Più si avvicina il 31 dicembre 2021 e più sale l'adrenalina di chi è prossimo alla pensione. Per i giovani, giovanissimi e chi ha ancora qualche anno da lavorare invece i giochi sembrano fatti. Dal 2022 per andare in pensione con quella di vecchiaia ci vorranno 67 anni e 20 anni di contributi.

Ne avevo scritto in questo articolo Riforma pensioni: tutti a 67 anni! Chi si salva che merita la lettura.

Per chi invece riuscirà a raggiungere l'ambo 62 e 38, fino a fine anno potrà andare in pensione con Quota 100 senza perdere nulla sull'assegno. Chi invece potrà ancora sperare di andare in pensione a 57 anni con ben 10 anni di anticipo rispetto alla nuova età che scatterà il 1 gennaio 2022? E come si potrà andare in pensione. 

Ci sono due modi ancori possibili e validi anche nel 2022, che permettono di anticipare l'età di pensionamento rispetto ai 67 anni. Le due modalità sono la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, detta anche RITA, e Quota 41 per i lavoratori precoci, sia autonomi che privati. Ovviamente per poter accedere  a queste due strade di pensionamento si devono soddisfare diversi requisiti. Vediamo allora nel dettaglio come sfruttare queste due strade per andare in pensione a 57 anni.

Pensione a 57 anni con Rita: quali requisiti

La rendita integrativa temporanea anticipata è una forma di accompagnamento al pensionamento anticipato pagato dal fondo pensione cui aderisce il lavoratore. Una delle condizioni infatti per poter accedere alla pensione a 57 anni con la RITA è proprio l'iscrizione ad un fondo pensione, sia esso aperto che chiuso, ma anche i piani individuali pensionistici (detti PIP). Questa forma di accompagnamento al pensionamento anticipato è stata introdotta con la legge di bilancio del 2017 basando l'anticipazione dell'assegno della pensione con una parte del trattamento integrativo derivante dal fondo pensioni cui il lavoratore ha aderito. 

I requisiti per poter sfruttare il pensionamento con cinque o dieci anni di anticipo rispetto all'età di pensionamento sono tre.

Il primo requisito fondamentale è l'iscrizione ad un fondo di previdenza integrativo. Ma non solo. Si deve aver maturato almeno cinque anni di iscrizione al fondo pensione integrativa.

Il secondo requisito è l'inoccupazione. Ovvero la perdita di lavoro. 

Ed infine un monte contributivo effettivamente versato di 20 anni.

Tuttavia si possono distinguere due tipologie di accesso alla RITA.

La prima tipologia interessa i lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa, cui mancano cinque anni per poter andare in pensione (quella di vecchiaia) ed hanno versato almeno 20 anni di contributi alla forma previdenziale INPS. 

La seconda tipologia riguarda lavoratori che hanno cessato l'attività lavorativa cui sia seguito un periodo di inoccupazione superiore a 24 mesi, che dal momento del termine di inoccupazione maturino 10 anni per poter accedere alla pensione di vecchiaia. Quindi dal 2022 si potrà decidere di andare in pensione a 57 anni.

In entrambi i casi sono richiesti cinque di iscrizione al fondo pensioni.

Pensione a 57 anni: come certificare l'inoccupazione

La decisione di sfruttare il montante cumulato nel fondo pensione come anticipazione futura della pensione richiede lo stato di inoccupazione. Per poter certificare questa situazione, secondo la COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) ci sono due strade:

la presenza di una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro rilasciata dal lavoratore dopo aver perso il lavoro, da richiedere al centro per l'impiego di riferimento. In alternativa, se il fondo pensione acconsente, può essere presentata una dichiarazione sostituiva di certificazione, essendo lo stato di disoccupazione menzionato tra gli stati autocertificabili (ex art. 46 del dpr n. 445/2000);

una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui comunicare al fondo pensione lo stato di disoccupazione. 

La presenza di uno stato di disoccupazione che vada oltre i 24 mesi fa cadere il requisito dei 20 anni di contribuzione versata all'Inps. La presenza di contributi consentirà al raggiungimento dell'età pensionabile di poter ottenere la pensione, in base ai contributi versati.

Quanto spetta in pensione a 57 anni con il sistema Rita

Prima di decidere di anticipare il pensionamento attingendo al fondo pensione, è bene verificare se con quanto rimane nel fondo pensione e l'importo della pensione che si percepirà al compimento dell'età di 67 anni, si possa vivere dignitosamente. L'anticipazione della rendita dal fondo pensione infatti non farà altro che ridurre la pensione di scorta ottenibile con il fondo pensione. Il principio è semplice: se si riscuote in anticipo il capitale accumulato nel fondo integrativo si riduce proporzionalmente la rendita sulla quale il lavoratore può contare al momento del raggiungimento della pensione pubblica. Ma se si decidesse di attivare la RITA, a quanto ammonta la rendita anticipata della pensione? Per conoscerlo si deve prima comprendere come viene calcolata. 

