica che negli ultimi due anni ha causato numerose chiusure di diverse attività. 

Vediamo in questo articolo quali sono i lavori preferiti da svolgere in autonomia, e quali sono i settori in cui lavorare con Partita Iva risulta particolarmente vantaggioso, specialmente sotto specifici regimi di agevolazione fiscale.

Apertura Partita Iva: dati Codacons

L'apertura di una Partita Iva comporta l'avvio di un lavoro di tipo autonomo, che può essere svolto in base a diversi settori lavorativi. Per alcune professioni è necessariamente richiesta l'apertura della Partita Iva, perché sono legate in particolar modo al lavoro autonomo.

I dati Codacons del tremestre appena trascorso del 2021 rilevano importanti informazioni sulle preferenze degli italiani in materia di lavoro autonomo:

"La  maggioranza  degli  avviamenti  di  partite  Iva  è  stato  operato  da  persone  fisiche  (65,5%),  al  Nord  (47%),  nel  settore  produttivo  commerciale  (25%),  da  uomini  (62%)  e  da  under  35  (47,5%)."

Da questi dati si deduce che l'area geografica del nord Italia è quella in cui i cittadini sono maggiormente propensi ad avviare una attività, autonoma o di impresa.

Un dato interessante riguarda anche lo svolgimento di professioni autonome da parte dei giovani: la fascia di età giovanile sempre più spesso sceglie di tentare la strada del lavoro autonomo, in particolare per settori dell'economica come quello digitale, per cui le giovani generazioni sono maggiormente predisposte rispetto alle altre.

I dati rilevati dal Codacons non figurano ancora una ripresa complessiva che si può paragonare al momento precedente alla crisi economica, tuttavia ci sono importanti segnali di una effettiva ripresa dell'economia in questi mesi. Dati che fanno sperare in un trend via via sempre più in crescita.

Apertura Partita Iva: i settori più scelti

Tra i settori maggiormente scelti per lavorare con Partita Iva, spicca quello produttivo commerciale, come indicano i dati ufficiali. Commercio e agricoltura sono i principali settori in cui ci si muove quando si decide di avviare un'attività di tipo autonomo. Ma non solo. 

Il boom di aperture di Partite Iva ha visto coinvolto anche il mondo dell'intrattenimento, delle attività del settore immobiliare, sostenute anche dai diversi bonus fiscali messi a disposizione dello stato, e anche la sfera del marketing e del settore digitale. 

La digitalizzazione non è solamente un piano proposto nell'ultimo periodo dallo stato per modernizzare i sistemi pubblici e in generale il tessuto comunicativo e organizzativo italiano, ma è anche una realtà importante per il mondo del lavoro. 

Il commercio elettronico in particolare ha visto una crescita esponenziale nell'ultimo periodo, come spiega anche un articolo di Ilsole24ore.com, anche per Partite Iva aperte dall'estero per commercializzare online con l'Italia:

"Ma, come anticipato, c’è un dato trainante (quasi +400% sul 2019 e +346% sul 2020) rappresentato dalle aperture di posizioni fiscali in Italia da parte di soggetti non residenti."

Il commercio elettronico ha visto la sua crescita più massiccia proprio durante la crisi: tutti si ricordano di quanto è stato importante poter acquistare online prodotti di diversa natura, dagli alimentari ai prodotti di tecnologia, a diversi beni e servizi, grazie alle piattaforme di vendita online.

Partita Iva e digitalizzazione: cosa sta accadendo

Bisogna anche sottolineare come la digitalizzazione favorisca molte professioni che presuppongono l'apertura di una Partita Iva: dalle nuove professioni digitali (sviluppatore web, copywriter, grafico, esperto di marketing online) alle professioni tradizionali che hanno affiancato anche una gestione digitale, il web è diventato fondamentale anche per il lavoro autonomo. 

Per i giovani aprire una Partita Iva sfruttando le potenzialità del web per avviare un'attività risulta semplice anche da casa, anche grazie alla possibilità di gestire interamente da casa anche le procedure che riguardano burocrazia e gestione del fisco, con le nuove piattaforme messe a disposizione dalle amministrazioni pubbliche e con la possibilità di fatturare elettronicamente.

