A causa del cambiamento del mondo del lavoro avvenuto negli ultimi anni, per molti giovani si è resa necessaria l’apertura di una partita IVA per poter lavorare. Il tanto ambito posto fisso è ormai solamente una sorta di mito e il lavoro è diventato qualcosa di mutevole; ecco perché molti giovani decidono spesso di ricorrere al lavoro freelance (anche se spesso, è doveroso dirlo, non si tratta di una scelta, ma quasi di un obbligo per poter lavorare, in quanto rappresenta l’unica opzione possibile).

Esistono poi dei casi in cui coloro che hanno necessità di aprire la partita IVA sono i pensionati: molto spesso, infatti, le quote mensili della pensione di vecchiaia sono talmente basse da costringere all’ex lavoratore in pensione ad avviare una propria attività di lavoro autonomo, il tutto nel tentativo di guadagnare qualche euro in più che consenta di arrivare a fine mese.

Scopriamo quindi se esistono agevolazioni nel caso dell’apertura partita IVA giovani, per quei lavoratori che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, e se ci sono invece degli incentivi per aprire la partita IVA pensionati.

Partita IVA giovani: quale regime scegliere?

Se hanno intenzione di aprire una partita IVA, i giovani non hanno in realtà a disposizione alcun regime pensato apposta per loro: non esiste, infatti una partita IVA agevolata giovani.

Se si deciderà di aprire una partita IVA, dunque, il procedimento sarà lo stesso sia per giovani che meno giovani. È possibile, comunque, scegliere un regime particolarmente conveniente al momento dell’apertura partita IVA: il ben noto regime forfettario.

Come già anticipato, comunque, non si tratta di un regime fiscale a cui possono accedere solo i più giovani, ma è reso disponibile per tutte le imprese di piccole e medie dimensioni e per i professionisti, purché venga registrato un fatturato che non sia superiore ai 65.000 euro ogni anno.

Non è inoltre consentito scegliere il regime forfettario nel caso in cui il futuro possessore di partita IVA abbia svolto attività di impresa o professionale/artistica tre anni prima di aprire partita IVA.

Per ulteriori informazioni più dettagliate sulla partita IVA forfettaria, oltre a rimandare al nostro articolo dedicato, consigliamo la visione del video a cura dello Studio Allievi - Dottori Commercialisti, nel quale (oltre ai requisiti specifici) vengono analizzate le novità 2021 legate al regime forfettario:

Partita IVA giovani: le agevolazioni disponibili

Se non esiste un regime agevolato pensato apposta per i giovani, possiamo comunque contare, nel caso di partita IVA giovani, su alcune agevolazioni molto interessanti che il MiSE, in collaborazione con l’ente Invitalia, ha reso disponibili per i ragazzi italiani che vogliono avviare la propria attività lavorativa.

Nello specifico, ci riferiamo a:

ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, è un’agevolazione riservata ai giovani imprenditori (oltre che alle imprese costituite da sole donne). Si tratta, per entrare nel dettaglio, di un programma che prevede un finanziamento ed un contributo a fondo perduto, il quale può essere utilizzato per coprire fino ad una percentuale della spesa da sostenere pari al 90% del totale.

Per poter accedere al finanziamento ed al contributo, l’impresa o attività economica dovrà contare, tra i propri fondatori, giovani che siano maggiorenni ma non superino i 35 anni (l’iniziativa è comunque estesa anche alle imprese di sole donne, qualunque sia la loro età).

ON è disponibile sia per finanziare attività nuove, sia per ampliamento di attività preesistenti, purché il requisito di età venga rispettato.

Per inviare la propria domanda per ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, è possibile utilizzare la sezione dedicata sul portale ufficiale Invitalia.

Il secondo programma Invitalia dedicato ai giovani imprenditori ed ai professionisti del nostro Paese è Resto al Sud: in questo caso, però, gli incentivi sono riservati alle imprese localizzate in Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise, Campania, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

I lavoratori di queste regioni possono presentare la domanda solo se under 56, in quanto l’iniziativa è valida soltanto per attività imprenditoriali per professionisti e imprese avviate da giovani dai 18 ai 55 anni.

Il programma si occupa di finanziare le attività economiche, con un contributo a fondo perduto fino a 200.000 euro (e anche il totale delle spese sostenute).

Nello specifico, il 100% delle spese viene coperto garantendo il 50% della spesa sottoforma di contributo a fondo perduto; il restante 50%, invece, sarà concesso in forma di finanziamento, i cui interessi saranno però a carico dell’ente Invitalia.

Anche per Resto al Sud, come per ON, esiste una sezione apposita sul sito Invitalia, grazie alla quale è possibile inviare la propria domanda ed accedere al finanziamento.

Partita IVA pensionati: è possibile?

Passiamo adesso al caso della partita IVA pensionati: data la situazione economica non proprio favorevole e, nel caso in cui la propria pensione non basti ad arrivare a fine mese, potrebbe rendersi necessario avviare una propria attività nel tentativo di guadagnare del denaro extra.

È dunque possibile aprire una partita IVA se si è pensionati?

In realtà si, in quanto la legge non prevede dei divieti specifici per i percettori di pensione di vecchiaia, quindi la partita IVA può tranquillamente essere aperta anche nel caso in cui il soggetto interessato sia attualmente percettore di pensione.

Attenzione però: per aprire una partita IVA pensionati ci sono comunque dei requisiti che vanno rispettati.

Partita IVA pensionati: tutti i requisiti da rispettare

I pensionati che abbiano intenzione di aprire la partita IVA e avviare un’attività in proprio devono necessariamente rientrare in alcuni specifici requisiti.

Più nel dettaglio, coloro che hanno iniziato a lavorare prima della data del 31 dicembre 1995 non avranno alcun problema per l’apertura di una partita IVA pensionati.

Diversa è invece la situazione per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo la data del 31 dicembre 1995: in questo caso, come leggiamo su businessonline.it, pensione e partita IVA possono essere cumulati solo a patto di aver raggiunto i 65 anni in caso di pensionato uomo e 60 anni nel caso in cui si tratti di una pensionata donna. Sono inoltre necessari almeno quarant’anni di contributi regolarmente versati.

Partita IVA pensionati e regime forfettario

Anche in questo caso, come nel precedente caso della partita IVA giovani, il regime fiscale più conveniente è rappresentato dal regime forfettario: un pensionato che decida di aprire una partita IVA potrà scegliere dunque questo regime agevolato nel tentativo di ridurre i costi di gestione della propria partita IVA.

Per poter scegliere come regime fiscale quello agevolato e cumularlo con il trattamento pensionistico, la partita IVA andrà chiaramente aperta dopo la data di pensionamento; il limite dei compensi annui, trattandosi di regime forfettario, non potrà superare i 65.000 euro all’anno.

Esistono poi altri limiti che potrebbero impedire l’apertura di partita IVA pensionati con regime forfettario: ad esempio, se il trattamento pensionistico annuo è superiore ai 30.000 euro, il regime forfettario non potrà essere scelto. In questo caso, il pensionato potrà aprire partita IVA, ma dovrà necessariamente scegliere il regime ordinario.

È inoltre impossibile aprire partita IVA pensionati se la pensione viene ricevuta per inabilità: in questo caso, il soggetto risulta inabile al lavoro, e dunque non è idoneo a svolgere alcuna attività lavorativa anche in proprio.