È arrivato il 10 novembre 2021 l’ok da parte dell’Unione Europea al riconoscimento di nuovi contributi a fondo perduto in favore dei titolari di partita IVA, pari ad un totale di 4,5 miliardi di euro. Arrivano nuove interessanti notizie per le Partite Iva: chi ha un'impresa presto riceverà alcune erogazioni ulteriori rispetto ai bonus già visti nel corso del 2021. Si tratta di alcuni contributi a fondo perduto per cui è arrivato il via libera recentemente da parte dell'Europa. 

Questi nuovi contributi saranno indirizzati a tutte le Partite Iva, in base al calo di fatturato effettivo dell'attività di impresa rispetto al guadagno del 2019. Ancora una volta quindi si tratta di aiuti che vanno a compensare la crisi economica che ha causato non poche conseguenze negative per chi lavora con Partita Iva e ha un'impresa.

Come spiega Quifinanza.it in un articolo sull'argomento, si tratta di uno stanziamento di 4,5 miliardi di euro previsto dal Decreto Sostegni bis:

"Si tratta dell’ultima parte degli aiuti di Stato per le imprese messe in difficoltà economica dalle chiusure e restrizioni causate dalla pandemia e dagli effetti della crisi derivata, previsti nel Decreto Sostegni bis per 4,5 miliardi di risorse."

Si tratta di un bonus strettamente correlato quindi ai redditi prodotti negli ultimi anni dalle Partite Iva, presentati entro la fine di settembre. Per le imprese si tratta della possibilità di accedere a quasi 150.000 euro entro la fine del 2021. 

Questa particolare forma di sostegno, che fa parte del Decreto Sostegni bis, è rivolta non solamente alle imprese che esistono da diversi anni, ma anche alle startup che hanno cominciato a lavorare relativamente presto, la cui attività è iniziata nel 2019. Vediamo nell'articolo come funzionano nel dettaglio i nuovi contributi per le Partite Iva, e chi sono gli interessati a beneficiare del bonus.

Partite Iva bonus Covid: ancora erogazioni

Per le Partite Iva l'arrivo del Covid-19 e della pandemia ha segnato non poche difficoltà, a causa del rallentamento dei lavori e dei problemi economici che ne sono conseguiti. In alcuni casi le imprese sono rimaste ferme per diversi mesi, specialmente le attività che si muovono in alcuni settori.

Con l'allentamento delle misure di contenimento del virus, moltissime attività hanno potuto riaprire, pur mantenendo alcune misure attive come l'utilizzo di mascherina e disinfettanti. Per queste imprese l'ultimo anno è stato caratterizzato dall'arrivo di numerosi bonus e erogazioni per far fronte alla crisi economica, erogazioni che sembra non finiranno qui.

Entro la fine dell'anno, arriveranno quindi nuove erogazioni a favore delle Partite Iva strettamente correlate alla perdita di fatturato, e si tratta di bonus che seguono le erogazioni stabilite con il Decreto Sostegni bis. Le attività interessate dalla misura sono tutte quelle che hanno ricavato una perdita di fatturato negli ultimi anni come conseguenza della crisi economica, e che al momento si trovano in un periodo di ripresa.

Nonostante comunque siano attive iniziative specifiche per le Partite Iva di settori più colpiti dalla crisi, come quello del turismo, i centri termali, il mondo sportivo o dello spettacolo, queste erogazioni sono state confermate dall'Europa per tutte le attività.

Si tratta sia di imprese che hanno aperto le attività negli ultimi anni, a partire dal 2019, sia di imprese che risultano attive da un periodo maggiore di tempo. Come spiega un articolo di Money.it, le conferme sulle erogazioni sono arrivate piuttosto recentemente:

"È arrivato il 10 novembre 2021 l’ok da parte dell’Unione Europea al riconoscimento di nuovi contributi a fondo perduto in favore dei titolari di partita IVA, pari ad un totale di 4,5 miliardi di euro."

Con la conferma della possibilità di ricevere ulteriormente dei sostegni, le Partite Iva ora dovranno solo attendere che vengano attuate le disposizioni per poter accedere al bonus, relativamente da un lato alle erogazioni per le start up, dall'altro per tutte le imprese che hanno subito un danno economico con l'emergenza sanitaria.

Partite Iva, novità: bonus entro dicembre

La novità che riguarda da vicino le Partite Iva offre la possibilità alle imprese e alle startup di accedere ad un supporto ulteriore nel 2021, prima della fine dell'anno. Entro dicembre quindi arriverà il decreto attuativo per mettere in moto le disposizioni e le procedure per poter usufruire di questi nuovi contributi.

Quello che al momento è chiaro è che gli aiuti saranno divisi tra le imprese che hanno avuto una perdita di fatturato dal 2019 ad oggi, a causa dell'emergenza sanitaria, e le startup che hanno iniziato ad essere operative negli ultimi anni.

Il caso delle startup, ovvero le imprese in partenza, il bonus è particolarmente interessante: si tratta di aiuti diretti di mille euro per le Partite Iva aperte tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2018, con inizio attività nel 2019.

