In pensione a 55 anni con 20 di contributi! L'ok di Draghi!

Il Governo guidato dal premier Mario Draghi lo ha confermato ufficialmente: sarà possibile andare in pensione a 55 anni. Un'uscita anticipata dal lavoro. Una possibilità garantita ai lavoratori, che, stando alle prime previsioni ed alle ultime aspettative, non dovrebbe ostacolare la crescita economica e la ripresa del nostro paese. Anzi, potrebbe addirittura essere un fattore abilitante della stessa.

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Il Governo guidato dal premier Mario Draghi lo ha confermato ufficialmente: sarà possibile andare in pensione a 55 anni. Un'uscita anticipata dal lavoro. Una possibilità garantita ai lavoratori, che, stando alle prime previsioni ed alle ultime aspettative, non dovrebbe ostacolare la crescita economica e la ripresa del nostro paese. Anzi, potrebbe addirittura essere un fattore abilitante della stessa.

Quindi sarà possibile andare in pensione al raggiungimento dei 55 anni, senza particolati penalizzazioni, purché si siano maturati alcuni requisiti. Questo anche grazie alle previsioni che il nostro Governo ha formulato sulla crescita economica per il quadriennio 2021-2024, quando il Pil dovrebbe passare dal -8,9% del 2020 al +2,6% atteso per il 2023 ed al +1,8% del 2024. Ma proviamo ad entrare nel dettaglio di questa prima riforma delle pensioni targata Mario Draghi.

In pensione a 55 anni, quale impatto avrà sull'economia!

Stando alle previsioni messe sul tavolo dal Governo guidato da Mario Draghi, andare in pensione a 55 anni non ostacolerebbe in nessun modo la crescita economica nei prossimi quattro anni. Ma soprattutto non arriverebbe a penalizzare l'offerta di lavoro: anche perché la fuoriuscita dei lavoratori dal mondo del lavoro dovrebbe permettere l'ingresso dei più giovani (su questa convinzione del Governo abbiamo qualche dubbio: in molti sanno che Quota 100 non è servita a ringiovanire la platea delle persone che lavorano. Sono stati troppo pochi i giovani che hanno iniziato a lavorare rispetto a quanti sono andati in pensione grazie a Quota 100).

Stando alle prime stime la ripresa dei consumi dovrebbe stimolare nuovi investimenti, e questo dovrebbe portare alla crescita economica. Secondo queste previsioni la possibilità di andare in pensione anticipatamente, in un'età compresa tra i 55 ed i 64 anni, è, a tutti gli effetti, un fattore abilitante della crescita economica.

In questo articolo faccio il punto della situazione su un'altra prospettiva della riforma Draghi sulle pensioni: Tutti in pensione con 41 anni: parte la riforma di Draghi!.

Requisiti necessari per andare in pensione a 55 anni!

Ottimo: stando alle previsioni del Governo non ci sarebbero problemi di sorta ad andare in pensione anticipatamente, intorno ai 55-64 anni. Ma quali sono i requisiti necessari per poter uscire dal mondo del lavoro prima e poter prendere l'assegno previdenziale senza problemi. E' necessario rispettare i seguenti parametri:

  • aver maturato almeno 20 anni di contributi;
  • aver maturato un assegno previdenziale superiore a 2,8 volte quello sociale.

Ricordiamo che questi due parametri sono molto importanti e non sono assolutamente da trascurare. Nel caso in cui l'assegno mensile sia inferiore a 2,8 volte quello sociale, non è possibile andare in pensione. Giusto per avere un parametro di riferimento è necessario tenere conto che l'assegno sociale ha un valore pari a 460,28 euro nel 2021: questo significa che la pensione deve avere un importo pari a 1.288,78 euro mensili. Nel caso in cui non si rispettasero questi requisiti sarà necessario aspettare i 67 anni, quando si saranno maturati i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Esistono anche altre soluzioni per andare in pensione anticipatamente. Una di queste è Opzione Donna, rivolta, ovviamente, ad una platea esclusivamente femminile, che permette di andare in pensione al raggiungimento dei 58 anni e con 35 di contributi nel caso in cui si sia una dipendente ed a 59 anni nel caso delle lavoratrici autonome. Anche i lavoratori invalidi, con una percentuale superiore al 74%, viene riconosciuta una maggiorazione contributiva di due mesi ogni 365 giorni lavorati. Nel caso in cui l'invalidità sia ceritificata è possibile beneficare di dieci mesi di contributi figurativi, che permettono di andare in pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi.

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Mille proposte all'orizzonte!

Se la possibilità di andare in pensione anticipatamente a 55 anni adesso è una realtà, all'orizzonte non mancano le proposte per riformare la previdenza italiana, introducendo una maggiore flessibilità e dando maggiori possibilità di azione ai lavoratori. Tra le proposte che nel corso degli ultimi mesi hanno fatto maggiormente discutere vi è quella di Pasquale Tridico, presidente Inps, che pensando al post Quota 100 ha immaginato la possibilità per i lavoratori di andare in pensione in due step differenti. 

Il primo passo permetterebbe un'uscita anticipata rispetto alla Legge Fornero, permettendo di lasciare il posto di lavoro a 63 anni, ma ricevendo solo una parte dell'assegno previdenziale che spetta: quello costituito dalal parte contributiva. Al raggiungimento dei 67 anni arriverebbe anche la seconda parte dell'assegno costituita dalla parte retributiva. Sono in molti che iniziato a sposare questa proposta, forse stanchi dal prolungato silenzio di Andrea Orlando, Ministro del lavoro, sull'argomento. O forse non vedendo all'orizzonte nient'altro di appetibile se non questa proposta.

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