C’è chi va in pensione di vecchiaia anticipando l’uscita a 56 anni da subito, è possibile? Il punto principale per il rilascio di criteri particolarmente vantaggiosi resta la certificazione della diminuzione della capacità di realizzare o, quantomeno, portare a compimento un’attività lavorativa.

A questo riguardo, si attivano quelle condizioni tali da poter accedere alle prestazioni economiche di natura assistenziali e previdenziali.

Parliamo della possibilità di poter richiedere l’assegno ordinario d’invalidità, nonché del rilascio dall’INPS della pensione d'inabilità all’attività lavorativa o lavoro. E, ancora, della presenza delle limitazioni che portano al riconoscimento dell’invalidità specifica, necessaria per poter esercitare il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata, regolamentata dall’articolo 1, comma 8 del D.lgs. n. 503/1992.

Sulla pensione di vecchiaia anticipata è intervenuta in più occasioni la Cassazione che nelle ultime sentenze n. 11750/2015, n. 29191/2018, n. 24363/2019, n. 31001/2019, ha spiegato tale riconoscimento non rappresenta a tutti gli effetti di legge un trattamento previdenziale d’invalidità specifica.

Ma, viene visto come l’applicazione di particolari “eccezioni” spalmabili sul criterio anagrafico ordinario. In sostanza, la Cassazione ha spiegato la presenza delle deroghe tali da rendere più morbido il requisito anagrafico della pensione ordinaria regolamentata dall’articolo 1, comma 1 della Legge n. 222/1984 (Legge Fornero).

La verità è che si tratta di una questione alquanto spinosa. Senza ombra di dubbio i lavoratori si possono ritrovare a 67 anni davanti alla pensione di vecchiaia con le regolamentata dalle regole ordinarie. E, su questo, non c’è nulla da eccepire. Discorso completamente diversa la prospettiva di abbracciare il medesimo trattamento, ma con una modalità e una natura totalmente semplificata. 

Nel merito, risponderemo alla domanda di una lettrice che ci chiede:

“Buongiorno, mi chiamo Mariangela ho 56 anni lavoro da 20 anni in un’azienda..., l’INPS mi ha riconosciuto un’invalidità all’80%, il futuro sembra sempre più incerto, ho paura di perdere l’unica fonte di reddito che è il mio lavoro, per questo vorrei sapere come posso andare in pensione. In tutto questo, ho l’iscrizione presso un fondo sostitutivo INPS. Mi hanno detto che addirittura possono utilizzare la pensione di vecchiaia per ritirarmi dal lavoro. Grazie della risposta”.

Ad oggi, l’attuale ordinamento previdenziale permette l’approccio alla pensione di vecchiaia anticipata a condizioni estremamente vantaggiose. Ecco, perché, può andare in pensione a 56 anni di età, se è presente una contribuzione effettiva di non meno 20 anni di versamenti, oltre alla presenza di altre indicazioni. Ulteriori spiegazioni sono fornite nei paragrafi successivi.

Pensione a 56 anni con 20 anni di contributi! Chi anticipa

Non un’abrogazione generale alla norma principale, ma il riconoscimento del legislatore di piani alternativi che implicano un ridotto requisito anagrafico. È, bene comprendere che non viene intaccato il requisito contributivo, ma subisce un’alterazione in ribasso solo il requisito anagrafico, sempre se sussistono le condizioni disciplinate dalla legge. 

Il requisito contributivo può subire una riduzione dovuta all’applicazione delle deroghe Amato, per cui per alcuni beneficiari può ridursi a 15 anni di versamenti. Bisogna, inoltre considerare che per i lavoratori il cui trattamento previdenziale viene conteggiato interamente con il sistema contributivo, l’importo dell’assegno pensione non deve scendere a meno di 1,5 volte il trattamento minimo.

La verità è che è stata approvata una condizione avvantaggiata sulla pensione di vecchiaia, tale da rendere particolarmente favorito l’ingresso al trattamento previdenziale. Purtroppo, non una prerogativa rivolta a tutti i lavoratori, ma solo a pochi aventi diritto. 

