In molti pensano che sia difficile riuscire ad andare in pensione al compimento dei 57 anni. Ma non è così: è una strada perfettamente percorribile. Certo: non tutti possono avere questa fortuna. Alla fine stiamo parlando di uscire dal lavoro 10 anni prima rispetto ai requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia, che ricordiamolo prevede l'aver compiuto almeno 67 anni. Ma ci sono delle opportunità che si possono cogliere fin da subito. 

Prima di proseguire nel nostro approfondimento sulle varie opportunità, che ci sono concesse dal nostro sistema previdenziale per andare in pensione a 57 anni, è importate fare una precisazione. La normativa, in Italia, non prevede un'età minima per poter andare in quiescenza. Ci sono alcune misure che danno la possibilità di usufruire della possibilità di andare in pensione ad una determinata età, mentre altre non lo prevedono. Proviamo a districarci tra le varie opportunità che ci garantisce la normativa italiana e a vedere quando ci è possibile andare in pensione a 57 anni.

In pensione a 57 anni grazie a Quota 41!

Partiamo con lo sfatare un mito. Non esiste una sorta di Quota 57 od Opzione 57 anni, che permetta o preveda di andare in pensione a 57 anni. Al contrario esistono alcune misure che permettono alle donne che raggiungono questa età di andare in pensione, ma di queste possibilità ne parleremo più avanti nel corso dell'articolo. Ma non abbattiamoci. Il nostro obiettivo di uscire dal mondo del lavoro anticipatamentelo riusciremo a raggiungere lo stesso. Per capire se questa opportunità esiste sul serio, sarà necessario fare riferimento ad alcune opzioni che permettono di lasciale il nostro posto di lavoro anticipatamente, indipendentemente dall'età raggiunta. Proviamo ad analizzare la possibilità di andare in pensione anticipatamente che hanno i lavoratori precoci, che possono aderire alla cosiddetta Quota 41.

Questa formula permette di andare in pensione a qualsiasi età, purché il lavoratore abbia maturato:

  • se è un uomo: 42 anni e 10 mesi di contributi;
  • se è una donna: 41 anni e 10 mesi di contributi.

Dobbiamo ricordare che il Decreto 4/2019 ha provveduto ad inserire una finestra trimestrale per poter accedere alla pensione: in estrema sintesi, questo significa che nel momento in cui siano maturati i diritti per poter accedere alla pensione, la stessa decorrerà solo dopo tre mesi.

Sostanzialemente per poter andare in pensione usufruendo di Quota 41, il diretto interessato - se è un uomo - dovrà aver iniziato a lavorare a 14 anni. Ma soprattutto dovrà aver mantenuto una carriera lavorativa continuativa e senza interruzioni. Benché sia possibile, è un caso molto, ma molto raro. Leggermente migliori sono le condizioni previste per le donne, che avrebbero dovuto iniziare a lavorare a 15 anni.

Le possibilità offerte da Quota 41 non si fermano qui. Questa misura, è bene ricordarlo, permette di ottenere la pensione anticipata ai lavoratori precoci, ossia alle persone che al compimento dei 19 anni abbiamo maturato almeno 12 mesi di contributi. Questi lavoratori hanno la possibilità di andare in pensione al raggiungimento dei 41 anni di contributi tondi tondi (ma è pur sempre prevista una finestra temporale di tre mesi), purché appartengano ad una delle seguenti categorie:

  • siano disoccupate, a seguito di un licenziamento, di dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Devono inoltre aver usufruito integralmente delle prestazioni garantite per la disoccupazione;
  • essere un caregiver, ossia assitere da almeno sei mesi il coniuge od un parente di primo grado con un handicap di particolare gravità;
  • persone che abbiano una capacità lavorativa ridotta, accertata come invelidità civile, che sia superiore al 74%;
  • essere un lavoratore dipendente che stia svolgendo un'attività lavorativa gravosa;
  • essere un lavoratore dipendente che svolga delle attività usuranti o dei lavori notturni.

Nel caso in cui il diretto interessato rientri in una di queste categorie potrà andare in pensione a 57 anni, purché abbia iniziato a lavorare a 16 anni.

Cosa succede alla pensioni di reversibilità? Lo scoprirete leggendo questo articolo: Addio alle pensioni di reversibilità. Il taglio di Draghi.

In pensione a 57 anni: una strada in discesa per le donne!

Il ventaglio delle possibilità offerte alle lavoratrici donne è leggermente più ampio. Possono, infatti, organizzare la propria vita e sognare di andare in pensione a 57 anni appoggiandosi, ad esempio, ad Opzione Donna. Ad essere sinceri questa soluzione permette di uscire dal mondo del lavoro al compimento dei 58 anni, se si è una lavoratrice dipendente ed a 59 per le autonome. E' necessario aver maturato almeno 35 anni di contributi. Questa misura, però, prevede anche una finestra mobile di 12 mesi. Questo significa che la pensione inizierà a decorrere almeno un anno dopo rispetto a quando siano stati matura i requisiti. Per le lavoratrici autonome la finestra è addirittura di 18 mesi.

Le lavoratrici donne possono addirittura pensare alla pensione a 56 anni. Questa è un'opzione che è stata pensata e riservata a quante abbiano un'invalidità riconosciuta e certificata che sia pari ad almeno il 100%. Nel momento in cui dovessero compiere 56 anni, devono aver maturato almeno 20 anni di contributi.

Prende corpo la riforma delle pensioni. Viene spiegato tutto il questo articolo: Riforma pensioni: Draghi punta su Quota 101! Via a 62 anni!.

In pensione a 57 anni grazie alla Rita!

Una delle ultime opzioni che permettono di andare in pensione a 57 anni è RITA, che è una sorta di accompagnamento alla pensione di vecchiaia. Dobbiamo, però, sottolienare che in questo caso non siamo davanti ad un vero e proprio prepensionamento. RITA, che è l'acronimo di rendita integrativa temporanea anticipata, è accessibile solo e soltanti ai lavoratori che abbiano sottoscritto un fondo previdenziale complementare, nel quale siano stati versati almeno cinque anni di contributi.

Sarà proprio quanto il lavoratore ha accumulato all'interno del fondo complementare a permette di ottenere una rendita che servirà ad attendere la pensione di vecchiaia. La rendita mensile sarà proporzionata ai contributi versati nel fondo complementare: più alti sono questi, più alta sarà la rendita.

Grazie a Rita sarà possbile andare in pensione a 62 anni, nel caso in cui si abbiano versato almeno 20 anni di contributi. Nel caso in cui il lavoratore sia disoccupato è possibile accedere alla pensione a 57 anni, purché il diretto interessato sia senza occupazione da almeno 24 mesi ed abbia versato almeno 20 anni di contributi obbligatori.

Quali sono le tutele della Legge 104 per chi va in pensione? Lo scoprirete in questo articolo: La Legge 104 tutela pensione e busta paga. Ok da Draghi!.