Il Dl Proroghe, approvato lo scorso 29 aprile dal Consiglio dei Ministri e costituito da undici articoli, prevede una serie di novità che vanno a riorganizzare sia lo smart working nella Pubblica Amministrazione sia, riguardo le carceri, la possibilità dell’accesso ai domiciliari, sia l’estensione temporale dell’esame teorico per la patente.

Per quanto riguardo lo smart working, non ci sarà più l’obbligo che un dipendente pubblico su due debba lavorare da casa. In poche parole viene eliminato il vincolo del 50% del personale. Il lavoro agile però potrà proseguire fino alla fine dell’anno.

Le singole amministrazioni verranno lasciate libere di decidere quanti dipendenti potranno lavorare da remoto, facendo però sempre riferimento all’efficienza e alla qualità del servizio reso al pubblico. Ha affermato il Ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta, come possiamo leggere su funzionepubblica.gov.it:

“E’ un’operazione che va letta senza paura e senza allarmismi: in progress gli uffici si autoregoleranno, perché hanno il massimo dell’autonomia e della flessibilità, e i servizi per cittadini e imprese miglioreranno e aumenteranno. Parallelamente, ai tavoli per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, lo strumento del lavoro agile sarà opportunamente regolato, a tutela dei lavoratori”.

Dunque, con l’obiettivo della soddisfazione sia dei cittadini che delle imprese, lo smart working continuerà il suo percorso ma verrà sempre più regolamentato, in modo da trasformarsi sempre di più in uno strumento che possa migliorare il lavoro grazie alla sua flessibilità.

Oltre lo smart working, le altre novità del Dl Proroghe

Se da un lato il focus principale del Dl Proroghe è sullo smart working nel pubblico impiego, ci sono anche altre novità su cui soffermarsi.

Come ad esempio la proroga fino al 30 settembre della validità dei documenti scaduti durante la pandemia e la proroga fino alla fine del 2021 della possibilità di sostenere l’esame di teoria della patente (dunque si passa dai 6 mesi ad 1 anno di tempo).

E’ stato proprio il premier Draghi a volere che venisse emanato questo Dl, spinto dalla necessità sempre più sentita di dover sistemare una serie di scadenze troppo vicine. C’è il bisogno di ancora un po’ di tempo per poter lavorare su ancora parecchie questioni che l’emergenza epidemiologica ha generato.

Nel testo del Dl Proroghe troviamo anche la proroga dei termini di validità del documento di identità con scadenza entro il 31 gennaio 2020. Si passa quindi dalla precedente data di scadenza fissata al 30 aprile al 30 settembre. Così si avranno cinque mesi in più di tempo. 

Vengono anche prorogate le tempistiche dei rinnovi dei permessi di soggiorno: estesa fino al 31 luglio 2021 la possibilità di rinnovo dei documenti in scadenza il 30 aprile. 

Dl Proroghe: cosa succede con il golden power

Ma le proroghe non sono finite qui! Troviamo nel testo del decreto in questione anche una proroga del golden power il cui termine viene spostato dal 30 giugno 2021 al 31 dicembre.

Ma cos’è il golden power? Leggiamo su temi.camera.it:

“Per poteri speciali (golden power) si intendono, tra gli altri, la facoltà di dettare specifiche condizioni all’acquisto di partecipazioni, di porre il veto all’adozione di determinate delibere societarie e di opporsi all’acquisto di partecipazioni”.

Sono dunque dei poteri speciali che il governo può esercitare in determinati settori perseguendo il fine della tutela dell’interesse nazionale.

Andando ad approfondire l’origine di questa espressione sul sito politicheeuropee.gov.it:

“La locuzione deriva dall’espressione che, nella disciplina dei poteri speciali, ha preceduto golden power, cioè golden share. Introdotta nel nostro ordinamento negli anni Novanta (legge n. 47/94), la golden share (lett. azione aurea, privilegiata) consentiva allo Stato, in caso di privatizzazione di imprese pubbliche, di conservare una partecipazione azionaria “con diritto di veto sulle scelte aziendali cruciali”.

Quindi con il Dl Proroghe, il governo Draghi si concede più tempo per poter esercitare questi poteri speciali in settori particolarmente strategici.

Dl Proroghe: esami di abilitazione semplificati e da remoto

Con il Dl Proroghe, nell’articolo 6, viene data anche la possibilità di svolgere in maniera semplificata e da remoto gli esami di abilitazione per l’iscrizione negli elenchi nominativi di:

  • esperti di radioprotezione;
  • medici autorizzati;
  • consulenti del lavoro.

La proroga viene estesa fino a fine anno.

Il Dl Proroghe e i penitenziari: proroga permessi premio e accesso ai domiciliari

Nell’articolo 11 intitolato “Proroga di misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 in ambito penitenziario”, viene appunto affrontata nel Dl Proroghe la questione delle carceri.

Nello specifico, viene estesa la durata delle licenze premio che vengono (anzi, possono essere concesse) ai condannati che sono stati ammessi al regime della semilibertà, superiore ai 45 giorni, ad eccezione che il magistrato di sorveglianza non noti degli ostacoli o impedimenti notevoli.

Viene prorogata la possibilità di concedere permessi premio a quei detenuti che sono stati condannati per reati diversi da quelli di maggiore allarme sociale e che abbiano già avuto la concessione di poter lavorare all’esterno o di poter seguire corsi di formazione all’esterno.

