Andare in pensione a 57 anni: il Governo guidato da Mario Draghi conferma fino in fondo questa possibilità. A dare il primo ok è la Cabina di Regia. Una possibilità, quella di accedere alla pensione con dieci anni di anticipo, che viene data non solo a quanti stiano beneficiando della Legge 104. Il lavoro che sta svolgendo in questi giorni l'Esecutivo è, a dir poco, frenetico: il nodo della previdenza è al centro dell'attenzione. Tra pochi mesi scadrà definitivamente Quota 100, che, stando alle volontà dello stesso Governo, non avrebbe alcuna possibilità di essere prorogato.

La notizia, che arriva direttamente dalla Cabina di Regia del Governo, è una di quelle che è destinata a cambiare la vita di molti lavoratori. Sarà possibile anticipare la pensione a 57 anni: quello che, almeno per il momento, è più importante è il fatto che Mario Draghi non abbia espresso alcun parere contrario a questa possibilità. Quindi sì, stiamo parlando di una possibilità che è molto più concreta di quanto si possa sperare.

In pensione a 57 anni: come devo fare?

Quella che è stata lanciata in questi giorni è una vera e propria bomba: è possibile andare in pensione a 57 anni. Per poter usufruire di questa misura, però, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti. Dato che la riforma delle previdenza pubblica è ancora in alto mare e, per il momento, non ci è dato ancora sapere a chi, Mario Draghi, estenderà la possibilità di andare in pensione anticipatamente, non possiamo far altro che scattare una fotografia dei requisiti che sono necessari oggi come oggi per andare in pensione a 57 anni. Ad oggi possono andare in quiescenza quanti abbiano raggiunto questa età e rientrino in particolari categorie: tra questi ci sono i cosiddetti caregiver.

Oggi come oggi i caregiver hanno la possibilità di andare in pensione al compimento dei 57 anni purché abbiano maturato 42 anni e 10 mesi di contributi se sono uomini od un anno in meno, nel caso in cui siano delle donne. Stiamo, in altre parole, parlando della cosiddetta Quota 41, che è riservata ai lavoratori precoci. Per poter accedere a questa misura è necessario, inoltre, aver maturato almeno 12 mensilità di contributi prima del compimento dei 19 anni. Andando ad analizzare nel dettaglio questa misura, i nostri lettori potranno comprendere che non si tratta esclusivamente di una misura rivolta ai caregiver, ma stiamo parlando di una misura rivolta a quanti abbiano iniziato a lavorare molto giovani.

Per poter andare in pensione a 57 anni, con 41 di contributi è, infatti, necessario possedere i seguenti requisiti:

  • essere disoccupati in seguito ad un licenziamento, per dimissioni per giusta causa o a seguito di una risoluzione consensuale. Il lavoratore deve anche aver concluso definitivamente la disoccupazione che gli spetta da almeno tre mesi;
  • assistere, da almeno sei mesi, il coniuge od un parente di primo grado con un handicap grave (quindi i cosiddetti cargiver);
  • avere una capacità lavorativa ridotta. Questa deve essere accertata come invalidità civile al 74%;
  • dipendenti che stiano svolgendo da almeno sei anni attività lavorative gravose;
  • lavoratori dipendenti addetti alle attività usuranti o ai lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

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In pensione a 57 anni grazie a Rita!

Una delle varie possibilità messe a disposizione dei lavoratori, oggi come oggi, per andare in pensione a 57 anni è utilizzando la Rita, che permette a tutti i lavoratori, che siano disoccupati da almeno 24 mesi, di andare in quiescenza. I diretti interessati devono, però, aver sottoscritto un fondo previdenziale complementare. Ma proviamo a vedere quali sono i requisiti necessari per poter accedere alla pensione grazie a questa misura.

Per quanti stiano ancora lavorando è indispensabile:

  • avere almeno 62 anni;
  • aver maturato 20 anni di contributi;
  • essere titolare di un fondo pensione complementare, presso il quale aver versato almeno cinque anni di contributi.

Nel caso in cui il diretto interessato sia disocupato, è necessario:

  • avere almeno 57 anni;
  • avere almeno 20 anni di contributi;
  • essere titolare di un fondo pensione complementare, presso il quale aver versato almeno cinque anni di contributi.

E' inoltre necessario prestare assistenza ad un familiare che sia portatore di un grave handicap, che sia stato certificato e che stia beneficiando della Legge 104.

Arriva la riforma targata Mario Draghi!

In questi mesi continua a rimanre acceso il dibattito intorno alla riforma delle pensioni. I lavoratori attendono notizie e cercano, giustamente, di sapere cosa accadrà nei prossimi mesi. E' in ballo il loro futuro. Non bisogna dimenticarlo. Una parte del Governo avrebbe intenzione di accontentare le richieste che arrivano dai cittadini, che vorrebbero un prolungamento di Quota 100, che potrebbe permettere l'uscita dal mondo del lavoro con un certo anticipo. L'alternativa, se proprio questa misura deve chiudersi a fino anno, sarebbe quella di mettere in cantiere altre misure che permettano una certa flessibilità nel momento in cui si voglia uscire dal mondo del lavoro. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2022 si verrà a creare un enorme scalone, che costringerà a rimandare il giorno della pensione di cinque anni a quanti non siano riusciti a cogliere l'opportunità di Quota 100.

Questo è uno dei motivi per i quali il Governo Draghi è al lavoro per valutare nuove formule e nuove opportunità, in modo da permettere ai lavoratori valide alternative alla pensione a 67 anni. Quali strade ci sono all'orizzonte ora? se ne vedono ben poche: per questo il fatto che Mario Draghi non abbia bocciato la possibilità di andare in pensione a 57 anni è stata una vera e propria novità.

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