A fine 2021 scadrà quota 100, la riforma pensionistica partorita dal governo gialloverde nel 2018,

riporta ilgiornale.it facendo riferimento alle notizie degli ultimi giorni relative al futuro del sistema pensionistico italiano; e aggiungendo inoltre che si starebbero vagliando diverse possibilità per evitare il ritorno alla Legge Fornero.

Al momento, comunque, è ancora tutto in fase di discussione: l'unica certezza in questa fase di assestamento è quella di trovare il modo per continuare a garantire la pensione anticipata per chi ha svolto lavori usuranti (fonte fanpage.it), allargando la platea dei lavori e dei settori che fanno parte di questa categoria.

Cosa prevede la Legge Fornero?

Come racconta orizzontescuola.it,

La Legge Fornero prende il nome dall’ex ministro Elsa Fornero e fa parte del decreto legge Salva Italia varato dal governo Monti nel 2011.

La Legge Fornero, articolo 24 del decreto legge n.201 - 6 dicembre 2011, prevede che la pensione di ciascuno dipenda da un sistema di "calcolo contributivo": cioè che venga calcolata in base all'ammontare dei contributi versati dalle persone nel corso della propria vita lavorativa.

La Legge, nata con il fine di creare un equilibrio tra la spesa pensionistica dello Stato ed i contributi versati dai lavoratori in attività, e dunque rendere il sistema previdenziale più sostenibile per lo Stato, comporta inoltre l'innalzamento dell'età di pensionamento, sia per gli uomini che per le donne, in quanto modifica anche le condizioni per accedere alla "pensione di vecchiaia" (cioè quella che si calcola in base all'età).

Quindi, la situazione diventa questa:

  • le donne che lavorano in pubblica amministrazione e tutti gli uomini hanno diritto alla pensione quando raggiungono i 20 anni di contributi ed i 66 anni di età;
  • le donne che lavorano nel privato possono andare in pensione dopo 20 anni di contributi e 62 anni di età;
  • le donne che lavorano autonomamente possono andare in pensione dopo 20 anni di contributi e 63 anni e 3 mesi di età.

Situazione che nel lasso di tempo 2011-2018 si modifica, per quanto riguarda le donne, innalzando l'età necessaria ad ottenere la pensione per le donne che lavorano per privati o autonomamente ai 66 anni e 3 mesi d'età.

Il tutto, contestualizzato nel momento storico in cui la Legge è stata decretata: come accennato prima, il 2011 è l'anno del "Salva Italia", anno del governo Monti e della serie di misure prese al fine di abbassare la spesa pubblica, ed evitare il default finanziario italiano nella crisi del debito europeo (fonte consob.it).

Quota 100: in cosa consiste?

Ci sono voluti anni di discussione, prima che il 20 gennaio 2019 (Governo Conte I) venisse approvata la riforma del sistema pensionistico "Quota 100" (decreto legge 4/2019), già da tempo proposta ma mai approvata dal Governo.

In cosa consiste il Quota 100? In un anticipo dell'età pensionabile per tutte le persone lavoratrici iscritte all'AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) e nella gestione speciale delle pensioni dei lavoratori autonomi. Inoltre, Quota 100 prevede anche:

la gestione separata dell'Inps ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria,

come scrive pensionioggi.it, dove per "Gestione separata" si intede il fondo di pensione nato con la "Riforma Dini" con lo scopo di assicurare la tutela a quelle categorie di lavoratori che fino a quel momento ne erano state escluse, come i liberi professionisti, coloro che hanno intrattenuto collaborazioni continuative ed i venditori a domicilio; categorie alle quali se ne sono poi successivamente aggiunte altre (per più informazioni relative alla Gestione separata puoi consultare il sito dell'INPS).

Anticipo dell'età pensionabile, ma di quanto?

Come racconta sempre il sito che abbiamo citato qui sopra, pensionioggi.it, oltre alla pensione "anticipata" prevista dalla Legge Fornero (cioè la possibilità di ottenere la pensione una volta raggiunto il requisito "contributivo", indipendentemente dall'età del richiedente), ed a quella "di vecchiaia", sempre prevista dalla Fornero (la possibilità di andare in pensione dopo 20 anni di versamento di contributi, e con il raggiungimento delle soglie di età di cui abbiamo parlato prima), con il Quota 100 si ha la possibilità di richiedere la pensione anche per tutti coloro che abbiano compiuto i 62 anni di età ed i 38 anni di contributi versati (la somma di età e anni di contribuzione deve fare 100).

Ma questa possibilità supplementare è sempre stata valida soltanto nel caso in cui questi ultimi due requisiti fossero raggiunti entro la fine del 2021; proprio per il carattere dichiaratamente sperimentale di questa riforma, voluta fortemente dalla Lega (e, come alcuni sostengono, cavallo di battaglia del partito durante la campagna elettorale di quel periodo - fonte repubblica.it).

Pensioni: basta Quota 100, ritorno Legge Fornero

E adesso?

Nonostante se ne parlasse già da qualche mese, adesso il dado è tratto: nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il governo decide definitivamente di abbandonare il Quota 100, a partire dal 1° gennaio del 2022.

Ciò significa il ritorno della Legge Fornero, cioè l'innalzamento dell'età pensionabile e tutte le condizioni di cui abbiamo parlato nel paragrafo dedicato.

