Pensione 2023, con Quota 103 uscita anticipata di 1 anno ma con svantaggi: ecco quali

Pensione 2023 Quota 103 è la nuova possibilità di uscita da lavoro in maniera anticipata. La nuova legge di Bilancio 2023 prevede una deroga ai requisiti di pensione previste dalla legge Fornero. Ma è conveniente uscire un anno prima da lavoro? Ecco quali sono gli svantaggi.

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Pensione 2023, Quota 103 è la nuova possibilità di uscita da lavoro in maniera anticipata. La nuova Legge di Bilancio 2023 prevede una deroga ai requisiti di pensione previste dalla legge Fornero. Ma è conveniente uscire un anno prima da lavoro? Ecco quali sono gli svantaggi.

La nuova agevolazione voluta dal governo Meloni prevede la possibilità di uscire da lavoro in maniera anticipata. I nuovi requisiti introdotto prevedono il raggiungimento entro il 31 dicembre 2023 di condizioni previdenziali certamente più gravose rispetto a Quota 102 e a Quota 100  ma un’anzianità anagrafica inferiore.

E’ nella nuova legge di Bilancio 2023 (legge n. 197 del 29 dicembre 2022) che si stabiliscono i nuovi requisiti per la pensione anticipata agevolata la cd. Quota 103 che va a sostituire Quota 100 e Quota 102.

Si tratta di una nuova modalità per andare in pensione in maniera anticipata che prevede come requisiti di accesso i 41 anni di contributi da raggiungere entro il 31 dicembre 2023 combinata con l’età anagrafica di 62 anni.

Ma è conveniente accedere a Quota 103? Vediamo quali sono gli svantaggi dell’uscita anticipata di un anno.

Pensione 2023, con Quota 103 uscita anticipata di 1 anno ma con svantaggi: ecco quali 

La nuova legge finanziaria 2023 mette mano anche se per poco al sistema pensionistico italiano introducendo Quota 103.

Il nuovo metodo previsto dal governo Meloni per uscire da lavoro in maniera anticipata prevede 41 anni di contributi da raggiungere entro il 31 dicembre 2023 combinata con l’età anagrafica di 62 anni.

Quota 103 è stata introdotta per sopperire ad alcune mancanze della legge Fornero che non tanto piace al governo di centro destra.

Possono accedere a Quota 103 i nati entro il 1961 iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima, inclusa la gestione Separata INPS. Basta infatti raggiungere  41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023 con 62 anni di età anagrafica.

I 41 anni di contributi possono essere ottenuti sommando i diversi contributi delle diverse gestioni.

Ad accedere a Quota 103 anche i lavoratori del coperto scuola sia personale docente che Ata. La nuova possibilità di uscita da lavoro in maniera anticipata non può essere richiesto dal personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e di polizia penitenziaria, nonché del personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dalla Guardia di finanza.

Ma è sempre conveniente uscire in maniera anticipata da lavoro?

Sicuramente anticipare anche di un anno l’uscita dal lavoro impatta certamente sull’assegno previdenziale.

L’importo dell’assegno da percepire, infatti si calcola tenendo conto degli anni di contributi ma anche del coefficiente di trasformazione meno conveniente.

Quota 103, questi gli svantaggi dell’uscita anticipata

Il ricorso a Quota 103 deve essere attentamente valutato dal lavoratore che vuole uscire in maniera anticipata dal mondo del lavoro. Certamente dopo 41 anni di contributi non è certamente un anno in più di contributi a fare la differenza ma certamente va detto che c’è uno svantaggio da un punto di vista economico.

Questo è rappresentato da una differenza sull’importo dell’assegno netto visto che la somma sarà calcolata tenendo conto degli anni di contributi e del coefficiente di trasformazione.

Oltre a questi due fattori l’impatto dipende anche della retribuzione percepita. Ma certamente  la differenza non è alta.

Quando si sceglie Quota 103 ci sono tre cose da tenere in considerazione.

La prima è che se la pensione lorda che spetterebbe è superiore a 2800 euro, l’assegno lordo percepito fino ai 67 anni di età sarà pari a tale cifra. Questo perché Quota 103 impone questo tetto per il periodo di anticipo.

Se si è dipendenti statali inoltre, utilizzando Quota 103 si ritarderebbe la liquidazione del TFS. Infatti questo potrà essere erogato solo dopo 27 mesi dal momento in cui avrebbe raggiunto l’uscita con l’anticipata ordinaria.

Inoltre chi sceglie Quota 103 non potrà cumulare redditi da lavoro con quelli da pensione fino ai 67 anni di età. Non rispettando questo divieto si rischierebbe di perdere la pensione per tutto l’anno solare .

Attenzione il divieto è valido anche se si tratta di poche giornate lavorative e guadagni irrisori.

Quota 103, in pensione dopo un periodo di attesa. Ecco quale

Con Quota 103 come per Quota 100 e Quota 102, non è possibile ottenere la pensione immediatamente appena si maturano i requisiti ma è necessario rispettare un periodo di attesa detta maturati i requisiti ma è necessario un periodo di attesa, dette finestra.

La finestra di attesa può individuarsi in 3 mesi, per i lavoratori del settore privato, sia dipendenti, che autonomi o parasubordinati e 6 mesi, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ma soltanto a seguito della richiesta di cessazione dal servizio con un preavviso minimo di 6 mesi.

Discorso diverso per il comparto scuola. Qui si applica un’unica data di uscita dal lavoro previa richiesta tramite domanda di cessazione dal servizio entro le date stabilite dai vari comparti.

Di solito l’uscita è prevista il 1° settembre di ogni anno.