Per tutte le altre imprese, che hanno avuto una perdita di fatturato importante dal 2019 ad oggi, saranno garantiti anche fin oa 150.000 euro in contributi a fondo perduto, che andranno a sostenere la ripartenza. Va ricordato che molte attività, nonostante la crisi economica, hanno continuato a sostenere spese ingenti per il mantenimento di strutture, uffici, immobili di varia natura, spese per imposte e per forniture, nonostante la diminuzione di richiesta dei beni o servizi proposti.

Per queste Partite Iva alcuni contributi a fondo perduto erano già arrivati con il primo Decreto Sostegni, e si attende entro dicembre 2021 che possano arrivare anche queste nuove erogazioni. In ogni caso questo bonus sarà soggetto a specifiche regole, non verrà erogato a tutti.

Si parla di fondi messi a disposizione in modo ripartito tra i diversi settori: dalla produzione di prodotti agricoli alla pesca, fino a tutti gli altri settori in cui si muovono le Partite Iva.

Partite Iva ristori: quando arriveranno?

Secondo le ipotesi, questi contributi a fondo perduto arriveranno entro l'anno in corso, ovvero entro dicembre 2021. Tuttavia entrano in scena diversi processi che ancora devono essere garantiti: dopo il benestare dell'Unione Europea, si attende la pubblicazione di un decreto attuativo specifico relativo a questi contributi, che sono inerenti al fondo perduto perequativo. 

Successivamente a questo importante passaggio, dovrà intervenire l'Agenzia delle Entrate, tramite emanazione del provvedimento apposito sui contributi. Infine devono essere attivate le procedure per consentire l'erogazione pratica dei sostegni alle Partite Iva.

Si tratta di passaggi senza i quali è impossibile ricevere il bonus da 150.000 euro confermato dall'Unione Europea, ma ci vorrà ancora del tempo. Come spiega Informazionefiscale.it si temono i ritardi nell'erogazione ai potenziali beneficiari, proprio a causa delle tempistiche di applicazione di queste procedure:

"Il pagamento dell’ultima tranche è attesa entro l’anno ma il rischio dei ritardi sull’erogazione, anticipato dal MEF, a questo punto si fa sempre più concreto."

Tuttavia, nonostante le preoccupazioni per i ritardi nell'applicazione di tutti i passaggi utili alla ricezione del bonus, si prevede che questo non possa slittare ulteriormente al nuovo anno, ma si prospetta che i contributi a fondo perduto verranno erogati entro l'anno 2021.

Partite Iva in Italia: i dati del 2021

Sulle Partite Iva e sui lavoratori autonomi può essere importante analizzare i dati, in particolare che riguardano le aperture e le chiusure delle attività nel corso del 2021. Con l'arrivo del Covid-19 e la conseguente crisi economica, moltissimi cittadini con Partita Iva hanno dovuto chiudere la propria attività.

Si tratta sia di lavoratori autonomi professionisti che di imprenditori, che si sono trovati ad affrontare una situazione tutt'altro che semplice con l'arrivo della crisi e con le limitazioni alle attività dovute alla prevenzione dal virus.

Nonostante la percentuale delle Partite Iva chiuse sia piuttosto alta dall'arrivo della pandemia, c'è anche un altro risvolto interessante, segnalato dall'Osservatorio sulle Partite Iva. Dal mese di aprile 2021 le aperture di Partite Iva hanno superato di numero quelle dello stesso periodo del 2020:

"Nel secondo trimestre del 2021 sono state aperte 147.153 nuove partite Iva con un incremento del 54,1% in confronto al corrispondente periodo dello scorso anno dovuto alle forti restrizioni connesse all’emergenza sanitaria in vigore nel 2020."

Si tratta di dati interessanti, che rivelano come la maggior parte delle Partite Iva aperte nell'ultimo periodo siano ad opera di persone fisiche, seguite dalle società di persone. Nonostante la crisi quindi c'è chi prova ad avviare in questo periodo una nuova attività.

La maggior parte delle Partite Iva derivano dal nord Italia, mentre il commercio e le attività professionali sono al centro dell'attenzione delle persone che puntano all'autonomia.

Partite Iva attive: in quali ambiti

Le Partite Iva attive, soprattutto quelle aperte nell'ultimo anno, fanno riferimento ad alcuni settori che in questo periodo stanno avendo un boom senza precedenti, e alcuni di questi anche grazie alle nuove tecnologie digitali.

Al primo posto il settore del commercio: le Partite Iva in questo ambito si moltiplicano, anche grazie alla possibilità di utilizzare un e-commerce, ovvero una piattaforma di vendita online, per poter proporre su internet prodotti di diverso genere. E non solo in Italia, ma anche oltre confine.

Il settore del commercio ha visto una crisi sostanzialmente nella vendita al dettaglio, a causa delle diverse restrizioni e della situazione pandemia. Non si può dire lo stesso invece per le aziende che hanno iniziato a proporre i loro prodotti sul web, seguendo la nota Amazon nella vendita online.

Al secondo posto troviamo le Partite Iva aperte per svolgere una professione specifica. Si tratta di attività in parte riferite al settore immobiliare, ambito che quest'anno ha avuto ampio successo anche grazie ai nuovi bonus introdotti dallo stato sotto forma di agevolazioni fiscali, e alla discesa dei prezzi di molti immobili.

Infine, al terzo posto spicca ancora il settore agricolo, che nonostante la crisi e l'aumento dei prezzi delle materie prime, rimane uno dei principali settori in Italia.