Il tema delle pensioni continua ad essere al centro del dibattito politico. Di queste ultime ore è la conferma della possibilità di andarci a 54 anni! Il Governo, guidato da Mario Draghinon intende, infatti, andare a ledere i diritti dei lavoratori precoci, che hanno la possibilità di incassare il proprio assegno previdenziale al raggiungimento dei 54 anni, purché rispettino alcuni particolari requisiti.

L'intento del legislatore è quello di agevolare quanti abbiano iniziato a lavorare prima della maggiore età. E che, quindi, invece di avere una giovinezza spensierata, hanno passato i primi anni della loro vita sul posto di lavoro. Stiamo parlando dei cosiddetti lavoratori precoci, quelle persone che hanno iniziato a lavorare prima del raggiungimento della maggiore età. A disciplinare l'accesso alla pensione anticipata, in questo caso, ci pensa l'articolo 1, co. 199 della legge 232/2016. Proviamo un po' a vedere come funziona.

Coma andare in pensione anticipatamente!

Proviamo a capire come funziona questa legge che permette ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente. I diretti interessati, come prima cosa, devono essere iscritti all'assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti. Possono usufruire di questa particolare opportunità anche quanti siano iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla gestione separata Inps ed alle forme sostitutive ed esclusive dell'Ago. Quanti abbiano intenzione di aderire a questa formula di pensione anticipata devono aver maturato almeno 41 anni di contributi, dei quali 12 mensilità devono essere state maturate prima del compimento dei 19 anni, anche se in maniera non continuativa.

Ulteriore ed importante requisito è quello di essere in possesso di un'anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. In altre parole devono appartenere al cosiddetto sistema misto. Adesso arriva la parte più importante: non importa quale età anagrafica si sia raggiunta: con 41 anni di contributi è possibile andare in pensione. Mario Draghi, per il 2021, ha confermato la possibilità di andare in quiescenza, purché si rientri in una delle seguenti categorie di lavoratori:

  • essere un lavoratore disoccupato a seguito della cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo. E' possibile aderire alla misura anche se si sono date le dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del contratto di lavoro;
  • essere un lavoratore autonomo o dipendente che stia assistendo - da sei mesi almeno - il coniuge od un parente di primo grado convivente, che abbia un handicap grave riconosciuto dalla Legge 104;
  • essere un lavoratore autonomo o dipendente, che abbia subìto una riduzione della capacità lavorativa. In questo caso è necessario che ci sia un accertamento da parte delle commissioni competenti e che venga riconosciuta un'invalidità civile pari o superiroe al 74%;
  • essere un lavoratore dipendente che stia svolgendo un lavoro usurante da almeno sei anni in via continuativa nell'arco degli ultimi sette anni.

Importanti novità sono arrivate anche per pensioni di invalidità. Se vuoi saperne di più leggi questo articolo: Pensione di invalidità: Draghi la porta a 1.173 € al mese.

In pensione a 54 anni, non è un sogno!

Facendo due calcoli al volo, chi avesse iniziato a lavorare a 13 anni potrebbe andare in pensione a 54 anni. Stiamo scherzando? E' impossibile? A segnalarci questa particolare situazione sono stati molti nostri lettori, che sono stati dei lavoratori precoci (direi io, superprecoci), ma che hanno anche avuto la fortuna di avere dei datori di lavoro che hanno sempre versato i contributi a tempo ed ora. Adesso possono godersi una giusta pensione anticipata, dato che non hanno mai vissuto la giovinezza.

La possibilità di andare in pensione a 54 anni, anzi con 41 anni di contributi, è concessa a quanti rientrino nelle categorie che abbiamo menzionato in precedenza. Ma devono essere anche iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi nonchè alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. In altre parole, questo significa che ne possono beneficiare quanti stiano lavorando nel settore pubblico che in quello privato. Ma anche gli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, purché ovviamente rispettino le condizioni che abbiamo elencato. Ne sono esclusi, purtroppo, quanti siano iscritti alle gestioni previdenziali private (come gli avvocati od i giornalisti) e quanti non abbiano maturato un minimo di contributzione prima del 31 dicembre 1995.

Uno dei problemi che hanno molti lavoratori nell'andare in pensione è legato ai contributi. Approfondisci l'argomento leggendo questo articolo: Pensione: allarme contributi. Sei sicuro che ci siano?.

Vuoi andare in pensione a 54 anni: presenta la domanda!

In questa sede non stiamo a pensare cosa abbia intenzione di fare per il futuro Mario Draghi ed il suo Governo. Proviamo a vedere cosa devono fare i diretti interessati, nel momento in cui abbiano intenzione di andare in pensione al raggiungimento dei 54 anni di età. Per ottenere questo tipo di pensione vi è un vincolo annuo di bilancio, quindi le domande dono sottoposte alla procedura di monitoraggio in funzione alla data di maturazione del requistito contributivo. A parità di requisiti, verrà data priorità a chi la presenta prima. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate ed accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie la decorrenza della pensione verrà differita.

Una delle ultime proposte arrivate dal Premier Mario Draghi è quella di andare in pensione grazie ad un mutuo. Per maggiori informazioni leggi questo articolo: In pensione a 61 anni grazie ad un mutuo. L'idea di Draghi.