L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha recentemente reso noto tutte le novità ed i chiarimenti in riferimento ad un aspetto molto importante che riguarda alcune categorie di pensionati italiani, in particolare coloro i quali presentano tutti i requisiti e le condizioni necessarie per poter ottenere il cosiddetto accompagnamento alla pensione, ovvero quello strumento che permette ai cittadini di ottenere la pensione in anticipo, anche sette anni prima del raggiungimento dei requisiti minimi per la pensione di vecchiaia.

Effettivamente, attraverso la pubblicazione della circolare numero 142 resa nota lo scorso lunedì 27 settembre da parte dello stesso Istituto INPS, sono stati offerti ulteriori chiarimenti importi in riferimento ai cittadini e ai titolari delle prestazioni di accompagnamento alla pensione, nonché degli assegni straordinari relativi ai Fondi di solidarietà.

In questo senso, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale intende evidenziare gli aspetti che riguardano la rideterminazione in merito al periodo di riferimento in cui spettano effettivamente le prestazioni di accompagnamento alla pensione, fornendo specifiche anche in merito all’eventuale contribuzione che ne è correlata.

Dunque, in questo contesto, diventa fondamentale comprendere innanzitutto cos’è una prestazione di accompagnamento alla pensione, e in quale quadro normativo si va ad inserire, così da capire al meglio anche le effettive caratteristiche di tale prestazione oltre che le novità che sono state evidenziate da parte della circolare numero 142 dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale. 

Per questo motivo, nel corso del seguente articolo, sono stati approfonditi quindi il meccanismo dell’isopensione che si pone alla base del funzionamento della prestazione di accompagnamento alla pensione, oltre che tutte le novità che sono state sottolineate all’interno della circolare dell’Istituto INPS.

Cos’è l’accompagnamento alla pensione 2021

La prestazione di accompagnamento alla pensione si configura come una misura che viene erogata effettivamente in favore di quelle categorie di lavoratori con un contratto a tempo indeterminato da lavoro dipendente, i quali potrebbero maturare dei requisiti minimi sia dal punto di vista contributivo che anagrafico, necessari per ottenere il diritto alla pensione, entro necessariamente un tempo massimo di sette anni a partire dal momento in cui è cessato il rapporto di lavoro.

A questo proposito, la prestazione risulta essere completamente a carico del datore di lavoro, in seguito a specifici accordi di tipo aziendale che sono stati stipulati nei casi in cui si verifica un’effettiva eccedenza del personale, elaborati tra il datore di lavoro con almeno quindici lavoratori dipendenti e le stesse organizzazioni sindacali dei lavoratori che rappresentano al meglio il contesto aziendale. 

In questo senso, occorre anche sottolineare che alla base del funzionamento effettivo dell’accompagnamento alla pensione vi è il cosiddetto meccanismo dell’isopensione, il quale ha recentemente ottenuto una proroga almeno fino alla data del 31 dicembre dell’anno 2023.

A questo proposito, il video messo a disposizione da parte di Luigi Melacarne spiega chiaramente tutti gli aspetti legati appunto all'accompagnamento alla pensione: 

 

Accompagnamento alla pensione: come funziona l’isopensione 

L’isopensione rappresenta di fatto uno strumento attraverso il quale i cittadini italiani, in particolare i cittadini che svolgono un’attività lavorativa di tipo autonomo, potranno accedere prima al pensionamento, dunque in maniera anticipata.

Si tratta, tuttavia, di un’opportunità molto importante che viene offerta esclusivamente ad alcune categorie di lavoratori, nello specifico coloro i quali sarebbero in grado di raggiungere, entro i sette anni successivi alla data in cui il rapporto lavorativo finisce di esistere, gli effettivi requisiti minimi per la pensione. 

Dunque, il meccanismo dell’isopensione, il quale è stato introdotto in maniera sperimentale per la prima volta durante il periodo del triennio compreso tra gli anni 2018 e 2020, permette quindi ai lavoratori che effettivamente sono prossimi al pensionamento, di poter decidere di cessare il proprio rapporto lavorativo in anticipo, in seguito ad un accordo stipulato con il proprio datore di lavoro.

Inizialmente, il meccanismo di isopensione su cui si basa il riconoscimento dell’accompagnamento alla pensione consistenza quindi in un vero e proprio anticipo dell’età pensionabile, fino però ad un massimo di quattro anni, con la condizione che l’azienda corrisponda ai lavoratori un assegno con un importo equivalente alla pensione, facendosi carico anche della totalità degli oneri.

Oggi però, in seguito a varie modifiche susseguitesi nel tempo, il periodo temporale previsto per quanto riguarda l’anticipo della pensione è stato esteso fino a sette anni, così da poter effettivamente agevolare ancor di più il ricambio generazionale all’interno delle imprese.

