Sembra impossibile ma c’è chi va in pensione a 57 anni facendo questa cosa

Veramente c’è chi va in pensione a 57 anni? Nella vita si pianifica tutto dall’ordine della casa agli aspetti lavorative, le incognite ricadono inverosimilmente sul trattamento previdenziale. È facile ritrovarsi a 57 anni senza lavoro sotto gli anni della pensione. Sicuramente, non tutti sanno che esistono delle scelte che possono dimostrarsi interessanti, ma soprattutto, fruttuose in futuro. Accostare il termine fruttuoso in ambito previdenziale potrebbe sembrare fuori luogo, ma non è così se il discorso cade sulla sottoscrizione alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA.

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Veramente c’è chi va in pensione a 57 anni? Nella vita si pianifica tutto dall’ordine della casa agli aspetti lavorative, le incognite ricadono inverosimilmente sul trattamento previdenziale. È facile ritrovarsi a 57 anni senza lavoro sotto gli anni della pensione.

Sicuramente, non tutti sanno che esistono delle scelte che possono dimostrarsi interessanti, ma soprattutto, fruttuose in futuro. Accostare il termine fruttuoso in ambito previdenziale potrebbe sembrare fuori luogo, ma non è così se il discorso cade sulla sottoscrizione alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – RITA.

Il discorso non è complicato, anzi è semplicissimo, basti pensare che l’adesione a Rita ti permette di ricevere una rendita mensile già a 57 anni. Si tratta, di uno strumento inserito nella Legge di Bilancio 2017, rinnovato annualmente nel corso del tempo fino a quando il Governo italiano non ha reso la misura strutturale, staccandola dai rinnovi annuali.

Sembra impossibile ma c’è chi va in pensione a 57 anni facendo questa cosa

Ebbene, comprendere che non tutti possono ottenere il rilascio di una rendita mensile. In ogni modo, parliamo dell’accesso al Fondo complementare dietro la presenza di requisiti. 

Sebbene, viene riscontrato un maggior vantaggio quando il lavoratore si trova in stato di disoccupazione. Infatti, i disoccupati che hanno aderito a Rita possono ricevere un assegno mensile già a 57 anni di età.

È, importante, comprendere che quando si parla di Rita il riferimento cade sull’adesione alla previdenza complementare, su quel passaggio che permette di accumulare risorse nel fondo complementare per poi poterle sfruttarle in un’unica quota o, ancora, attraverso una rendita mensile almeno cinque anni prima del pensionamento con la pensione di vecchiaia.

Mentre, condizioni più vantaggiose sono riservate a coloro che hanno maturato 57 anni e risultano inoccupati da almeno 24 mesi. In questi casi, infatti, è possibile ottenere una rendita anche 10 anni prima del trattamento previdenziale ordinario.

Requisiti e condizioni per l’uscita anticipata a 57 anni di età

Per accedere alla RITA occorre sottoscrivere un piano di accumulo presso fondo pensione. Un’operazione necessaria per il riconoscimento della pensione integrativa. Una modalità che amplifica le possibilità di richiedere un pensionamento prima dei 67 anni di età.

Le condizioni e i requisiti previsti per la RITA non sono stringenti, tuttavia il rilascio del beneficio economico viene condizionato dalla presenza di uno o più elementi, tra cui:

  • il lavoratore deve considerare che può richiedere il rilascio di una rendita integrativa nel momento in cui ha cessato l’attività lavorativa;
  • è, importante, possedere un’anzianità nel fondo non inferiore a 20 anni di versamenti;
  • la richiesta alla pensione integrativa può essere formulata almeno cinque anni prima dei 67 anni. Ecco, perché, utilizzando questo meccanismo è possibile collocarsi a riposo anche a 62 anni;
  • è possibile ottenere il beneficio economico a 57 anni, se il lavoratore si trova nella condizione d'inoccupato da un periodo temporale non inferiore di 24 mesi.

Oltre tutto va ricordato che, la rendita RITA viene rilasciata all’avente diritto fino al momento dell’ottenimento della pensione, per cui viene ammesso un anticipo di 5 o 10 anni a seconda dei casi.

È chiaro che la rendita integrativa viene richiesta maggiormente da coloro che non possiedono più un’occupazione, si ritrovano senza lavoro, ma soprattutto, si trovano troppo lontani dalla pensione ordinaria.

Per questo motivo, spesso sentiamo di amici inoccupati che a 57 anni percepiscono una rendita integrativa mensile. 

La rendita integrativa RITA può essere richiesta dagli eredi

In presenza della perdita prematura dell’intestatario della rendita integrativa RITA i soldi accumulati si perdono?

Assolutamente, no. È possibile richiedere la parte residua o, ancora, tutto il capitale accumulato se non consumato. Gli eredi possono richiedere il rilascio di parte o dell’intera quota non erogata.

A 57 anni posso riscattare parte o tutta la RITA

La pensione integrativa permette di riscattare parte o l’intero capitale accumulato annualmente nel fondo pensione. In sostanza, il beneficiario decide se e come ottenere la quota maturata nel tempo. Sicuramente, se ritira tutto il capitale non potrà richiedere una rendita integrativa mensile.

È, importante, comprendere che la rendita Rita rappresenta quel vantaggio necessario per il raggiungimento della pensione. Per questo motivo, spesso viene definita rendita ponte, perché permette il rilascio di un assegno anche 5 o 10 anni prima del trattamento previdenziale.

Va, considerato, che per gli over 50 appare sempre più difficile una collocazione nel mondo del lavoro, utilizzando questo strumento si ottiene un’entrata indispensabile sia per gestire le spese quotidiane che per raggiungere la pensione.

Nello stesso tempo, non si esclude un ottimo strumento utilizzato anche coloro che sfruttano il vantaggio della Rita per ritirarsi anticipatamente dall’attività lavorativa.