Esiste, infatti, nell’ordinamento previdenziale la possibilità di poter utilizzare la pensione di vecchiaia anticipata snodando il requisito anagrafico non più a 67 anni, ma viene portato addirittura a 56 anni di età per le donne. Per gli uomini alle medesime condizioni, ma un modesto criterio anagrafico che porta alla pensione di vecchiaia anticipata a 61 anni di età.

Nonostante, le agevolazioni anagrafiche risultano abbastanza morbide resta da considerare una finestra mobile di 12 mesi.

Come si legge da LaLeggeperTutti.it, la presenza delle deroghe permette di azione quei canali di pensionamento agevolato tali da poter sfruttare un trattamento previdenziale ordinario, ma con delle variazioni sui requisiti. Nel merito, non si tratta di un trattamento d’invalidità, ma della possibilità di poter ricevere la pensione ordinaria con dei requisiti particolarmente favorevoli tendendo conto anche dell’aspettativa di vita.

A chi spetta la pensione anticipata di vecchiaia a 56 anni nel 2022?

Per ottenere il miglioramento delle condizioni anagrafiche necessarie per l’uscita a 56 anni, occorre rientrare anche in altri criteri previdenziali, quali:

  • per le lavoratrici viene sdoganata il requisito ordinario, permettendo l’uscita a 56 anni di età anagrafica;
  • per i lavoratori viene svincolato il requisito ordinario, permettendo l’uscita a 61 anni di età anagrafica.
  • per non perdere i criteri agevolati occorre risultare lavoratore dipendente appartenente al comparto privato, regolarmente annotato presso l’AGO INPS o rientrare in uno dei nove fondi sostitutivi di previdenza gestiti dall’INPS.

E, ancora, esistono delle condizioni strettamente legate all’anzianità contributiva, quali:

  • possono beneficiare dei requisiti agevolati i lavoratori che vantano un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
  • devono possedere sulle spalle non meno di 20 anni di versamenti effettivi. Se vengono introdotte le deroghe Amato il montante contributivo non deve scendere sotto i 15 anni;
  • la presenza di un’invalidità pensionabile nella misura accertata all’80%.

Pensione a 56 anni con l’invalidità pensionabile

L’INPS nella Circolare n. 65/1995 ha spiegato i legami intesi in termini di requisiti strettamente connessi all’invalidità, per cui è necessaria una percentuale verificata all’80%, ponendo uno sguardo attento alle disposizioni normative del diritto alle pensioni per i lavoratori del comparto pubblico e privato.

Nel merito, va detto, che per i lavoratori dipendenti registrati presso l’AGO, deve essere verificata la presenza della capacità lavorativa del richiedente, nonché delle adeguate abilità lavorative o, ancora, opportuna predisposizione all’occupazione lavorativa.

La Commissione disposta dall’USL coordinata dall’INPS accerta lo stato d'invalidità conferendo una percentuale d'invalidità in misura alla verifica della ridotta capacità lavorativa. Se un altro ente certifica la presenza di un’invalidità nella misura all’80% viene considerata ai fini della valutazione del giudizio medico – legale.

Se l’invalidità viene accertata al raggiungimento dell’età pensionabile, la decorrenza del trattamento previdenziale di vecchiaia parte dal primo giorno del mese seguente a quello a cui si riallaccia la presenza dell’invalidità accertata.

Ecco chi non può richiedere l’uscita anticipata a 56 anni!

La prestazione previdenziale presenta dei limiti che difatti non permettono a una vasta platea di beneficiari di ottenere il rilascio dei requisiti agevolati. Per questo motivo, non possono accedere alla pensione di vecchiaia anticipata i lavoratori appartenenti al comparto autonomo, né tantomeno i dipendenti pubblici.

Anche in questo caso, il legislatore ha previsto un’eccezione che riguarda la presenza della contribuzione effettiva in uno dei fondi pensioni gestiti dall’INPS per i lavorati dipendenti o, ancora, se sono presenti dei versamenti nei fondi sostitutivi.