Giorno dopo giorno prende sempre più corpo la riforma delle pensioni targata Mario Draghi. Adesso è arrivata la possibilità di uscire dal lavoro a 55 anni. Quella di cui stiamo parlando, sicuramente, costituisce una notizia molto importante per la maggior parte dei lavoratori, soprattutto per i caregiver, ma anche per quanti siano strangolati dai cosiddetti lavori gravosi.

Stando alle prime indiscrezioni, che circolano in queste settimane, la possibilità di andare in pensione in un'età compresa tra i 55 ed i 64 anni non rappresenterebbe un ostacolo alla crescita economica. Anzi, secondo alcuni osservatori costituirebbe, addirittura, un fattore abilitante. Basti pensare che il nostro Governo ha provveduto a formulare una previsione di crescita economica per il periodo compreso tra il 2021 ed il 2024. Il Pil italiano dovrebbe passare da un -8,9% del 2020 al +2,6% del 2023 fino a tocca il +1,8% nel 2024.

In pensione tra i 55 ed i 64 anni, cosa prevede la riforma!

Ma proviamo ad andare ad analizzare questa importante riforma, che prevede la possibilità di andare in pensione in un'età compresa tra i 55 ed i 64 anni. La domanda che molti lavoratori si starando ponendo, questa scelta è davvero fattibile? Quali potrebbero essere gli impatti sulla crescita economica del nostro paese?

Dare la possibilità di andare in pensione in un'età compresa tra i 55 ed i 64 anni, non creerebbe alcun ostacolo alla crescita economica del nostro paese. Le prospettive di crescita continuerebbero a rimanere tali, anche perché, nel momento in cui i lavoratori dovessero decidere di andare in quiescenza anticipatamente, non penalizerebbero in alcun modo le eventuali offerte di lavoro. Anzi, secondo molti osservatori, la possibilità di lasciare il lavoro darebbe la possibilità a molti giovani di iniziare a lavorare.

Fino a questo momento abbiamo provveduto ad analizzare e ad approfondire quali sono i lati positivi della possibilità di permettere ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente. Ma quali sono i requisiti per poter sfruttare queste opportunità? Ecco di cosa devono essere in possesso i diretti interessati:

  • aver maturato almeno 20 anni di contributi;
  • percepire un assegno previdenziale che sia superiore a 2,8 volte quello sociale.

Nel caso in cui l'assegno dovesse risultare essere inferiore a questo importo, la pensione a 64 anni non spetterebbe. Sarà necessario attendere fino al compimento dei 67 anni. Altra possibilità, ma in questo caso è necessario cogliere l'opportunità entro e non oltre il 31 dicembee 2021, è quella di accedere a Quota 100: in questo caso sarà possibile andare in pensione a 62 anni con almeno 38 di contributi.

Opzione Donna, la strada per la pensione anticipata!

Qualche possibilità maggiore, di andare in pensione anticipatamente, la hanno le lavoratrici, grazie ad Opzione Donna. Questa è una misura che permette alle dirette interessate, che abbiano almeno 58 anni anni di età e 35 di contributi, di andare in pensione. Le autonome dovranno aspettare un anno di più. Purtroppo, in questo caso, tra il momento nel quale si maturano i requisiti per poter accedere alla pensione ed il pagamento della prestazione da parte dell'Inps ci passa una finestra di almeno dodici mesi per le lavoratrivi dipendenti e diciotto mesi per quelle autonome.

La domanda a questo punto, che potrebbero porci molte lavoratrici, è se la scelta di andare in pensione con Opzione Donna possa penalizzarle in qualche modo. Almeno sotto il profilo economico. Dobbiamo ricordare che per quanti decidano di aderire a questa misura il sistema di calcolo per ottenere l'assegno previdenziale è quello contributivo: a prevederlo è il Decreto Legislativo n. 180 del 30 aprile 1997. Per ottenere la pensione è necessario presentare un'apposita domanda.

Attenzione, però, ad Opzione Donna. E' appena arrivato il parere contrario alla misura da parte dell'Ocse. Nell'Economic Outlook sull'Italia del mese di settembre 2021 l'organizzazione internazionale ha fatto le pulci all'Italia sulle pensioni anticipate. Sono ritenute troppo numerose, ma soprattutto troppo costose per entrare a regime. Secondo l'Ocse compoterebbero anche un rischio sociale di povertà per i pensionati. A finire nel mirino sono stati Opzione Donna e Quota 100. Se la seconda sappiamo già che il prosismo anno non verrà confermata, per la prima si corre il rischio che vi possano aderire solo le lavoratrici che maturino i requisiti entro la fine del 2021.

In pensione anticipatamente grazie a Quota 41!

Una delle possibilità che i lavoratori possono sfruttare per riuscire ad andare in pensione anticipatamente è quella di sfruttare Quota 41, un'opzione riservata ai lavoratori precoci. Purtroppo questa misura non è proprio per tutti, perché i requisiti per potervi accedere sono molto stringenti, ma dato che la Legge di Bilancio 2017 ha riconosciuto ben cinque profili di tutela per accedere alla pensione con questa misura, è bene ricordarli. 

I lavoratori precoci per poter accedere a Quota 41 devono:

  • essere in stato di disoccupazione a seguito di un licenziamento o per dimissioni per giusta causa. Ma anche a seguito di una risoluzione consensuale. Devono, inoltre, aver concluso definitivamente la prestazione di disoccupazione che spetta loro;
  • assistere - nel momento in cui chiedono la pensione - il coniuge od un parente di primo grado affetto da una grave disabilità. Stiamo parlando dei cosiddetti caregiver;
  • avere una capacità lavorativa ridotta, accertata come invalidità civile superiore al 74%;
  • svolgere un lavoro gravoso da almeno seti anni (degli ultimi sette)
  • aver svolto dei lavori notturni per almeno 64 notti nell'ultimo anno.

Nel caso in cui questi lavoratori abbiano maturato almeno 41 anni di contributi, uno dei quali prima del compimento dei 19 anni, potranno andare in pensione anticipatamente.