Dal 2007 il lavoratore ha la facoltà di poter destinare il proprio TFR, che fino ad allora era lasciato in azienda, ad un fondo pensione, o in caso di silenzio ad un fondo presso l'Inps. Il lavoratore sceglie il comparto del fondo in cui investire (esempio bilancio o azionario) e il datore di lavoro destina mensilmente il TFR maturato a quel fondo. Solitamente sono fondi pensioni collegati ai vari settori (commercio, metalmeccanico, assicurazione, ecc). Il lavoratore può anche decidere di destinare una parte della sua retribuzione, cui si aggiunge il doppio del datore di lavoro. L'investimento scelto farà crescere anno dopo anno il capitale investito. Dall'importo così ottenuto, si ricava la rendita erogabile. Del capitale accumulato, il lavoratore può decidere se convertire in RITA solo una parte o tutto. Nel caso scelga di usare solo una parte del capitale accumulato per beneficiare della RITA, la restante parte sarà usata per l’erogazione della pensione integrativa vera e propria.

Pensione a 57 anni: l'importo dell'anticipazione pensionistica

Rispetto alla pensione, l'importo della rendita integrativa anticipata è calcolato sul capitale accumulato e rivalutato dall'investimento e dalla trasformazione di questo montante in rendita per gli anni che mancano al raggiungimento dell'età del pensionamento. Maggiore è il montante, maggiore sarà la rendita. L'operazione di "riscossione parziale del fondo" è anche soggetta ad un'aliquota fiscale di vantaggio. Infatti i riscatti totali o parziali dal fondo pensione sono soggetti ad prelievo come tassazione separata. Nel caso di utilizzo del fondo per destinare una parte o tutto in RITA, la tassazione è del 15% che si riduce dello 0,3% per ogni anno di permanenza del fondo oltre il quindicesimo anno di permanenza. La riduzione massima è di 6 punti, quindi la tassazione minima è del 9%.

Ogni fondo pensione mette a disposizione dei calcolatori di simulazione per l'anticipazione della rendita. Si consiglia di utilizzare quello del proprio fondo pensione per calcolare con esattezza la rendita integrativa temporanea.  

Pensione a 57 anni con Quota 41

Andare in pensione con 41 anni di contributi versati con l'età anagrafica di 57 anni si può ed è concessa ai cosidetti lavoratori precoci. In questo caso, rispetto alla rendita integrativa previdenziale anticipata, si è di fronte ad una vera e propria pensione. Uno dei limiti di Quota 41 è quella di aver iniziato a lavorare giovanissimi. Nel caso specifico con 41 anni di contributi e 57 anni di età, si deve aver iniziato a lavorare all'età di 16 anni, ed aver trovato datori di lavoro onesti che hanno effettuato i dovuti versamenti contributivi. 

Infatti uno dei requisiti richiesti e l'aver maturato almeno 12 mesi di contribuzione versata prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Per chi volesse andare in pensione con 41 anni di contributi e 57 anni di età, ci stiamo riferendo a chi sia nato nel 1965 o prima ed abbia effettivamente iniziato a lavorare in età ancora adolescenziale. Per la contribuzione Inps sono validi anche gli anni di apprendistato che potevano essere usati proprio per i giovani lavoratori. Inoltre sono considerati validi anche gli anni di contribuzione versati all'estero purchè in paesi con i quali l'Italia abbia degli accordi bilaterali e quelli conseguenti al percepimento della NASpI.

Pensione a 57 anni per i lavoratori precoci: i requisiti

Per accedere al pensionamento con 41 anni di contribuzione, e pensare nel 2022 di poter richiedere l'assegno pensionistico anche con solo 57 anni di età, devono però ricorrere alcuni stati soggettivi che sono necessari per poter chiudere il cerchio della pensione per i lavoratori precoci. Quali sono questi requisiti o meglio condizioni soggettive? 

Una prima condizione è quella dello stato di disoccupazione. Questa deve essere maturata per effetto di un licenziamento per giusta causa, licenziamento collettivo oppure di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 l. 22 luglio 1966 n. 604. Le dimissioni oppure la scadenza del contratto a termine non consentono di poter accedere alla pensione con Quota 41.

Un'altra condizione per poter sfruttare quota 41 è quello di assistere un famigliare convivente da almeno sei mesi che versi in uno stato di handicap grave o gravissimo, certificato dall'Ausl a seguito di visita da parte della commissione medico legale. La condizione non richiede l'aver usufruito dei permessi di legge ai sensi della legge 104/92, ma solo di assistere il famigliare convivente da almeno sei mesi. La convivenza è certificata dal fatto di vivere allo stesso indirizzo civico come risultante anche dagli stati di famiglia. 

Poi c'è la condizione di invalidità riconosciuta al titolare del trattamento pensionistico, a condizione che la percentuale di invalidità riconosciuta non sia inferiore al 74%