Ma è davvero possibile andare in pensione a 55 anni? Ma, soprattutto, senza vedersi tagliare l'assegno previdenziale dall'Inps? Sì, si può fare. Non è un sogno, nemmeno una chimera che va ad insinuarsi tra le speranze dei lavoratori dipendenti. E' possibile andare in pensione a 55 anni: quello che renderà felici molte persone è il fatto che il premier Mario Draghi ed il suo Governo, almeno per il momento, non hanno eliminato questa possibilità e non hanno nemmeno intenzione di farlo. Sì perché tra i tanti progetti che stanno circolando in queste ore, non rientra quello di cassare questa possibilità.

Ovviamente, come ben capirà la maggior parte dei nostri lettori, questa misura non si adatta a tutti i lavoratori dipendenti. E' necessario essere in possesso di alcuni requisiti. Consigliamo quindi di leggere attentamente le informazioni di questo articolo: spiegheremo nel dettaglio come sia possibile andare in pensione a 55 anni, chi ne ha diritto. Ma soprattutto come andarci già nelle prossime settimane, in modo da poter bruciare sul tempo il ritorno delle regole della Legge Fornero, che torneranno ad essere applicate per tutti, dopo la fine di Quota 100.

In pensione a 55 anni, senza subire tagli sull'assegno Inps!

In questi giorni sono arrivate molte telefonate alla nostra redazione, nelle quali ci veniva chiesto se fosse effettivamente possibile andare in pensione a 55 anni, ma soprattutto se ci fossero stati dei tagli all'assegno previdenziale Inps. In questa sede non possiamo che confermare questa opportunità che offre l'attuale normativa, ma è importante ricordare che non tutti possono accedere a questa particolare misura. E' necessario essere in possesso di alcuni requisiti: il più importante è legato ad una specifica anzianità contributiva.

Molti lavoratori temono che uscire dal mondo del lavoro troppo presto possa penalizzare il loro assegno. In molte occasioni questo è vero: anticipare troppo l'abbandono del posto del lavoro potrebbe comportare una pesante riduzione dell'assegno previdenziale Inps. Quindi la scelta migliore, per non compromettere il proprio tenore di vita, è quello di rimanere il più a lungo possibile sul posto di lavoro. Maggiore è l'età anagrafica, più sono i contributi versati, maggiore sarà la pensione che si andrà a ricevere ogni mese. Il nostro consiglio è quindi sempre quello di analizzare la propria posizione contributiva e scoprire se effettivamente si rientra in una delle tante possibilità che la normativa ci mette a disposizione. Se la risposta è positiva, perché non coglierla?

Andare in pensione in anticipo grazie ad un mutuo. Scopri come leggendo questo articolo: In pensione a 61 anni grazie ad un mutuo. L'idea di Draghi.

In pensione a 55 anni: ecco come!

Ci sono lavoratori, che senza grossi problemi, possono accedere alla pensione nel momento in cui compiono 55 anni. Sono quelle persone che alle spalle hanno una lunga carriera professionale, ma soprattutto che abbiano versato più di quaranta anni di contributi. Stiamo parlando della cosiddetta Quota 41, che permette di andare in pensione con 42 anni e 20 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Nel momento in cui si riuscisse a raggiungere questa anzianità contributiva a 55 anni, sarebbe possibile andare in pensione senza vedersi penalizzati nel momento in cui si riceve l'assegno Inps.

Stiamo parlando di un particolare misura riservata ai lavoratori precoci, ossia quelle persone che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni. Uno dei requisti per poter accedere a Quota 41 è quello di aver maturato almeno 12 mesilità prima del compimento proprio dei 19 anni. Stiamo parlando, ovviamente, di persone che hanno iniziato a lavorare poco più che bambini e che quindi hanno perso la propria giovinezza e che oggi è giusto che possano riposarsi dopo una lunga vita di lavoro. In questo caso i lavoratori postranno iniziare a godersi la pensione senza particolari preoccupazioni circa il loro assegno.

Per poter accedere a Quota 41, i lavoratori precoci dovranno appartenere ad una delle seguenti categorie:

  • essere un dipendente in stato di disoccupazione, a seguito di un licenziamento collettivo od individuale. Non importa che questo sia avvenuto per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Il diretto interessato deve aver terminato da più di tre mesi la fruizione della Naspi o di qualsiasi altra indennità;
  • essere un caregiver (in questo caso la misura coinvolge sia i lavoratori dipendenti che quelli autonomi). Il soggetto interessato deve assistere, al momento in cui presenta la domanda, da almeno sei mesi il coniuge od un parente di primo grado convivente che abbia un handicap grave, certificato ai snesi della Legge 104;
  • lavoratore autonomo o dipendente che abbia subito una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile superiore al 74%;
  • lavoratori che svolgono attività usuranti o particolarmente gravose.

In pensione con 20 anni di contributi!

Non è sempre necessario aver cominciato a lavorare da bambini per poter andare in pensione anticipatamente, magari ad un'età compresa tra i 55 ed i 64 anni. La possibilità di uscire dal mondo del lavoro così giovani, non rappresenterebbe un ostacolo alla crescita dell'economia italiana, anzi risulterebbe essere un fattore abilitante. Il nostro Governo, ultimamente, ha formulato alcune previsioni di crescita per il periodo 2021-2024: gli esperti ritengono che il Pil possa passare dal -8,9% del 2020 al +2,6% del 2023. Arrivando a toccare un +1,8% nel 2024.

Ma proviamo ad andare a vedere cosa prevederebbe la riforma che darebbe la possibilità di andare in pensione nella fascia di età compresa tra i 55 ed i 64 anni. Secondo le prime analisi la messa in quiescenza di questi lavoratori non penalizzarebbe l'offerta di lavoro; anzi, potrebbe consentire l'ingresso dei più giovani. Ci sarebbe, poi, un fattore che potrebbe spingere verso un'uscita dal mondo del lavoro in anticipo: la ripresa dei consumi potrbbe stimolare gli investimenti e di conseguenza la crescita economica.

Per ottenere la pensione a 55 anni è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • almeno 20 anni di contributi;
  • un assegno di pensione superiore a 2,8 volte l'assegno sociale.

Ovviamente se l'importo dell'assegno previdenziale non arriva a 2,8 quello sociale, sarà necessario aspettare i compimento dei 67 anni per andare in pensione.

Sei sicuro di avere tutti i contributi per andare in pensione? Scoprilo leggendo questo articolo: Pensione: allarme contributi. Sei sicuro che ci siano?.