In Italia uno dei temi storicamente più dibattuti è la riforma pensionistica. In molti non sono soddisfatti delle manovre adottate e si chiedono come sia possibile usufruire della pensione anticipata.

Dalla riforma Forneroa quota 100, non sembra esserci pace per milioni di contribuenti che sono oramai rassegnati a lavorare fino a tarda età.

Molti di questi lavoratori svolgono lavori pesanti, e non hanno la certezza di avere la capacità e la forza di proseguire fino a 67 anni.

Il tutto è comprensibile, il calcolo su cui si basa la legge Fornero è l'aspettativa di vita media.

Questo non tiene conto però della qualità di essa, rendendo la pensione un miraggio e assottigliando il tempo passato in terza età.

Senza contare, inoltre, che per alcuni le cifre pensionistiche ricevute sono irrisorie, a malapena utili alla propria sussistenza.

Andiamo a vedere in quali modi si può andare in pensione anticipata, anche con alcuni anni di anticipo.

Pensione anticipata a 58 anni con legge 104

In Italia esiste una possibilità, la pensione di vecchiaia anticipata, che permette ai titolari di legge 104 di smettere di lavorare anticipatamente.

Per gli uomini si parla di andare in pensione anticipata a 61 anni mentre per le donne dai 56 in poi.

Ci sono due requisiti chiave da dover assolutamente rispettare:

  • aver versato almeno vent'anni di contributi;
  • avere un'invalidità certificata di almeno l'80%.

Sono compresi come specificato dall'INPS anche i non vedenti.

Prima di ricevere la liquidazione della pensione bisognerà aspettare ben 12 mesi, dopo i quali finalmente si potrà godere della pensione anticipata.

Sempre per i titolari di legge 104 c'è un'altra possibilità, l'assegno ordinario d'invalidità.

Attenzione, non stiamo parlando della pensione d'invalidità INPS, ma di un assegno che si basa su un calcolo previdenziale.

Le persone titolari di Legge 104, certificata la riduzione di capacità lavorativa di almeno 2/3, potranno fare richiesta.

Oltre a questo dovranno dimostrare di aver versato contributi per almeno cinque anni, di questi almeno tre nei cinque precedenti alla richiesta.

Terzo e ultimo caso che ci sentiamo di mettere in luce per andare in pensione anticipata, in situazione d'invalidità, è per chi assiste una persona disabile.

Chi reca assistenza a un familiare in condizione di disabilità può, successivamente all'accertamento medico, andare in pensione anticipata.

I requisiti del richiedente sono:

  • essere coniuge;
  • familiare di primo grado convivente;
  • familiare di secondo grado in caso di decesso dei genitori della persona disabile o che questi superino i 70 anni.

Pensione anticipata con contratto di espansione

Nonostante si tratti di una pensione anticipata che supera i 58 anni di età media vogliamo parlarvi del contratto di espansione.

La Legge di Bilancio 2021 ha prorogato la manovra introdotta in via sperimentale nel Decreto Crescita.

Il contratto di espansione, infatti, ha visto la luce negli anni 2019 e 2020, e con la proroga potrà continuare a esistere.

Questi è mirato verso grandi imprese che vogliono attuare un processo di reindustrializzazione, e rinnovare la propria crescita a livello tecnologico e di progresso.

La Legge di Bilancio 2021, però, ha espanso la misura anche alle imprese di più piccole dimensioni, a patto che abbiano almeno 500 dipendenti.

Attraverso questa manovra le imprese possono accompagnare alla pensione anticipata i dipendenti più anziani, attraverso un'indennità mensile.

La cifra è commisurata al trattamento lordo maturato dal lavoratore e i requisiti sono i seguenti:

  • ai dipendenti non devono mancare più di cinque anni dalla pensione anticipata ordinaria;
  • se sono uomini devono possedere almeno 38 anni e un mese di versamento di contributi;
  • se sono donne devono possedere almeno 37 anni e un mese di versamento di contributi;
  • ai dipendenti non devono mancare più di cinque anni dalla pensione di vecchiaia, dunque devono avere almeno 62 anni e devono aver versato almeno 20 anni di contributi.

Il contratto di espansione non coincide con altri trattamenti pensionistici agevolati, ad esempio opzione donna o lavori usuranti.

Pensione anticipata Quota 100

Un altro modo per andare in pensione anticipata senza raggiungere quella di vecchiaia è con Quota 100.

La manovra è stata molto discussa poiché non tutti escono agevolati da questa soluzione, nonostante questo, andiamo a spiegarvi come funziona.

Si può andare in pensione al raggiungimento di 62 anni, con versamento dei contributi minimo pari a 38 anni.

