I riflettori della maggior parte dei lavoratori sono concentrati su Quota 100 e sul futuro delle proprie pensioni con il nuovo anno. Le preoccupazioni, che accomunano molte persone, è se sia possibile andare in pensione a 64 anni nel 2022, quando la misura fortemente voluta da Matteo Salvini e dalla Lega non ci sarà più. Il timore di molte persone è legato non solo al fatto che si conclude una vera a propria opportunità per i dipendenti, ma anche al fatto che dal prossimo anno entreranno in vigore le regole della Legge Fornero.

La domanda diretta che ci è arrivata in redazione è la seguente. Nel caso in cui un lavoratore non fosse riuscito a raggiungere i requisiti per andare in pensione con Quota 100 entro la fine dell'anno in corso, ha qualche possibilità di lasciare il lavoro prima del compimento dei 64 anni? Ci sono alcune opzioni da prendere in considerazione: proviamo a vedere quali sono!

In pensione a 64 anni, anche senza Quota 100!

In questi mesi, aver concentrato troppo l'attenzione su Quota 100, ci ha fatto dimenticare che vi erano anche altre opportunità per poter andare in pensione a 64 anni. Proprio per questo motivo, è possibile affermare che quanti non abbiano maturato i requisiti per poter uscire dal lavoro usufruendo della misura voluta dalla Lega hanno la possibilità di andare in pensione lo stesso. Sono dei casi che potrebbero essere definiti un po' al limite, ma che comunque possono rientrare in una qualche forma di pensione anticipata.

Uno dei casi tipici potrebbe essere quello di chi non avesse raggiunto entrambi i requisiti per poter accedere alla pensione attraverso Quota 100: 62 anni di età e 38 di contributi. E' il caso di chi, entro il 31 dicembre 2021, abbia compiuto 64 anni, ma non abbia raggiunto il limite dei 38 anni di versamenti. Potrebbe comunque accedere alla pensione. Ma come? E' il caso dei lavoratori che nel corso della propria carriera abbiano ricoperto mansioni gravose od usuranti: in questo caso la legge riconosce la possiiblità di accedere all'Ape Sociale.

Come molti ben sapranno, l'Ape Sociale non costituisce una pensione a tutti gli effetti, ma è una sorta di scivolo pensionistico. Potremmo affermare che si tratta di un sussidio economico, che viene calcolato dall'Inps sulla base dei contributi che sono stati versati dal lavoratore e che viene erogato fino al raggiungimento dell'età pensionabile. In questo caso è necessario aver compiuto almeno 63 anni ed aver maturato 30 anni di contributi. E' necessario, inoltre, trovarsi in una condizione di svantaggio sociale: essere disoccupato, invalido o dover assistere ad un coniuge o ad un familiare portatore di handicap.

E' necessario, invece, aver maturato almeno 36 anni di contributi, indipendentente dai casi che sono stati appena mensionati, nel caso in cui si siano svolte, nel corso della propria carriera lavorativa, delle attività gravose nel corso degli ultimi sei anni.

Se vuoi andare in pensione a 57 anni, in questo articolo ti spiego come fare: In pensione a 57 anni: arriva la conferma di Draghi! Per chi.

In pensione a 64 anni: i contributivi puri!

Qualche possibilità è stata messa a disposizione anche a quanti abbiano iniziato a lavorare dal 1996 in poi. In questo caso la riforma Dini permette di andare in pensione anche prima del raggiungimento dei requisiti per ottenere quella di vecchiaia. In questo caso non è nemmeno necessario attendere di maturare il requisito dei 30 o dei 36 anni di contributi versati: ne sono sufficienti 20.

Questa soluzione, però, è riservata unicamente a quanti abbiano iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e quindi abbiano accrediti puramente contributivi. E' necessario, inoltre, aver maturato un assegno previdenziale pari ad almeno 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale. Giusto per avere un temine di paragone, per il 2021 questo ammonta a 1.288 euro mensili, essendo il valore della assegno sociale pari a 460 euro.

C'è anche la possibilità di andare in pensione a 62 anni, grazie allo scivolo di Andrea Orlando. Lo spiego in questo articolo: Pensione a 62 anni con lo scivolo Orlando. Draghi conferma.

Pensione anticipata: le prospettive di una riforma!

Abbiamo già accennato in uno dei paragrafi precedenti che una della soluzioni per poter andare in pensione anticipatamente è costituita dall'Ape Sociale. Questa misura insieme a Quota 100 e ad Opzione Donna costituiscono un importante scivolo pensionistico, riservato ad alcuni lavoratori disagiati, che non dovrebbe essere soppresso alla fine dell'anno. Stando alle indiscrezioni che stanno circolando nel corso delle ultime settimane, molto probabilmente, potrebbe essere addirittura allargata la platea dei beneficiari. Sembra che una delle intenzioni del Governo sia proprio quella di cercare di favorire la pensione anticipata a 63 anni ad alcune categorie di lavoratori.

Pasquale Tridico, presidente dell'Inps, ritiene che Quota 41 possa risultare iniqua, soprattutto per le donne e per le persone impiegate nei lavori più gravosi. Ma soprattutto sarebbe molto costosa.

Costa fino a 9 miliardi l’anno, partendo da oltre 4 subito - spiega Tridico -. Abbiamo uno strumento, l’Ape sociale, che andrebbe rafforzato facendo entrare altre categorie degne di protezione, ma sulle base dell’effettiva gravosità delle singole mansioni. E questo all’interno di un sistema contributivo che ormai è la regola.