La corsa per andare in pensione prima è iniziata, visto che non bisogna aspettare la legge di bilancio 2022 per sapere come sarà la riforma delle pensioni. In questo articolo Riforma pensioni: c'è l'accordo! Ecco come sarà nel 2022 ho parlato di qual è la soluzione che sta mettendo d'accordo tutti. Nel frattempo per poter andare in pensione prima, ed evitare di aspettare i 67 anni previsti dalla legge Fornero, ci possono essere alcune opzioni. Certo, non sono praticabili da tutti, ma per chi può sarebbe un'ottima opportunità. Vediamo quali sono.

Pensione a 60 anni: l'isopensione con il maxi scivolo

L'ex ministro del lavoro del governo a guida Mario Monti, Elsa Fornero, nel 2012 introdusse l'isopensione. Si tratta di una possibilità concessa ai lavoratori dipendenti del settore privato cui mancano 4 anni per andare in pensione all'età di 67 anni. Con la legge di bilancio 2021, lo scivolo Fornero di 4 anni è stato portato a 7 anni. Il maxi-scivolo, già utilizzabile dal 2021, è esteso fino al 2023. I lavoratori del settore privato, con un contratto di lavoro dipendente, che maturano tra il 2021 e 2023 un'età anagrafica tale per cui mancano 7 anni per poter andare in pensione, potranno fare domanda. In pratica chi compie 60 anni tra il 2021 e 2023 potrà scontare sette anni di lavoro ed accedere all'agognato assegno. L'isopensione è destinato ai lavoratori che vogliono chiudere il rapporto di lavoro contando su un meccanismo che permette di andare in pensione in modo anticipato qualora raggiungano i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata. Lo rende noto l'Inps nel messaggio n. 227/2021 ad illustrazione della novella contenuta nell'articolo 1, co. 345 della legge n. 178/2020 (legge di bilancio per il 2021). Si ricorda che i requisiti sono per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi di contributi le donne; 42 anni e 10 mesi di contributi gli uomini) oppure per la pensione di vecchiaia (67 anni e 20 anni di contributi). Chi ha compiuto 60 anni ad esempio potrà beneficiare di questa proroga. Questi requisiti devono essere raggiunti nei 7 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro (anziché nel termine ordinario di 4 anni previsto dalla legge 92/2012). Ma ci sono alcune condizioni da rispettare. 

Pensione anticipata a 60 anni: i requisiti

I paletti per poter accedere alla prestazione di accompagnamento alla pensione, cosiddetta isopensione, sono tanti. Motivo per cui non sempre e per tutti è agevole poterci provare.

Il primo requisito riguarda l'ampiezza delle aziende private in cui l'isopensione può essere richiesta. Deve avere almeno in media un organico di 15 dipendenti.

L'altro requisito è di natura contrattuale. Tra dipendente ed impresa ci deve essere un contratto di lavoro a tempo indeterminato che matura i requisiti di contribuzione o di età anagrafica entro 4 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per il triennio 2021-2023 lo scivolo è portato a 7 anni, grazie ad un emendamento alla legge di bilancio 2021. Come ha specificato l'Inps, il periodo massimo di fruizione dell'accompagnamento alla pensione fino alle richieste presentate entro il 2023, è di 7 anni. L'ultima finestra per poter presentare la domanda è il 1 dicembre 2023. Di conseguenza la risoluzione del rapporto di lavoro deve avvenire il 30 novembre 2023.

Infatti l'altro requisito richiesto è che il lavoratore termini di lavorare. Di fatto l'isopensione ha l'obiettivo di favorire il ricambio generazionale sul mondo del lavoro. Tuttavia non è semplicisticamente la decisione del lavoratore di smettere di lavorare potendo soddisfare i requisiti contributivi e di età con 7 anni di anticipo tra il 2021 e 2023. Ci vuole l'accordo del datore di lavoro e dei sindacati. 

Isopensione a 60 anni: l'uscita dal lavoro

Il requisito dell'uscita dal mondo del lavoro è praticamente realizzato quando il datore di lavoro ed i sindacati trovano un accordo per consentire un esodo dei lavoratori che sono prossimi al raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia o anticipata nei sette anni successivi all'uscita dal lavoro. Gli esodi devono essere giustificati da una volontà dell'azienda di ristrutturare e riorganizzare. In presenza di questo accordo, il lavoratore volontariamente può decidere di fare domanda per la pensione anticipata a 60 anni, con il maxi scivolo dell'isopensione. 

L'accordo deve prevedere la situazione di eccedenza del personale, l’indicazione del numero dei lavoratori risultanti in esubero ed il termine entro il quale il programma di esodo deve concludersi. 