Essendo una manovra anch'essa sperimentale, potranno beneficiarne i lavoratori che raggiungono i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Parallelamente alla pensione anticipata con Quota 100 i beneficiari non potranno accumulare altro reddito da lavoro fino all'età pensionabile di vecchiaia.

L'unica altra forma di entrata compatibile è da lavoro autonomo e occasionale, che non superi i 5.000 euro annui.

Per il momento, con la scadenza fissata al 31 dicembre 2021, non sono fissate proroghe, si sta vagliando l'idea di una Quota 92, di cui parleremo successivamente.

Pensione anticipata donne e opzione donna

Esiste una misura di pensione anticipata che permette alle donne di smettere di lavorare con largo anticipo.

Questa si chiama opzione donna, ed è una manovra nata con l'intento di favorire le lavoratrici che hanno maturato molti anni di contributi, permettendole di pensionarsi.

Sono sufficienti 58 anni di età, nel caso di lavoratrici autonome 59 anni, e 35 anni di contributi versati.

Esiste però una finestra di 12 mesi, 18 per le autonome, che fa storcere un po' il naso, ciononostante è una misura sicuramente interessante.

Ci dice di più a tal proposito Luigi Melacarne, nel'esaustivo video YouTube che segue.

Pensione anticipata Quota 92

Nelle ultime settimane il governo sta varando l'ipotesi di non prorogare Quota 100, in scadenza a fine 2021, ma d'introdurre una nuova riforma pensionistica più agevole.

L'dea sarebbe stata lanciata da Graziano Delrio, capogruppo del Partito Democratico alla Camera.

La stessa manovra era stata proposta da Tommaso Nannicini, dunque non siamo di fronte a una vera e propria novità.

L'idea è quella di permettere ai lavoratori di andare in pensione anticipata a 62 anni, a patto che abbiano maturato 30 anni di contributi.

In sostanza la linea non cambia, età più contributi devono dare come somma 92.

Abbiamo visto, però, che la quota è scesa, infatti prima nonostante l'età fosse sempre 62, i contributi dovevano essere pari a 38 anni.

Un calo drastico che vedremo se sarà approvato.

Attenzione però, si sta già parlando di una penalizzazione a carico di chi approfitterà di Quota 92.

Per ogni anno di anticipo potrebbe esserci un taglio del 3% sulla somma ricevuta, o addirittura si starebbe pensando a un ricalcolo totale contributivo sulla pensione.

Altro punto importante è che, a detta di Delrio, non potranno beneficiarne tutti ma solo alcune categorie di lavoratori.

Si pensa alle fasce più fragili come i lavoratori usuranti e gravosi o le donne.

Ad ogni modo rimaniamo in attesa di novità su un tema veramente interessante che tocca ognuno di noi.

Pensione anticipata Brunetta

Ha destato scalpore la proposta di pensione anticipata per i dipendenti della Pubblica Amministrazione varata da Brunetta.

Il quale ha proposto uno scivolo a 62 anni, con 30 anni di contributi, ai lavoratori con poca motivazione nel lavorare.

Secondo il Ministro in questo modo ci sarebbe un rinnovamento nella Pubblica Amministrazione, con l'inserimento di dipendenti più validi e motivati.

In molti però hanno visto la proposta di misura come un premio per i fannulloni, che al posto di essere puniti vengono agevolati.

Il Ministro si è anche riconciliato con i sindacati, facendo fronte comune con loro e rendendo possibile la manovra.

Per i dipendenti che potrebbero beneficiare della pensione anticipata di Brunetta si prospetta un incentivo, che permetterebbe quindi di lasciare il mondo del lavoro senza grossi problemi.

Pensione anticipata 58 anni e novità

Abbiamo visto alcune modalità per andare in pensione anticipata senza aspettare quella di vecchiaia.

Come abbiamo potuto notare non in tutti i casi è possibile andarci con molti anni di anticipo o senza ripercussioni a livello economico, però in alcuni casi specifici si può.

In alcune situazioni anche a 58 anni e in altri con ben cinque anni di anticipo, allungando e non poco la prospettiva di una vecchiaia esente da fatiche dovute dal lavoro.

I contribuenti comunque non sono soddisfatti per la maggior parte delle riforme vigenti e avute fino a qui, e sono speranzosi di vedere nuove misure più adatte a uno stile di vita più qualitativo.

Possiamo aspettarci dal nuovo governo novità imminenti, resta da scoprire se queste saranno all'altezza delle aspettative o se genereranno altri malumori tra la popolazione.

Fino ad ora gli anni di buio sono tanti, e alcune fasce di lavoratori si vedono costretti ad aprire fondi pensionistici autonomi così da non subire in modo esagerato l'allontanamento dal lavoro.

Altri si vedono costretti a lavorare fino a tardissima età, perdendo fede nello Stato.

Staremo a vedere, da qui in avanti, come si evolveranno le cose, informandovi su ogni novità.