L’INPS permette di anticipare la pensione a 58, 62 o 63 anni di età, con questi requisiti

L’INPS non esclude e non boccia la domanda di pensione dei lavoratori con un’età anagrafica da 58 o 62 anni e, ancora, di 63 anni, se risultano presenti uno o più requisiti disposti dalla vigente normativa. Sicuramente, sembra impensabile potersi collocare a riposo a 62 anni, ancor più a 58 anni. Le cose non vanno meglio per coloro che hanno raggiunto i 63 anni. E, allora di cosa parliamo? Di quella possibilità poco conosciuta dai lavoratori che permette di ottenere un’indennità mensile o una prestazione economica, in presenza di condizioni e requisiti. In sostanza, ci si stacca dalle regole ordinarie che portano a percepire la pensione di vecchiaia ordinaria, oppure, la pensione anticipata ordinaria, per ottenere un altro trattamento previdenziale. Nel complesso, si tratta di poter ottenere la pensione arginando diversi paletti, sfruttando tutte le potenzialità del diritto alla pensione, evitando così le condizioni che portano a pensionarsi non prima dei 67 anni.

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L’INPS non esclude e non boccia la domanda di pensione dei lavoratori con un’età anagrafica da 58 o 62 anni e, ancora, di 63 anni, se risultano presenti uno o più requisiti disposti dalla vigente normativa. 

Sicuramente, sembra impensabile potersi collocare a riposo a 62 anni, ancor più a 58 anni. Le cose non vanno meglio per coloro che hanno raggiunto i 63 anni.

E, allora, di cosa parliamo? Di quella possibilità poco conosciuta dai lavoratori che permette di ottenere un’indennità mensile o una prestazione economica, in presenza di condizioni e requisiti.

In sostanza, ci si stacca dalle regole ordinarie che portano a percepire la pensione di vecchiaia ordinaria, oppure, la pensione anticipata ordinaria, per ottenere un altro trattamento previdenziale.

Nel complesso, si tratta di poter ottenere la pensione arginando diversi paletti, sfruttando tutte le potenzialità del diritto alla pensione, evitando così le condizioni che portano a pensionarsi non prima dei 67 anni. 

Occorre, sottolineare, che non basta solo l’età anagrafica per abbraccia una formula di pensionamento anticipato, ma è sempre necessario possedere i requisiti che completano la misura a cui ci si approccia. 

L’INPS permette di anticipare la pensione a 58, 62 o 63 anni di età, con questi requisiti

Basti pensare, che nel 2023 così come nel 2024 a seguire esistono delle categorie di lavoratori che hanno congelato il diritto acquisito per l’accesso alla misura sperimentale Quota 100.

In sostanza, sfruttando il principio della cristallizzazione del diritto alla pensione, i lavoratori che hanno maturato i requisiti per l’accesso alla misura fissati al 31 dicembre 2021, possono pensionarsi quando vogliono senza doversi rapportare a limiti o scadenze. Infatti, in questo caso sono sufficienti 62 anni con 38 anni di anzianità INPS.  

Un discorso che vale anche per le lavoratrici che hanno maturato 58 o 59 anni con 35 anni di anzianità registrata presso l’INPS entro il 31 dicembre 2021.

Le lavoratrici che pur avendo maturato i requisiti per la misura Opzione donna, hanno scelto di non pensionarsi per accumulare un maggior numero di contribuzione o per altro motivo, possono pensionarsi utilizzando la medesima misura anche negli anni successivi.

In sostanza, per coloro che rientrano nel pensionamento, ma non sfruttano lo strumento non si consuma, ma resta inalterato nel tempo. 

La cristallizzazione del diritto alla pensione funziona il modo molto semplice, i lavoratori che maturano i requisiti previsti per la misura a cui intendono allacciarsi per il pensionamento, possono esercitare il diritto acquisito anche in un periodo successivo, in cui la misura risulti essere spenta o non produca più effetti.

Stesso discorso vale anche per Quota 102 o, ancora, l’anticipo pensionistico Ape sociale, misure in scadenza il 31 dicembre 2022. 

È, importante, ricordare che possono ricevere un’indennità mensile del valore massimo di 1.500 euro i lavoratori che rientrano in particolari tutele (disoccupati, invalidi, caregiver, usuranti e gravosi). Non solo. Devono aver maturano 63 anni e un’anzianità registrata presso l’INPS pari a 30,32 e 36 anni (categorie di lavoro). 

Se non vengono rinnovate si esaurisce il diritto al pensionamento per tutti i cittadini. Solo congelando i requisiti tali strumenti possono essere sfruttati anche dopo il termine utile ultimo di accesso.  

Bisogna fare una domanda per ottenere il diritto cristallizzato

Il lavoratore che perfeziona i requisiti per la pensione può mantener il diritto all’uscita al lavoro, seppur la misura è stata cestinata. 

Non parliamo di una possibilità da sfruttare nell’immediato, ma di un diritto acquisito che resta incorruttibile negli anni, pronto per essere utilizzato anche quando la misura risulta essere perita.

Ecco, perché, c’è chi può utilizzare ancora Quota 100, anche se la misura non è più accessibile per tutti i lavoratori. È, importante, comprendere che se non viene rinnovata la misura Ape sociale od Opzione donna nella prossima Legge di Bilancio, coloro che hanno perfezionato i requisiti nei termini, prima della scadenza della misura possono sfruttarla in futuro senza problemi o motivi ostativi. 

Come possono fare per rientrare in condizioni più favorevoli per ottenere la pensione anticipata

Esistono degli accorgimenti che potrebbero risultare utili ai fini previdenziali. Si tratta di semplici accortezze che messe in campo potrebbero facilitare l’uscita dal lavoro.

È normale che se manca il requisito anagrafico non si può fare molto. Partendo dal presupposto che per il pensionamento con Quota 100 servono 62 anni maturati entro il 31 dicembre 2021, che passano a 64 con Quota 102 da perfezionare entro il 31 dicembre 2022, se mancano gli anni salta la possibilità di accesso a questi strumenti.

Nel caso in cui la contribuzione risulti carente, esistono dei meccanismi che attivati portano a recuperare i buchi contributivi. Potrebbe tornare utile, ad esempio il riscatto della laurea o di altri periodi. E, ancora, della totalizzazione o cumulo dei contributi, laddove la normativa lo consente. 

Il lavoratore può richiedere all’INPS l’operazione di cumulo della contribuzione. Si tratta, della possibilità di sommare i contributi presenti in più gestioni per poterli utilizzare al fine del pensionamento. Oltre tutto, questa operazione non richiede costi od oneri da sopportare. Nello stesso modo, il lavoratore potrebbe richiedere ai fini della pensione la ricongiunzione della contribuzione registrata in più casse.  

In buona sostanza, vengono attivate quelle strategie che permettono di perfezionare il montante contributivo utile per pensionarsi. Ecco, perché, attivando una di queste operazioni i lavoratori possono agganciarsi a una prestazione economica a 58 o 62 anni, così come a 63 anni.