Alla procedura di accompagnamento alla pensione, con lo scivolo, vi potranno aderire solo i lavoratori con contratto a tempo indeterminato a cui manchino 7 anni per l'accesso alla pensione di vecchiaia. Lo strumento, invece, non può essere finalizzato all'erogazione della pensione con quota 100.

In termini di età, il dipendente che esce con l'accordo sindacale dovrà avere 7 anni in meno rispetto alla pensione di vecchiaia. Se invece si vuole andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, all'atto dell'uscita dal lavoro, il lavoratore deve avere 35 o 34 anni di contributi, cui si aggiungeranno i 7 anni dell'isopensione.

Pensione a 60 anni: quanto spetta con l'isopensione

Per facilità la chiamiamo pensione, ma in realtà è un accompagnamento a quello che poi sarà la vera pensione. Infatti in questi sette anni ad erogare l'importo sarà il datore di lavoro e non l'Inps, anche se a pagare sarà l'Inps che a sua volta avrà ricevuto i fondi dall'azienda. L'importo mensile che il lavoratore percepisce con la procedura di isopensione è esattamente l'importo che percepirà in via teorica al momento di cessazione del rapporto di lavoro per effetto del raggiungimento dei requisiti di pensionamento. Su questo assegno il lavoratore versa l'Irpef, mentre la contribuzione è totalmente a carico del datore di lavoro, il quale deve infatti farsi carico di questo onere. Il datore di lavoro si impegna a versare 13 mensilità all'anno fino al raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia (67 anni e 20 di contributi) oppure anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne).  

Sull'assegno di accompagnamento alla pensione non si calcolano gli assegni al nucleo famigliare. Ma in prossimità dell'assegno unico ai figli, universale, se il beneficiario dell'isopensione dovesse essere genitore di un minorenne o maggiorenne che studia, potrà anche fare richiesta dell'assegno unico ai figli. 

L'assegno non è reversibile. 

Pensione a 60 anni: come fare domanda per l'isopensione

Una delle poche occasioni in cui il cittadino non deve fare nulla. Una volta accettata la procedura di esodo, a fronte di un accordo tra sindacati e datore di lavoro, il lavoratore non deve fare altro. Tutta la pratica è svolta tra datore di lavoro ed INPS. Il primo passo lo compie il datore di lavoro che presenta alla sede Inps presso la quale versa i contributi dei lavoratori, il modello SC77 con il programma annuale di esodo contenente l’elenco dei lavoratori interessati e il relativo accordo aziendale. A questo modulo, il datore di lavoro a garanzia dei pagamenti dei contributi dell'assegno di accompagnamento alla pensione, deve rilasciare una fidejussione per l'intero importo. L'Inps, una volta ricevuto la domanda e la fidejussione, autorizza il datore di lavoro a presentare per ogni lavoratore interessato la domanda di isopensione.

La domanda deve essere sottoscritta dal lavoratore. Le modalità di gestione della prestazione di esodo sono illustrate nella circolare n. 119/2013 (prestazione a favore dei lavoratori iscritti alle gestioni pensionistiche private). 

Pensione anticipata: APE sociale, RITA

Per poter andare in pensione prima dei 67 anni, nel caso in cui Quota 100 non sia percorribile entro la fine dell'anno 2021, ci sono almeno altre possibilità.

La Rendita integrativa Temporanea Anticipata (RITA) che permette di poter andare in pensione a 57 anni di età purchè si sia disoccupati da non meno di due anni, e si abbiano almeno 5 anni di contributi versati, oltre a aver sottoscritto un fondo pensione. Sarà infatti proprio il fondo a poter erogare una rendita anticipata, in unica soluzione o mensilmente, fino al raggiungimento dei requisiti della pensione. 

APE Sociale: una forma di pensionamento dedicato ai più fragili. Infatti questa soluzione spetta solo a chi versa in uno stato di disoccupazione ma abbia raggiunto almeno 30 anni contributi, oppure ai titolari di attestazione di handicap grave (art.3, comma 3 legge 104/92) o ai loro famigliari che l'assistano da almeno sei mesi, purchè gli anni contributivi non siano inferiore a 30 anni. Infine anche i titolare di invalidità civile superiore al 74% e con 30 anni di contributi possono fare domanda dell'APE sociale. Per tutti l'età anagrafica è 63 anni.

Infine chi ha maturato 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall'età anagrafica può andare in pensione. In questo caso chi ha iniziato a lavorare molto giovani, ed abbia maturato almeno 12 mesi di contributi prima dei 18 anni ne potrebbe approfittare.