Ma, in realtà, non è tutto qui: Ape sociale e Opzione donna rimangono comunque in carica, e si prevede anche di istituire un "Quota 102".

Ape sociale, cos'è?

Come racconta today.it, Ape sociale o Ape social sarebbe lo strumento che dal 2022 in avanti potrà essere utilizzato per rendere anticipabile la pensione per alcune categorie di lavoratori - a seguito di un'ampliamento della platea di richiedenti. Nello specifico,

L'Ape, acronimo di "anticipo pensionistico", può essere richiesto dai disoccupati senza più strumenti di sostegno e dai caregiver famigliari con almeno 63 anni d'età e 30 di contribuzione,

(fonte l'articolo di today.it che abbiamo citato qui sopra), ed in poche parole consiste in un'indennità corrisposta mensilmente, fino a quando non si raggiungono i requisiti per andare in pensione richiesti dalla Legge Fornero, per tutti i lavoratori che abbiano 63 anni, e almeno 30 di contributi, e rientrano nelle "categorie usuranti" per le quali è stato proposto un ampliamento di platea.

Opzione donna, cos'è?

Si tratta di un trattamento riservato alle donne lavoratrici, sia autonome che dipendenti, e consiste nella possibilità di una pensione anticipata, 58 anni nel caso di donne dipendenti e 59 anni in caso di donne con lavoro autonomo, con 35 anni di contributi.

Come specifica bene Money.it, per avere accesso all'Opzione donna è necessario presentare una domanda all'INPS: puoi leggere questo articolo di Money.it per scoprire altre informazioni.

Quota 102, cosa prevede

Infine, ultima misura in previsione da parte del Governo a partire dal 2022 è la "Quota 102", ovvero la possibilità di andare in pensione a 64 anni, se si hanno 38 anni di contributi - dei quali, però al massimo 2 possono essere "anni figurativi".

Quali saranno i lavori usuranti?

Quindi, al momento, le certezze sembrano arrivare da parte del Governo italiano per l'argomento "pensioni" sono queste:

  • niente più Quota 100
  • ritorno alla Fornero
  • Ape social a platea allargata e Opzione donna,

mentre la cosìddetta "Quota 102" è ancora al livello di ipotesi.

A questo punto potrebbe essere utile, in attesa di ulteriori sviluppi, scoprire quali potrebbero rientrare, da gennaio 2022 in poi, tra i lavori usuranti - e dunque quali categorie di lavoratori potranno ottenere la pensione anticipata avvalendosi dell'Ape social.

Quali saranno classificati come lavori usuranti? Ci sta lavorando ormai da mesi una commissione istituita apposta dal Ministro del lavoro Orlando, al fine di ottenere una classifica basata su dati scientifici ed ottenuta dall'incrocio di diverse elaborazioni, e dunque determinare in modo preciso quali siano le categorie di lavoratori effettivamente sottoposti a stress, sia fisico che psicologico (fonte SkyTG24).

Al momento sembra che la proposta preveda un allargamento dell'elenco delle mansioni da 65 a 203: dagli operai edili a chi lavora per il servizio sanitario, in tutto dovrebbe parlarsi di più o meno 0.5mln di italiani.

Ad ogni modo, spetterà poi al Governo approvare o modificare questo elenco, quindi per il momento non rimane che aspettare i prossimi round di dibattito e confronto.

Pensione di ottobre

Per quanto riguarda infine chi già percepisce la pensione, ecco quando si riceverà la pensione di ottobre: come il mese scorso, tutti coloro che percepiscono la pensione in contanti recandosi fisicamente da Poste Italiane la riceveranno anticipata.

La distribuzione avverrà su più giornate, dal 27 settembre al 1° ottobre. Nello specifico, il 27 dovranno recarsi a riscuoterla tutti coloro che hanno il cognome che inizia con le lettere A, B, C; il 28 coloro il cui cognome inizia con una lettera tra la D e la G, il 29 dalla H alla M, il 30 dalla N alla R ed infine il 1° ottobre tutti coloro che hanno il cognome che inizia con una lettera compresa tra la S e la Z.

Per verificarne l'importo, come al solito, è necessario fare riferimento al servizio online, il "cedolino della pensione". Per maggiori informazioni consultare questo articolo della gazzettadelsud.it.

Lo stesso anticipo, a causa della proroga dello Stato di emergenza decisa dal Governo a fine agosto, si verificherà anche per il mese di novembre, per il quale le giornate di ritiro saranno dal 25 ottobre al 30 ottobre. Per più dettagli sul calendario delle pensioni 2021 puoi consultare questo articolo di Money.it.

Inoltre, come i mesi precedenti, anche per ottobre è prevista la consegna della pensione a domicilio da parte dei Carabienieri per tutti gli over 75 che avanzano la richiesta di questo servizio.

Con questo, per il momento l'argomento pensioni potrebbe considerarsi concluso: finché non saranno prese delle decisioni definitive è infatti inutile fare ipotesi o spingersi oltre.

Il lato importante che emerge da tutto questo è la volontà ferma, nonstante il ritorno alla Fornero, di allargare l'elenco dei lavoratori che svolgono lavori usuranti: una scelta dettata dal buonsenso e dalla sensibilità per la quale, specialmente se si fa parte delle categorie che probabilmente potranno venire incluse tra i "lavori usuranti", è bene rimanere sempre aggiornati.