E' possibile andare in pensione a 52 anni con 20 di contributi? E' la domanda che ci viene posta ripetutamente in redazione. Abbiamo provato a coinvolgere i nostri esperti e abbiano cercato di capire quando sia possibile andare in pensione anticipatamente, cercando di sfruttare la data anagrafica o gli anni di contributi maturati

Per i diretti interessati si aprono tutta una serie di possibilità, che permettono di abbandonare il posto di lavoro prima rispetto a quanto previsto dalle regole della riforma Fornero. Quindi sì è possibile andare in pensione a 52 anni, nel momento in cui si siano maturati alcuni requisiti di base. La risposta è affermativa anche alla domanda relativa ai contributi: sì è possibile andare in pensione nel momento in cui si siano maturati 20 anni di contributi. Proviamo a vedere quali sono le regole da rispettare.

In pensione con 20 anni di contributi!

Sì, è possibile andare in pensione nel momento in cui si siano maturati almeno 20 anni di contributi. In questo caso esiste una particolare misura, che permettere di mettersi in quiescenza nel momento in cui si siano compiuti 64 anni. A prima vista, questa, potrebbe sembrare una modalità per andare in pensione alla portata di tutti ed, in un certo senso, molto più vantaggiosa rispetto a Quota 100 (alla quale, ricordiamo, è possibile aderire solo e soltanto fino al 31 dicembre 2021). Purtroppo, però, per poter accedere a questa misura è necessario essere in possesso di alcuni requisiti molto stringenti, che vanno a ridurre in maniera molto drastica il numero dei possibili beneficiari.

Questa modalità di pensione anticipata contributiva viene erogata solo e soltanto a quanti soddisfino i seguenti requisiti:

  • aver compiuto 64 anni;
  • aver maturato 20 anni di contributi, che siano stati versati tutti con il sistema contributivo puro;
  • l'assegno che verrà liquidato dovrà essere pari o superiore a 2,8 volte l'assegno sociale Inps (deve aver un importo minimo pari a 1.280 euro mensili).

In questa sede è importante soffermarci sul requisito dei contributi. E' necessario che questi siano stati versati tutti dopo il 1996. Il lavoratore non deve avere alcun contributo versato prima del 1996. Nel caso in cui abbia dei contributi versati prima del 1996 è possibile optare per il sistema contributivo puro nella Gestione Separata, che, però, richiede al lavoratore di avere una posizione aperta e contributi versati proprio in questa gestione.

Andare in pensione con 20 anni di contributi quindi è possibile. Ma è necessario soddisfare tutta una serie di requisiti, che potrebbero portare a far diventare questa misura una possibilità limitata a pochi eletti. Il lavoratore deve avere avuto una carriera lavorativa molto breve, cominciata dopo il 1996, ma soprattutto deve aver percepito una retribuzione abbastanza elevata, in modo che l'assegno della pensione possa rispettare il criterio minimo dei 1.280 euro mensili.

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Andare in pensione a 52 anni!

Più difficile, senza dubbio, è la possibilità di andare in pensione a 52 anni; ma non impossibile. E' una possibilità alla quale possono ambire solo alcuni lavoratori: quelli precoci. Ma devono aver iniziato a lavorare da bambini: in altre parole quanti hanno perso la propria gioventù sul lavoro, possono godersi la pensione un po' prima. I lavoratori precoci hanno la possibilità di andare in pensione al raggiungimento di 41 anni di contributi, purché abbiano maturato almeno 12 mesi effettivi di contributi prima del compimento dei 19 anni. E' facile dedurre a quale età sia necessario aver cominciato a lavorare per poter andare in pensione a 52 anni.

Anche per questa misura, oltre alle fin troppo stringenti regole dettate dall'età, è necessario rispettare determinati requisiti per poter accedere alla pensione. Tra questi ci sono:

  • essere disoccupato a seguito di un licenziamento collettivo od individuale. Non importanta se questo sia arrivato a seguito di una giusta causa o per una risoluzione contrattuale. Il diretto interessato, inoltre, deve aver terminato da tre mesi la fruizione della Naspi;
  • essere un caregiver, ossia un lavoratore dipendente od autonomo che assista da almeno sei mesi il coniuge od un parente di primo grado convivente con handicap ai sensi della Legge 104;
  • essere un lavoratore dipendente od autonomo che abbia subìto una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invaldità superiore al 74%;
  • essere un lavoratore che svolge un'attività usurante o particolarmente gravosa. 

Per poter accedere a questo tipo di pensione anticipata è necessario presentare la domanda entro il 1° marzo di ogni anno.

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Pensioni anticipare: le proposte di Tridico per il futuro!

Le proposte per le pensioni anticipate, comunque, non si fanno mancare. Un acceso dibattito tra sindacati e Governo lo ha aperto la proposta avanzata da Pasquale Tridico, presindete dell'Inps, che ha ipotizzato la possibilità di andare in pensione nel post Quota 100 in due step. Il primo al raggiungimento dei 63 anni, ma percependo unicamente una pensione maturata con il sistema contributivo, mentre al compimento dei 67 anni scatterebbe anche la parte dell'assegno maturato sulla parte retributiva.

Sono in molti che si sono schierati favorevolmente rispetto a questa proposta. Staremo a vedere quali siano le vere intenzioni del Governo.

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