Viene anche trattato il tema dei domiciliari. Si proroga anche questa possibilità per i detenuti che:

  • non si trovano in carcere per reati di maggiore allarme sociale;
  • devono scontare una pena che non duri più di 18 mesi.

Viene poi stilato un elenco di quei detenuti che verranno esclusi dal poter beneficiare della proroga delle licenze premio, in particolare coloro che sono stati condannati per:

  • maltrattamenti conto familiari e conviventi;
  • atti persecutori;
  • atti di terrorismo;
  • associazione di tipo mafioso;
  • atti di eversione dell’ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza.

Leggiamo le parole del sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto su adnkronos.com:

“La proroga delle misure per fronteggiare l’emergenza Covid all’interno delle carceri, che interviene su licenze, permessi premio e detenzione domiciliare, è il segnale della doverosa attenzione del governo alla tutela della salute all’interno dei penitenziari”.

Dl Proroghe: rendicontazioni e navi da crociera

Nel Dl Proroghe trovano spazio anche la proroga dei termini per il rendiconto e il bilancio consolidato delle Regioni e dei bilanci delle aziende sanitarie, assieme a quella del rendiconto e del bilancio degli enti locali e del bilancio dell’esercizio delle Camere di commercio, delle loro Unioni regionali e delle relative aziende speciali che faranno riferimento all’anno 2020.

Se queste rendicontazioni vengono affrontare nell’art.3, nell’art.5 di parla della rendicontazione da parte di imprese ferroviarie. Avranno tempo fino al 15 maggio 2021 per poter rendicontare le perdite subite dal 1° agosto al 31 dicembre 2020.

Sempre nell’art. 5 si parla anche delle navi da crociera. Per salvaguardare l’occupazione in ambito dell’industria marittima italiana anche in tempi di epidemia Covid-19, viene prorogata al 31 dicembre 2021 l’autorizzazione per le navi da crociera, che siano iscritte nel Registro delle navi adibite alla navigazione internazionale, di poter effettuare servizi di cabotaggio. Cioè trasportare merci e/o passeggeri a pagamento tra un porto e l’altro dello stesso Stato.

Lo smart working nelle PA: cosa dice il Dl Proroghe. Addio al 50%!

Ma veniamo al punto caldo di questo Dl, quello dello smart working nelle PA, affrontato nell’articolo 1.

Quanto disposto nel Dl Proroghe, a detta del ministro Brunetta, dovrebbe condurre pian piano verso una sorta di ritorno alla normalità. Un ritorno in ufficio, ecco. Come si era soliti fare fino ad un anno fa e che adesso ci sembra quasi una stranezza, abituatici come siamo allo stare a casa.

Dunque possiamo considerare che, la più grande novità che genera appunto maggiore attenzione e interesse in questo decreto, è proprio l’avvisaglia di un tentativo, da parte del governo, di gettare luce su un progressivo riappropriarsi degli spazi “pubblici” lavorativi.

Si tratta quindi di salutare la soglia minima del 50% per lo smart working, almeno per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione. C’è chi la saluterà con il sorriso e chi invece si sentirà una morsa allo stomaco, ma è un passo che prima o poi andava fatto. Facendo tesoro del lavoro svolto dal precedente esecutivo che ha introdotto un nuovo modo di rendere sempre più flessibile il lavoro nella PA. Flessibilità che non si andrà a perdere ma che si tenterà di preservare comunque il più possibile, anche con il ritorno in ufficio.

Dl Proroghe e smart working: cosa accadrà fino alla fine del 2021

Ci sarà una riduzione della soglia del 50% del personale, questo è vero. Ma è vero anche che per sapere concretamente cosa succederà con lo smart working dovremo aspettare una sua maggiore e più precisa ridefinizione all’interno dei contratti collettivi del pubblico impiego. In poche parole, una nuova legge sullo smart working.

Dunque si andrà avanti in questo modo, presumibilmente, fino alla fine del 2021

Le stesse disposizioni varranno anche per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico fino alla fine dell’emergenza da Covid-19.

Leggiamo la dichiarazione di Brunetta su adnkronos.com:

“Fino a dicembre, le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese. Un percorso di ritorno alla normalità, in piena sicurezza, concordato con il Comitato tecnico-scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti”.

Dal Dl Proroghe al POLA: smart working dal 60% al 15% 

Per quanto riguarda la nuova disciplina del lavoro agile, il decreto rinvia alla contrattazione collettiva che ha preso avvio presso l’Aran proprio il 29 aprile.

Dal 1° gennaio 2022 le pubbliche amministrazioni dovranno adottare il cosiddetto POLA (Piani organizzativi del lavoro agile) che va adottato ogni anno entro il 31 gennaio

Leggiamo su funzionepubblica.gov.it:

“Ai sensi dell’art. 263 del decreto legge n.34 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge n.77 del 2020, le amministrazioni pubbliche, entro il 31 gennaio di ciascun anno (a partire dal 2021), redigono, sentite le organizzazioni sindacali, il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), quale sezione del Piano della performance”.

Per il 2022 è però prevista una novità: la quota minima del personale che potrò lavorare in smart working passa dal 60% ad essere ridotta al 15%.

In conclusione, ricapitolando, si potrà continuare a lavorare in modalità smart working fino al 31 dicembre 2021. Dal 2022 poi si andrò a ridurre dal 60% al 15% la misura minima di attività di lavoro agile che si può svolgere presso le amministrazioni pubbliche, anche presso quelle che non adotteranno il Pola.