La fatturazione elettronica è una novità degli ultimi anni che garantisce anche una maggiore trasparenza delle transazioni e nei confronti del sistema fiscale dei diversi paesi europei, tuttavia la fatturazione elettronica è un sistema ancora in evoluzione, come spiega un articolo di Italiaoggi.it:

"Secondo fonti di Bruxelles, la commissione europea sta preparando una nuova direttiva per l'Iva nell'era del digitale. La nuova proposta coprirà obblighi di dichiarazione Iva e di fatturazione elettronica, il trattamento Iva delle piattaforme digitali ed una registrazione unica Ue per l'Iva."

L'era digitale quindi sembra essere arrivata e sembra aver preso sotto di sé diverse aree dell'organizzazione delle attività e del lavoro: dal commercio elettronico alla contabilità, dal fisco all'organizzazione aziendale. Imprescindibile per questo genere di attività è la possibilità di lavorare in smart working, ovvero da casa, abbattendo i costi per luoghi fisici, affitti e gestione del personale in presenza.

Partita Iva e smart working: può funzionare?

L'abbinamento Partita Iva e smart working sembra interessare moltissimi italiani, anche per la possibilità di gestione della quotidianità in modo molto più flessibile rispetto ad un lavoro di tipo subordinato. Lo smart working garantisce al lavoratore autonomo di poter gestire l'attività interamente da casa, che si tratti di un lavoro legato al marketing, alla creatività, alla scrittura, o alla vendita online. 

Per questo motivo risulta l'ambito prediletto dai più giovani, che possono programmare il lavoro lavorando da remoto anche da luoghi diversi dalla propria abitazione, in diversi periodi dell'anno. La figura professionale del lavoratore freelancer è sempre più ricercata anche dalle aziende, che derogano ai collaboratori esterni i diversi incarichi organizzandosi proprio tramite strumenti digitali. 

Un articolo interessante di 4news.it mostra come tantissimi lavoratori freelancer sono giovanissimi, e hanno meno di 24 anni.:

"Secondo una ricerca condotta da Adp, leader nella fornitura di soluzioni Human Capital Management, il 68% dei 10mila lavoratori europei intervistati svolge lavoro autonomo. In Italia la cifra si attesta al 65%, ma guardando la fascia dai 14 ai 24 anni sale all’85%, mentre si attesta sul 76% tra i 25 e i 34 anni."

I giovanissimi sembrano prediligere il lavoro in forma autonoma, tramite apertura di Partita Iva, in molti casi, al posto del tradizionale lavoro dipendente, che spesso risulta anche molto complesso da individuare in modo stabile nel tempo. Il mercato del lavoro in questo senso sembra essere in evoluzione, e ci si aspetta che la digitalizzazione crescente rimarrà una componente fondamentale dei lavori del futuro.

Partita Iva e regime forfettario: tutti i vantaggi

Per aprire una nuova Partita Iva e quindi avviare una nuova attività, moltissimi scelgono in questo periodo di avvalersi del regime fiscale vantaggioso rappresentato dal regime forfettario. La Partita Iva in questo caso è maggiormente sostenibile a livello economico, e questo spinge moltissimi giovani italiani e non a scegliere di avviare una propria attività autonoma proprio in questo periodo. 

Il regime forfettario ha un'aliquota molto bassa, unica a livello fiscale, e risulta economicamente vantaggiosa, anche dal punto di vista contributivo. L'utilizzo di questa soluzione ha dei pro e dei contro, perché di contro non si può scaricare l'Iva, e non bisogna superare una certa soglia massima di reddito a livello annuale. 

Tuttavia la Partita Iva a regime forfettario si sposa bene con le nuove professioni emergenti grazie alle possibilità offerte dal digitale, e risulta essere vantaggiosa anche per il commercio, soprattutto elettronico. Chi apre un'attività con questo regime agevolato infatti verserà un'imposta del 5% per i primi cinque anni, che sale al 15% successivamente.

Da qui è facile immaginare come questo tipo di regime vantaggioso abbia attirato nell'ultimo periodo moltissimi cittadini italiani, decisi ad avviare un'attività autonoma pur tenendo i costi molto bassi. I vantaggi della gestione forfettaria garantiscono anche che per un primo periodo il cittadino autonomo possa vedere con mano l'andamento della propria attività, con una tassazione molto bassa, e passare successivamente ad un'aliquota più alta, una volta che il lavoro diventa più strutturale.

In conclusione, si può dire che questo periodo storico, purché incerto, ha dato per molti una spinta decisiva alla ripresa: sono nate nuove professioni, sempre più spesso si decide di intraprendere business che mettono in comunicazione con paesi esteri, e molti hanno deciso di sfruttare proprio lo smart working per avviare il proprio business, nonostante il momento storico così delicato.