Si può andare in pensione anticipata a 58, 63 e 64 anni di età, ecco tutte le possibilità

58, 63 e 64 anni sono gli anni per andare in pensione, non per desiderio, ma fissati dalla normativa in diverse formule flessibili previdenziali. Sicuramente, questi non sono i limiti previsti per rientrare nel plafond dei requisiti pattuiti dalla Fornero. Nulla che si accosti minimamente all’età di 67 anni e 10 mesi necessari per soddisfare i criteri della pensione di vecchiaia. Esclusa la formula ordinaria di vecchiaia, non è possibile passare alla formula anticipata ordinaria (41 -42 anni e 10 mesi di contributi), ovvero alle regole poste in essere dall’articolo 24 del decreto legge n. 201/2011.

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58, 63 e 64 anni sono gli anni per andare in pensione, non per desiderio, ma fissati dalla normativa in diverse formule flessibili previdenziali. Sicuramente, questi non sono i limiti previsti per rientrare nel plafond dei requisiti pattuiti dalla Fornero. 

Nulla che si accosti minimamente all’età di 67 anni e 10 mesi necessari per soddisfare i criteri della pensione di vecchiaia. Esclusa la formula ordinaria di vecchiaia, non è possibile passare alla formula anticipata ordinaria (41 -42 anni e 10 mesi di contributi), ovvero alle regole poste in essere dall’articolo 24 del decreto legge n. 201/2011. 

Ad oggi, esistono diverse vie previdenziali che accorciano e non di poco, il periodo temporale necessario per raggiungere un traguardo pensionistico ordinario. 

Si può smettere di lavorare prima dei 67 anni per la pensione? Si, assolutamente. Però, occorre rispettare i criteri, condizioni e disposizioni normative. 

Una breve guida alla pensione anticipata a 58, 63 e 64 anni. Ti spiegheremo quando, come e con quanto puoi andare in pensione subito. 

Chi può andare in pensione a 58, 63 e 64 anni di età, con queste caratteristiche 

La prima possibilità di lasciare il lavoro prima dei 67 anni, la troviamo per i lavoratori che rientrano nella formula Quota 41. Intanto, come da normativa non viene agganciato il requisito anagrafico, quindi, si accede al pensionamento con un’età libera.

Però, esistono altri criteri da soddisfare, previa la decadenza dal diritto alla pensione, quali: 

  • per i lavoratori precoci esiste una condizione contributiva da soddisfare, ovvero un anno di versamenti registrati prima del raggiungimento dei 19 anni di età; 
  • nella categoria dei lavoratori precoci rientrano diverse tipologie di lavoratori, tra cui: fragili, lavoratori usuranti, invalidi con il riconoscimento dell’ASL – INPS nella misura al 74%. E ancora, coloro che si occupano dell’assistenza del disabile “caregiver”.

A 58 e 59 anni di età ci si può ritirare dal lavoro per ottenere un assegno pensione attraverso la formula Opzione donna. È necessario soddisfare anche il requisito contributivo che porta a 35 anni di versamenti. Purtroppo, la misura è riservata alle donne lavoratrici (dipendenti e autonome) e prevede un abbattimento dell’assegno di circa il 30% dovuto al calcolo contributivo.  

Chi può ritirarsi dal lavoro a 64 anni di età per la pensione? La risposa non è sempre scontata 

L’ordinamento previdenziale contiene una formula pensionistica per i contributivi puri, ovvero per coloro che vantano sulle spalle un’anzianità maturata in seguito alla data del 1° gennaio 1996.

Questi, lavoratori entrano nella casistica prevista per il regime contributivo, ne consegue, che possono ritirarsi dal lavoro per agganciarsi alla pensione a 64 anni. 

Nel merito, va detto che, bisogna soddisfare anche il requisito contributivo, ovvero 20 anni di versamenti

Purtroppo, esiste anche un’altra disposizione normativa e prevede il rilascio di un assegno pensione erogato dall’INPS nella misura non inferiore a 2,8 volte il trattamento minimo vitale.

Quanto prendo di pensione se esco con il sistema dei contributivi puri? In linea sommaria, il valore dell’assegno pensione dovrebbe attestarsi intorno ai 1.310,70 euro. Però, il riferimento cade su una stima provvisoria, la realtà potrebbe essere molto diversa. Anche perché, il sistema contributivo impone uno svantaggio applicato alla metodologia di calcolo rispetto al sistema retributivo o misto. 

Se invece il lavoratore soddisfa il requisito contributivo previsto per la formula anticipata Quota 102, ovvero 38 anni di versamenti, non sono previste penalizzazioni. Quindi, può tranquillamente andare in pensione a 64 anni con 38 anni di versamenti, se maturati entro il 31 dicembre 2022.

In sostanza, esistono due formule di pensionamento che permettono l'uscita anticipata dal lavoro a 64 anni di età.  

Chi può ritirarsi dal lavoro a 63 anni di età per la pensione?

È ancora possibile ritirarsi dal lavoro a 63 anni percependo un assegno mensile fino alla pensione. Non un sogno, ma una realtà che trova il suo fondamento nellanticipo pensione Ape sociale. Non una soluzione per tutti, ma bensì riservata alle categorie di tutela. 

Intanto, il Governo italiano all’inizio dell’anno in corso, ha ampliato la platea degli aventi diritto, eliminando non pochi paletti al fine di rendere più fluida la misura.

Un vantaggio per tantissime persone che sono ricorse allo strumento Ape sociale per collocarsi in quiescenza o, comunque, ricevere un assegno mensile fino al cambio in pensione. 

Possono agganciarsi alla misura i lavoratori disoccupati, caregier, invalidi, gravosi e usuranti ovviamente in presenza del giusto montante contributivo fissato per ogni categoria, ovvero 30, 32 e 36 anni di versamenti. 

I lavoratori che riescono a incollarsi a questa misura ricevono un assegno del valore di 1.500 euro lordi mensili, fino al momento del passaggio conclusivo in pensione. 

Oltre tutto va detto che, per ogni categoria di lavoro vi sono delle condizioni imposte dalla normativa da soddisfare.