Mario Draghi non si dimentica proprio di nessuno! All'orizzonte si aprono degli spiragli per quanti abbiano la necessità di andare in pensione a 54 anni. L'uscita dal mondo del lavoro anticipatamente continua a tenere banco e a preoccupare la maggior parte dei lavoratori, che, in un periodo contrassegnato da una pesante crisi economica, si chiedono quale possa essere il loro futuro lavorativo. Un'incertezza che rimane quanto mai aperta in questo scorcio di estate, nel quale un po' tutti si è consapevoli di essere ad un passo dalla fine di Quota 100.

Le domande che arrivano alla nostra redazione ruotano intorno allo stesso argomento: ci viene chiesto quando è possibile andare in pensione, se ci siano delle possibilità di andarci a 54 anni. Ma soprattutto quello che preoccupa è la tanto attesa riforma delle pensioni. Cosa accadrà dal prossimo anno? Proviamo a dare qualche risposta ai nostri lettori!

In pensione 54 anni!

Ma è realmente possibile andare in pensione a 54 anni? Ebbene sì, la risposta è positiva. Purché sussistano alcune particolari condizioni. Ci sono alcune misure che permettono di uscire dal lavoro anticipatamente, ma è necessario essere in possesso di alcuni requisiti ed avere determinate tutele. Dobbiamo, però, sottolineare che riuscire ad averle entrambe è molto difficile, ma non impossibile. 

E' il caso dei lavoratori che abbiano iniziato la propria attività a 13 anni. Al compimento dei 54 anni avrebbero maturato 41 anni di contributi: in questo caso, essendo un lavoratore precoce, il diretto interessato avrebbe la possibilità di andare in pensione con Quota 41. Possono usufruire di questa particolare misura quanti si ritrovino almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni e che rientrino in una delle seguenti categorie:

  • essere disoccupato a seguito di un licenziamento, ed aver terminato da più di tre mesi la Naspi spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che stiano assistendo da più di sei mesi un familiare convivente di primo grado, con un handicap gave, così come previsto dalla Legge 104;
  • lavoratore autonomo o dipendente che abbia un'invalidità certificata oltre il 74%;
  • effettuare dei lavori usuranti o delle mansioni gravi.

Nei casi in cui non si potesse usufruire di Quota 41, purtroppo sarebbe necessario andare in pensione rispettando i criteri stabiliti dalla Legge Fornero, che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Questo significherebbe, per un uomo, dover attendere almeno i 56 anni per poter andare in pensione.

Mario Draghi aveva già confermato la possibilità di andare in pensione a 57 anni: ne ho parlato in questo articolo: In pensione a 57 anni: arriva la conferma di Draghi! Per chi.

Pensione anticipata nel 2022!

Un po' tutti i lavoratori sanno che il 31 dicembre 2021 si chiuderà definitivamente Quota 100. Dal prossimo anno quali strumenti avranno per riuscire ad andare in pensione anticipatamente? Sappiamo bene il Governo guidato dal premier Mario Draghi vorrebbe applicare a pieno la Legge Fornero, perché è quanto ci chiede l'Europa. Al momento, però, non è dato sapere come sarà la riforma delle pensioni, né se qualche nuova misura che permetta una maggiore flessibilità sia effettivamente introdotta o no. Per il momento non si hanno certezza nemmeno sul futuro dell'Ape Sociale o di Opzione donna, che potrebbero concludere il loro cammino a fine anno. Quindi pianificare in questo momento i pensionamenti diventa un po' difficile.

Per il momento siamo costretti a basarci sulla normativa in vigore oggi. Quanto meno possiamo basare il nostro ragionamento su quelle misure delle quali abbiamo la certezza che continueranno ad esserci anche il prossimo anno. Stando alla Legge Fornero sarà possibile ottenere:

  • la pensione di vecchiaia a 67 anni, con 20 di contributi;
  • la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, indipendentemente dall'età;
  • la pensione i lavoratori precoci, che abbiano versato 12 mesi di contributi prima dei 19 anni ed abbiano 41 anni di contributi: devono rientrare, però, in alcuni profili di tutela;
  • la pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni, con 5 anni di contributi versati;

Rimane, poi, aperto il capitolo di Quota 100, per la quale quanti abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2021 ne potranno fare richiesta.

Una proposta che fa gola a tutti!

Il dibattito sulla riforma delle pensioni, in queste settimane, è molto acceso. A galvanizzare l'attenzione delle parti sociali è soprattutto la proposta lanciata da Pasquale Tridico, presidente Inps, che suggerisce la possibilità di andare in pensione anticipatamente a 63 anni, ma percependo l'assegno della parte contributiva dei versamenti. Al raggiungimento dei 67 anni scatterebbe anche la parte retributiva e quindi l'assegno diventerebbe completo.

Su questo tem è molto importante la presa di posizione di Edoardo Di Porto, dirigente studi e ricerche Inps, che su Tiscali News afferma:

Dopo Quota 100 le prossime forme di flessibilità si concretizzeranno con molta probabilità sui temi legati alle fragilità, che all’Inps ben conosciamo. E’ possibile ipotizzare dunque forme di flessibilità per alcune specifiche categorie nelle prossime riforme, ovvero uscite differenziate per carriere, usuranti o meno usuranti.

In questo articolo ho provveduto a fare il punto della situazione sulle pensioni e le tasse: Riforma pensioni 2021: Draghi esonera dalle tasse! Ecco come.