Accompagnamento alla pensione INPS: il quadro normativo 

Prima di procedere con il riepilogo di tutte le novità effettivamente introdotte da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale in merito all’accompagnamento alla pensione e agli aspetti che lo caratterizzeranno nei prossimi anni, occorre precisare che il meccanismo legato all’isopensione su cui è basato l’accompagnamento alla pensione, si pone all’interno di un ampio panorama normativo che ne regolarizza le sue peculiarità. 

A questo proposito, occorre precisare innanzitutto che l’isopensione è uno strumento che è stato introdotto all’interno dell’ordinamento italiano in maniera sperimentale mediante l’approvazione della cosiddetta Riforma Fornero, ovvero la legge numero 92 dell’anno 2012, successivamente poi modificata attraverso la Legge di Bilancio 2018, in particolare all’articolo 1, comma 160 della legge numero 205 dell’anno 2017.

Occorre precisare che tale meccanismo era stato approvato esclusivamente per il triennio compreso tra gli anni 2018 e 2020. Tuttavia, grazie all’approvazione e all’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021, in particolare l’articolo 1, comma 345 della legge numero 178 pubblicata il 30 dicembre, è stato effettivamente esteso il periodo di validità fino alla data del 31 dicembre 2023.

Chi ha diritto all’accompagnamento alla pensione

Occorre precisare che la possibilità di ottenere la pensione in anticipo fino a sette anni attraverso lo strumento della prestazione di accompagnamento è stata esclusivamente dedicata a quei lavoratori che appartengono al settore privato e che svolgono quindi un’attività di lavoro come dipendenti all’interno di un’azienda di dimensioni più o meno grandi.

A questo proposito, considerando che l’isopensione va a rivolgersi a tutti quei cittadini a cui mancano effettivamente massimo sette anni per poter andare in pensione, potranno farne riferimento soltanto quei lavoratori dipendente che hanno un’età anagrafica pari oppure superiore a quella di 60 anni. 

Tuttavia, occorre anche precisare che per poter effettivamente accedere alla prestazione di accompagnamento alla pensione basata sul meccanismo dell’isopensione, è necessario che venga sottoscritto un accordo tra tre figure fondamentali, ovvero l’azienda, l’Istituto INPS e le organizzazioni sindacali che rappresentano al meglio i dipendenti all’interno dell’azienda. 

In tal senso, soltanto in seguito all’effettiva sottoscrizione di tale accordo, i cittadini lavoratori saranno poi informati dell’opportunità di accedere in maniera anticipata alla propria pensione.

Gli importi dell’accompagnamento alla pensione 

È anche necessario effettuare un approfondimento per quanto riguarda l’effettivo importo che andrà a caratterizzare la prestazione di accompagnamento alla pensione.

In questo senso, secondo quanto previsto all’interno della Riforma Fornero e successivamente prorogato anche da parte della nuova Legge di Bilancio 2021, l’importo di esodo, ovvero riferito all’accompagnamento alla pensione, dovrà risultare essere pari agli importi tipici del trattamento pensionistico, ai quali spetterebbero al lavoratore direttamente al momento in cui è stato fatto l’accesso alla stessa prestazione.

Dunque, l’assegno di isopensione potrebbe assumere un importo leggermente inferiore in confronto all’ammontare della pensione che sarà percepita da parte del lavoratore una volta cessato il periodo di fruizione dell’esodo.

In effetti, all’interno dell’assegno di esodo non saranno erogate alcune misure e prestazioni che generalmente l’Istituto INPS riconosce direttamente all’interno dell’assegno pensionistico di tipo tradizionale.

Questo perché all’interno dell’assegno relativo alla prestazione di accompagnamento alla pensione, non potrà essere attribuita la cosiddetta perequazione automatica, così come anche non spetteranno i trattamenti legati alla famiglia, come ad esempio gli assegni al nucleo familiare (ANF), e non potranno essere effettuate delle trattenute per quanto riguarda il pagamento degli oneri.

Inoltre, occorre anche precisare che secondo quanto confermato all’interno della Riforma Fornero e successivamente prorogato anche da parte della recente Legge di Bilancio 2021, l’isopensione non è reversibile, dunque non è possibile effettuare alcun eventuale trasferimento del trattamento previdenziale agli eredi. Infine, l’assegno di esodo riferito quindi all’accompagnamento della pensione risulta anche essere soggetto alla tassazione ordinaria. 

Le novità dell’INPS sull’accompagnamento della pensione 

In seguito all’approvazione e alla pubblicazione della circolare numero 142 del 27 settembre, l’Istituto INPS intende anche fornire a tutta la popolazione dei chiarimenti in riferimento alle effettive decorrenze che dovranno essere attribuite alle pensioni per quanto riguarda i titolari delle prestazioni di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il giorno primo gennaio 2019.

A questo proposito, tali indicazioni fanno riferimento in particolare alla decorrenza delle pensioni in riferimento agli incrementi dell’indice legato alla speranza di vita, così come anche alla rideterminazione del periodo di spettanza in merito alle prestazioni di accompagnamento alla pensione, così come anche all’eventuale altra contribuzione che risulti essere correlata e alle disposizioni volte al conseguimento dei trattamenti pensionistici.